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Sentenza

Sentenza n. 8560/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento A) mediante ricorso introduttivo: degli atti della gara procedura di gara avente ad oggetto: “Affidamento del servizio di raccolta, tra- sporto e recupero/smaltimento presso impianti autorizzati ai sensi del D.lgs n. 152/2006 e ss.mm.ii., dei rifiuti prodotti presso gli impianti di AEA Spa” - CIG B7B0295B56 - e in particolare: a) della Determinazione dell’Amministratore Unico della AEA S.p.A. n. 66 del 24.11.2025, comunicato ai sensi dell’art. 90 del D.lgs n. 36/2023 in data 26.11.2025, con cui è stata disposta l’aggiudicazione del servizio alla controinteressata; b) dei Verbali di gara da n. 1 del 29.09.2025, n. 2 del 29.09.2025, n. 3 dell’8.10.2025 e n. 4 del 9.10.2025; c) del parere reso dalla Ieopa S.r.l. in data 1.10.2025 ed allegato al Verbale n. 3 dell’8.10.2025; d) della Determina a contrarre n. 15 del 31.03.2025; e) della Determina n. 40 del 7.07.2025; f) nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi inclusi il Bando di gara, il Disciplinare di gara con riferimento all’art. 17 “Criterio di Aggiudicazione”, il Capitolato Speciale e relativi allegati; g) dell’eventuale provvedimento di verifica dei requisiti, delle equivalenze contrattuali CCNL e dell’anomalia, non indicati negli atti pubblicati sulla piattaforma informatica ma qui da ritenersi parimenti impugnati; h) dell'eventuale contratto d’appalto sottoscritto e sua declaratoria di inefficacia; i) oltre al risarcimento dei danni in forma specifica ovvero per equivalente monetario. B) mediante motivi aggiunti: - del Verbale di “Verifica del possesso dei requisiti” privo di protocollo, datato 17.11.2025, mai notificato o comunicato, mai pubblicato sulla piattaforma informatica e depositato in giudizio in data 11.01.2026 dalla Difesa di AeA S.p.a., nonché per la declaratoria di inefficacia del contratto d’appalto sottoscritto tra AEA S.p.a. Unipersonale e Angelo De Cesari S.p.a. in data 23.01.2026 e con decorrenza dal 01.02.2026, di cui alla comunicazione del 26.01.2026.

Giustizia amministrativa202515992

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione a un’altra impresa del servizio di raccolta, trasporto e recupero/smaltimento dei rifiuti prodotti presso gli impianti della stazione appaltante, nonché gli atti di gara e il successivo contratto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione e gli atti della gara, chiedendone l’annullamento, la declaratoria di inefficacia del contratto e il subentro o, in subordine, il risarcimento del danno. Ha dedotto, in primo luogo, la tardiva integrazione dell’offerta tecnica dell’aggiudicataria quanto alla dichiarazione di equivalenza del CCNL applicato, diverso da quello indicato dalla lex specialis, nonché l’omessa o insufficiente verifica dell’equivalenza da parte della stazione appaltante. Ha sostenuto che il CCNL Commercio applicato dall’aggiudicataria non garantisse tutele economiche e normative equivalenti al CCNL Servizi Ambientali/Igiene Ambientale indicato negli atti di gara, anche perché la differenza retributiva sarebbe stata colmata mediante un superminimo. Ha inoltre dedotto il superamento del limite di venti pagine previsto per l’offerta tecnica; la sussistenza di cause di esclusione riferibili all’impresa ausiliaria, alla luce delle dichiarazioni rese nel DGUE in materia fiscale e contributiva; la mancata espressa accettazione del Patto di integrità; l’illegittimità dei criteri di attribuzione dei punteggi tecnici ed economici, ritenuti irragionevoli per l’assenza di un tetto massimo alla valorizzazione del numero di mezzi, cassoni e impianti e per la formula economica; infine, ha chiesto il risarcimento in forma specifica o per equivalente. Con motivi aggiunti ha impugnato il verbale di verifica dei requisiti e ha ribadito la non equivalenza dei CCNL.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo manifestamente fondato il motivo relativo alla non equivalenza dei CCNL e respingendo tutti gli altri motivi. Il Collegio ha richiamato l’art. 11 del d.lgs. 36/2023 e l’allegato I.01, evidenziando che la verifica dell’equivalenza economica deve essere effettuata sulle componenti fisse della retribuzione globale annua. Il superminimo, in quanto elemento eventuale e accessorio, non può essere computato per dimostrare l’equivalenza. Nel caso concreto, eliminando dal calcolo il superminimo ad personam di 100 euro mensili riconosciuto agli autisti, la retribuzione annua lorda prevista dal CCNL Commercio risultava inferiore a quella richiesta dal contratto indicato negli atti di gara. La verifica della stazione appaltante è quindi risultata illegittima e l’aggiudicazione è stata annullata. Gli ulteriori motivi sono stati ritenuti infondati: il superamento del limite di pagine non comportava automaticamente l’esclusione in assenza di una specifica sanzione; sono state condivise le valutazioni della stazione appaltante sui criteri di gara, sulla verifica dei requisiti dell’aggiudicataria e dell’ausiliaria e sull’accettazione del Patto di integrità. Il TAR ha disposto il subentro della ricorrente nel contratto medio tempore stipulato, senza soluzione di continuità, dal momento dell’irrevocabilità della sentenza, per una durata corrispondente a quella prevista dal bando. AEA S.p.A. è stata condannata al pagamento di 3.000 euro di spese di lite, oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 11 d.lgs. 36/2023

