Sentenza del 05/02/2019 n. 482 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Irpef - Socio - Società a ristretta base familiare e sociale - Finanziamenti infruttiferi - Indagini - Utili societari occultati al fisco - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato respinto. È stata ritenuta legittima la presunzione derivante dalla ristretta compagine societaria, rafforzata dall'ampio ricorso a finanziamenti infruttiferi, quale elemento idoneo a dimostrare l'esistenza di utili extracontabili occultati al fisco e imputabili ai soci. La pretesa IRPEF dell'Amministrazione finanziaria è stata pertanto confermata.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la legittimità dell'accertamento IRPEF fondato sulla presunzione che, in una società a ristretta base familiare e sociale, il ricorso ampio e ripetuto a finanziamenti infruttiferi da parte dei soci costituisse un indice dell'esistenza di utili societari occultati e distribuiti ai soci. Il contribuente contestava quindi la ricostruzione presuntiva dei maggiori redditi non dichiarati.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale della società a ristretta base sociale o familiare
La ristretta compagine societaria consente, in presenza di elementi indiziari ulteriori e concordanti, di presumere la conoscenza da parte dei soci degli utili extracontabili e la loro distribuzione, salva la prova contraria.
Disciplina dell'accertamento presuntivo delle imposte sui redditi
L'Amministrazione finanziaria può fondare l'accertamento su presunzioni semplici purché gravi, precise e concordanti. Nel caso esaminato, la combinazione tra ristretta base sociale e finanziamenti infruttiferi è stata considerata sufficiente a sostenere la presunzione di utili occultati.
Massime di principio
- Nelle società con pochi soci, soprattutto se legati da rapporti familiari, la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili può essere ritenuta valida quando è supportata da ulteriori elementi concreti.
- Finanziamenti infruttiferi effettuati o ricevuti dalla società, se frequenti, rilevanti o non adeguatamente documentati, possono costituire un indice di disponibilità finanziarie derivanti da utili non dichiarati.
- La presunzione non è necessariamente automatica: il contribuente può contrastarla dimostrando l'effettiva provenienza delle somme, la loro restituzione, la genuinità dei finanziamenti e l'assenza di distribuzione di utili.
- È importante conservare contratti, causali dei versamenti, movimentazioni bancarie, delibere societarie e ogni documento idoneo a dimostrare la reale natura dei finanziamenti infruttiferi.
- La mera contestazione generica dell'accertamento normalmente non è sufficiente; occorre fornire una spiegazione analitica e documentata degli apporti finanziari e della situazione economica della società.
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