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Sentenza

Sentenza n. 520/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento - del permesso di costruire n. 27491-2023 (doc. 2), rilasciato dall'Amministrazione resistente alla sig.ra Barbara Spedo per la realizzazione di un nuovo edificio residenziale insistente sulle aree di proprietà di quest'ultima; - della nota prot. n. 18119-2024 del 15.3.2024 a mezzo della quale l'Amministrazione comunicava al sig. Kharrat di non provvedere all'annullamento in autotutela del predetto titolo, richiesta dallo stesso con nota del 22.2.2024. (doc. 14);

Giustizia amministrativa202400208

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Permesso di costruire per la realizzazione di un nuovo fabbricato residenziale con autorimessa e piscina, nonché diniego comunale di annullamento in autotutela

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune e controinteressata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il permesso di costruire deducendo difetto di istruttoria e violazione dell’art. 32.6 delle NTA del Piano delle Regole del PGT e dell’art. 9 del D.M. 1444/1968. In particolare, ha contestato: la piscina parzialmente interrata, prevista a circa 1,5 metri dal confine invece dei 5 metri prescritti dalle NTA e senza la convenzione con il confinante richiesta dalla disciplina locale; il terrapieno funzionale all’interramento della piscina, previsto in aderenza al muro di confine; lo sporto del fabbricato, collocato a circa 3,5 metri dal confine e quindi a distanza inferiore ai 5 metri previsti dalle NTA, nonché a distanza inferiore ai 10 metri dalla parete finestrata dell’edificio del ricorrente, in violazione dell’art. 9 del D.M. 1444/1968. È stato inoltre impugnato il diniego di autotutela, ritenuto illogico e irragionevole perché il Comune, pur a fronte delle criticità evidenziate, non aveva annullato il titolo edilizio. Nel corso del giudizio la controinteressata ha presentato una SCIA in variante, con spostamento della piscina sul lato opposto del lotto ed eliminazione dello sporto; il ricorrente ha sostenuto che tali modifiche non avrebbero eliminato l’illegittimità originaria del permesso e ha insistito sull’interesse all’annullamento, soprattutto con riferimento al terrapieno.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha rilevato che la controinteressata, in attuazione dell’impegno assunto già prima della proposizione del ricorso, aveva presentato una SCIA in variante prevedendo lo spostamento della piscina sul lato sud, fronte strada, e l’eliminazione dello sporto del fabbricato. Lo spostamento della piscina aveva fatto venir meno anche la necessità del terrapieno funzionale al suo interramento sul lato confinante con il ricorrente; l’eliminazione del terrapieno risultava dalla tavola progettuale in variante e dalla documentazione fotografica. Il giudice ha inoltre osservato che il mero terrapieno, non destinato a ospitare una costruzione interrata, non sarebbe comunque rilevante ai fini della distanza dai confini, riferita dalla disciplina comunale alla superficie coperta realizzata sul fondo confinante. Le modifiche progettuali avevano quindi eliminato ogni manufatto sul fronte confinante e superato in radice i profili di illegittimità dedotti, sia riguardo alle distanze dal confine sia riguardo alla distanza tra pareti finestrate. Le spese sono state integralmente compensate, anche considerando che il Comune aveva comunicato la rinuncia ai manufatti già prima dell’instaurazione del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 32.6 delle NTA del Piano delle Regole del PGT di Desenzano del Garda

    La disposizione è stata invocata per sostenere la distanza minima dal confine per piscina, terrapieno e sporto; le modifiche progettuali hanno fatto venir meno l’interesse alla decisione su tali profili.

  • art. 9 D.M. 1444/1968

    È stato invocato con riferimento alla distanza minima tra pareti finestrate di edifici antistanti; l’eliminazione dello sporto ha fatto venir meno la relativa controversia.

  • art. 19.5 delle NTA del PGT di Desenzano del Garda

    Il giudice ha ritenuto che la distanza minima dai confini concerna la superficie coperta realizzata sul fondo confinante e non il mero terrapieno privo di costruzioni interrate.

Massime di principio

  • La sopravvenuta eliminazione o modificazione, mediante variante progettuale, dei manufatti oggetto di impugnazione determina il sopravvenuto difetto di interesse all’annullamento del titolo edilizio quando le modifiche eliminano in radice gli effetti lesivi dedotti dal ricorrente.
  • Lo spostamento di una piscina dal lato del lotto confinante al lato opposto può far venir meno non solo la contestazione relativa alla distanza della piscina, ma anche quella concernente il terrapieno funzionale al suo interramento, se quest’ultimo viene conseguentemente eliminato.
  • Ai fini della disciplina sulle distanze dai confini, il mero terrapieno non rileva quando non sia destinato a ospitare costruzioni interrate o seminterrate e la normativa applicabile riferisca la distanza alla superficie coperta realizzata sul fondo confinante.
  • L’eliminazione dello sporto del fabbricato mediante variante progettuale fa venir meno l’interesse a contestare sia la distanza dello sporto dal confine sia la distanza tra pareti finestrate, ove non residuino altri manufatti lesivi sul fronte confinante.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiDistanze, altezze e volumiAutotutela
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEccesso di potereAutotutela decisoria

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