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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4230/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso la sentenza di appello che aveva riformato la sentenza di primo grado condannando il ricorrente per bancarotta fraudolenta per distrazione (capo A): si censurava, in tre motivi, l'uso delle dichiarazioni rese dall'amministratore di diritto deceduto (contestando la loro utilizzabilità ai sensi dell'art. 63, comma 1, c.p.p. e richiamando l'art. 512 c.p.p.), la mancata riconducibilità del ricorrente alla qualifica di amministratore (si prospettava la sua condizione di "extraneus" e quindi l'assenza del requisito soggettivo richiesto dall'art. 216 legge fall.), e la carenza di motivazione circa la consapevolezza del danno di rilevante entità (circostanza aggravante ai sensi dell'art. 59, comma 2, c.p.). Il ricorrente lamentava altresì vizio di motivazione e erronea applicazione di norme penali e processuali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la censura generica e priva di specificazione sull'incidenza che l'esclusione delle dichiarazioni del deceduto avrebbe avuto sull'impianto probatorio, osservando che, anche in caso di eliminazione di quel mezzo, le residue prove documentali e dichiarative sono sufficienti a mantenere il convincimento (richiamo alla regola della cd. prova di resistenza). Il secondo e terzo motivo sono stati ritenuti manifestamente infondati e comunque inammissibili in questa sede perché impongono una riconsiderazione del merito e degli accertamenti di fatto, non sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivati. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma (euro 3.000) alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 63, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamata nella censura per la declaratoria di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dall'amministratore di diritto deceduto; la Corte ha ritenuto la doglianza generica e ha applicato il principio che l'eventuale esclusione di prove dichiarative non vizianti è irrilevante se le residue risultanze giustificano lo stesso convincimento.

  • art. 216, Legge fallimentare

    Norma che disciplina la bancarotta fraudolenta per distrazione; il ricorrente contestava la propria qualificazione soggettiva (extraneus), mentre la Corte ha ritenuto sussistere elementi sintomatici di gestione/cogestione tali da integrare responsabilità anche di soggetti non formalmente amministratori.

  • art. 59, comma 2, cod. pen.

    Principio relativo alla valutazione delle circostanze aggravanti che richiedono la conoscenza o l'ignoranza colposa dell'agente; la Corte ha ritenuto adeguatamente motivata la consapevolezza del danno di rilevante entità da parte del soggetto ritenuto responsabile.

  • art. 351, cod. proc. pen.

    Richiamato nel testo come norma tramite la quale l'amministratore deceduto era stato già escusso in primo grado; la Corte ha valutato l'incidenza di tale acquisizione probatoria nel quadro complessivo delle prove.

  • art. 512, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'acquisizione delle dichiarazioni per morte del dichiarante; la Corte ha ritenuto comunque che l'eventuale inutilizzabilità non avrebbe mutato l'esito complessivo alla luce delle altre evidenze.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla formulazione del ricorso in cassazione; in quanto norma sulle modalità del ricorso, il Collegio ha rilevato l'insufficiente specificità di alcune doglianze ai fini dell'ammissione.

Massime di principio

  • La Cassazione può dichiarare un ricorso inammissibile se i motivi sono formulati in modo generico e non indicano specificamente quale sarebbe l'incidenza dell'eventuale esclusione di mezzi di prova sul convincimento, soprattutto quando esistono altre prove robuste (principio della "prova di resistenza").
  • Le dichiarazioni di un dichiarante deceduto, acquisite per morte del dichiarante, possono essere contestate per inutilizzabilità ma, se vi sono altre risultanze probatorie sufficienti, la loro esclusione non muta necessariamente l'esito del giudizio.
  • In sede di Cassazione non è consentito un nuovo apprezzamento del merito o dei fatti; le questioni che richiedono una diversa valutazione delle prove o una ricostruzione alternativa dei fatti sono in genere inammissibili o manifestamente infondate.
  • Per ritenere la responsabilità di un 'extraneus' in reati societari (bancarotta fraudolenta) è necessario documentare elementi sintomatici di gestione o cogestione: partecipazione attiva alle trattative, percezione di pagamenti, ruoli di mediazione o gestione materiale/negoziale nei rapporti aziendali.
  • La circostanza aggravante del danno di rilevante entità richiede che l'agente conoscesse tale danno, o che l'ignoranza sia dipesa da colpa: il giudice deve motivare la sussistenza della consapevolezza o della colpa.
  • Chi impugna in cassazione deve indicare chiaramente le norme ritenute violate e spiegare in che modo l'errore normativo o motivazionale abbia inciso sull'esito processuale; la mera eccezione generica non è sufficiente.

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