Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1993/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad in ordine all’istanza avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio.

Giustizia amministrativa202513495

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di fissazione di un appuntamento per presentare la domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell’art. 117 c.p.a., un’azione avverso il silenzio dell’amministrazione diplomatica sull’istanza volta ad ottenere la fissazione di un appuntamento necessario alla presentazione della domanda di visto di ingresso in Italia per motivi di studio. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato l’appuntamento, attivando così il procedimento per il rilascio del visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell’appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano integralmente soddisfatto la pretesa azionata. La decisione è stata adottata in applicazione del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, considerato il tempo non particolarmente esteso tra la richiesta e la notificazione del ricorso e il comportamento dell’amministrazione, che ha provveduto in tempi ragionevoli. L’amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire al ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    azione avverso il silenzio

    La proposizione del ricorso contro il silenzio dell’amministrazione ha consentito di sottoporre al giudice l’inerzia relativa all’attivazione del procedimento per il visto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta attivazione del procedimento, con fissazione dell’appuntamento richiesto, ha soddisfatto la pretesa fatta valere e comportato la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta adozione dell’atto o l’attivazione del procedimento richiesto, quando soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La fissazione dell’appuntamento necessario per presentare una domanda di visto integra il soddisfacimento della pretesa processuale avente a oggetto l’attivazione del relativo procedimento, senza comportare necessariamente una decisione sul merito della successiva domanda di visto.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando, valutati il tempo intercorso tra l’istanza e la notificazione del ricorso e il comportamento dell’amministrazione, l’inerzia non abbia avuto durata particolarmente significativa e l’amministrazione abbia successivamente provveduto in tempi ragionevoli.
  • Anche in caso di compensazione delle spese, l’amministrazione può essere condannata alla restituzione al ricorrente del contributo unificato eventualmente versato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.