Cassazione Penale, Sentenza n. 31726/2023 del 20/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La parte civile ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva assolto Moreschi ritenendo che il comunicato contenente espressioni diffamatorie fosse stato redatto da un terzo, escludendo la paternita e la responsabilita di Moreschi. Il ricorso denunciava violazione dell'art. 595, comma 3, c.p., sostenendo che la Corte territoriale aveva trascurato che Moreschi aveva effettivamente divulgato il comunicato a piu testate, sottoscrivendolo e indicando recapiti, comportandosi quindi come il trait d'union consapevole e volontario tra l'autore del testo e i giornali e contribuendo causalmente alla pubblicazione della notizia.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello. La Cassazione ha motivato che la Corte territoriale ha errato nel ritenere irrilevante la paternita di Moreschi: la divulgazione consapevole del comunicato a piu testate costituisce comunicazione a piu persone ai sensi dell'art. 595 c.p. e assume rilevanza eziologica anche se il testo era stato predisposto da un terzo. La Corte ha richiamato precedente giurisprudenza (Sez. 5, n. 3705/1999) e ha rimesso al giudice civile anche la decisione sulle spese e la liquidazione delle statuizioni civili.
Norme richiamate
art. 595 cod. pen.
La Corte ha richiamato l'articolo come norma di riferimento per la diffamazione a piu persone, rilevando che l'invio del comunicato a piu testate costituisce una forma di comunicazione a piu persone rilevante ai fini del reato anche se la pubblicazione effettiva avviene ad opera di terzi.
art. 51 cod. pen.
Richiamato solo per chiarire che la questione della scriminante non era piu in discussione nel processo.
Sez. 5, n. 3705 del 12/02/1999 (Giurisprudenza Colombo)
Precedente della Corte che afferma che il responsabile dell'ufficio stampa assume la paternita e la responsabilita del comunicato reso pubblico su sua specifica disposizione, anche se altri ne hanno predisposto il testo; il principio e stato richiamato come supporto alla decisione.
art. 622 cod. proc. pen.
Norma invocata quale base giuridica per la trasmissione degli atti al giudice civile competente per valore in grado di appello, in esecuzione dell'annullamento.
art. 573, comma 1-bis cod. proc. pen.
Richiamato nel ragionamento procedurale: la Corte ha valutato l'applicabilita della disposizione introdotta dal d.lgs. n. 150/2022 e ha osservato che essa si applica solo quando la costituzione di parte civile e avvenuta dopo il 30/12/2022; pertanto non e stata utilizzata per trasmettere automaticamente gli atti alle sezioni civili.
art. 33 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 e art. 99-bis dello stesso d.lgs.
Richiamati nella parte illustrativa sull'operativita della nuova disciplina procedurale relativa alle impugnazioni per i soli interessi civili e sui limiti temporali della sua applicazione.
Massime di principio
- Chi divulga consapevolmente un comunicato diffamatorio a piu testate puo essere ritenuto responsabile ai fini di art. 595 c.p., anche se non ne ha materialmente redatto il contenuto.
- L'invio o la diffusione a piu destinatari costituisce una forma di comunicazione a piu persone rilevante penalmente, indipendentemente dalla successiva decisione editoriale dei giornali.
- Ai fini dell'elemento soggettivo conta la volonta di diffondere e la conoscenza o la riconoscibilita dell'offesa che il contenuto puo arrecare; non e necessario essere l'autore materiale del testo.
- La condotta che e stata eziologicamente funzionale alla pubblicazione (ad esempio il ruolo di collegamento tra autore e stampa) puo integrare la responsabilita penale per diffamazione a mezzo stampa.
- In processi con profili sia penali sia civili la Cassazione puo annullare e rinviare gli atti al giudice civile competente; occorre pero tenere conto delle novita procedurali e della data di costituzione della parte civile ai fini dell'applicazione delle norme sulla trasmissione degli atti.
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