    Al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro, stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quello il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto o della concessione svolta dall'impresa anche in maniera prevalente. […] Nei casi di cui ai commi 2 e 2-bis, gli operatori economici possono indicare nella propria offerta il differente contratto collettivo da essi applicato, purché garantisca ai dipendenti le stesse tutele di quello indicato dalla stazione appaltante o dall'ente concedente. […] prima di procedere all'affidamento o all'aggiudicazione le stazioni appaltanti e gli enti concedenti acquisiscono […] la dichiarazione di equivalenza delle tutele. In quest'ultimo caso, la dichiarazione è anche verificata con le modalità di cui all'articolo 110, in conformità all'allegato I.01.

    L’operatore può applicare un CCNL diverso da quello indicato dalla stazione appaltante solo se garantisce tutele equivalenti; la dichiarazione di equivalenza deve essere verificata prima dell’aggiudicazione.

  • art. 4 allegato I.01 d.lgs. 36/2023

    La valutazione di equivalenza economica dei contratti è effettuata in relazione alle componenti fisse della retribuzione globale annua. […] Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono ritenere sussistente l'equivalenza delle tutele quando il valore economico complessivo delle componenti fisse della retribuzione globale annua […] risulta almeno pari a quello del contratto collettivo di lavoro indicato nel bando di gara o nell'invito e quando gli scostamenti rispetto ai parametri […] sono marginali.

    Ai fini dell’equivalenza economica si considerano esclusivamente le componenti fisse della retribuzione globale annua. Il superminimo, quale elemento eventuale e accessorio, non è computabile per colmare una differenza retributiva.

  • art. 110 d.lgs. 36/2023

    La verifica della dichiarazione di equivalenza del diverso CCNL deve essere compiuta secondo le modalità previste per la verifica delle offerte anormalmente basse, nel rispetto dei criteri dell’allegato I.01.

  • art. 74 c.p.a.

    Nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza […] il giudice decide con sentenza in forma semplificata.

    La manifesta fondatezza del motivo decisivo consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata.

  • art. 120, comma 5, c.p.a.

    Nel rito speciale in materia di appalti è richiamata la possibilità di definire con sentenza semplificata la controversia quando il ricorso sia manifestamente fondato.

  • artt. 121, 122 e 123 c.p.a.

    Sono richiamati dalla ricorrente in relazione alla sorte del contratto e alla tutela in forma specifica; il giudice ha disposto il subentro nel contratto, nei limiti precisati in motivazione.

Massime di principio

  • Quando un operatore economico indica in gara un CCNL diverso da quello individuato dalla stazione appaltante, l’aggiudicazione presuppone una verifica effettiva della dichiarata equivalenza delle tutele economiche e normative.
  • La verifica dell’equivalenza economica tra CCNL deve essere effettuata sulle componenti fisse della retribuzione globale annua individuate dall’art. 4 dell’allegato I.01 al d.lgs. 36/2023; gli elementi eventuali e accessori, come il superminimo, non possono essere utilizzati per colmare una differenza rispetto al CCNL indicato negli atti di gara.
  • La discrezionalità tecnica della stazione appaltante nella valutazione dell’equivalenza dei CCNL è vincolata ai parametri normativi dell’art. 4 dell’allegato I.01 e non consente di ritenere equivalenti tutele economiche inferiori sulla base di componenti retributive non fisse.
  • La violazione dell’obbligo di verificare correttamente l’equivalenza del CCNL applicato dall’aggiudicatario rende illegittima l’aggiudicazione e può giustificare il subentro dell’impresa seconda classificata quando ne ricorrano i presupposti.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contratto
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaConcorrenza ed evidenza pubblicaResponsabilità precontrattuale

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