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Sentenza

Sentenza n. 201/2026 - Bolzano, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500113

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TRGA Bolzano, Sez. autonomaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Approvazione provinciale del programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio di Brunico, limitatamente alla previsione programmatica di una nuova rotatoria su via Plan de Corones e dell’allargamento della strada in corrispondenza della proprietà del ricorrente, nonché gli atti presupposti

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune e provincia)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario ha impugnato la delibera della Giunta provinciale del 4 febbraio 2025, pubblicata il 27 marzo 2025, e gli atti presupposti, nella parte in cui il programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio (PSCTP) contempla una nuova rotatoria su via Plan de Corones e l’allargamento della strada presso la particella di sua proprietà. Ha dedotto: 1) eccesso di potere per illogicità, irragionevolezza e contraddittorietà tra atti provinciali, poiché il PSCTP avrebbe recepito opere viarie incompatibili con il parere negativo dell’8 ottobre 2024 della Sovrintendenza provinciale ai beni culturali sulla seconda rotatoria, ritenuta eccessivamente invasiva per consumo di suolo e interferenza con le zone tutelate; 2) violazione dell’art. 53, commi 7 e 8, della legge provinciale n. 9/2018 ed eccesso di potere per contrasto immotivato con le prescrizioni della Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio, nonché per motivazione elusiva e travisata. Secondo il ricorrente, la Commissione aveva richiesto il rispetto della zona di tutela monumentale e una progettazione parsimoniosa e rispettosa del paesaggio; il Comune non avrebbe adeguatamente motivato lo scostamento, limitandosi a rinviare alla successiva modifica del piano urbanistico. La Provincia e il Comune hanno eccepito, tra l’altro, carenza di legittimazione e interesse, tardività e acquiescenza rispetto a precedenti atti pianificatori. La Provincia ha inoltre dedotto che, dopo l’annullamento nel 2025 delle varianti urbanistica e paesaggistica, le previsioni contestate erano state stralciate dal piano urbanistico. Il ricorrente ha chiesto una consulenza tecnica o verificazione per confrontare il PSCTP con le previsioni del piano urbanistico annullato.

La decisione

Il TRGA ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse concreto e attuale. Ha respinto la richiesta di istruttoria perché gli atti già contenevano elementi sufficienti per decidere. In base alla legge provinciale n. 9/2018, il PSCTP è uno strumento di programmazione strategica e di indirizzo a lungo termine; le sue indicazioni sulla mobilità non individuano in modo prescrittivo il tracciato delle opere né modificano direttamente la proprietà, ma devono essere attuate attraverso il piano comunale per il territorio e il paesaggio e, se del caso, il piano paesaggistico. La lesività immediata che aveva giustificato l’interesse nel distinto giudizio sulle varianti annullate derivava invece dall’apposizione, con quelle varianti, di un vincolo preordinato all’esproprio sulla particella del ricorrente. La vicinitas, da sola, non dimostra l’interesse a ricorrere: occorre un pregiudizio personale, attuale e concreto, immediatamente riconducibile all’atto impugnato; nel caso, il danno era solo potenziale e subordinato a successivi atti attuativi. La carenza d’interesse ha assorbito le ulteriori eccezioni e i motivi di merito, che non sono stati esaminati. Il ricorrente è stato condannato a rifondere le spese a ciascuno dei resistenti, liquidate in euro 3.000,00 oltre accessori di legge per il Comune e altrettanti per la Provincia.

Norme richiamate

  • art. 51, comma 1, l.p. n. 9/2018

    Il PSCTP è stato introdotto dalla legge provinciale n. 9/2018 come strumento di pianificazione (art. 41, comma 2, lettera f) che i comuni elaborano “quale strumento di programmazione a lungo termine per lo sviluppo del territorio e del paesaggio comunale” (art. 51, comma 1).

    Il PSCTP è concepito come strumento di programmazione a lungo termine, non come atto immediatamente attuativo delle singole opere.

  • art. 51, comma 3, l.p. n. 9/2018

    Le prescrizioni, i principi e gli obiettivi definiti nel PSCTP sono vincolanti per il piano comunale per il territorio e il paesaggio (art. 51, comma 3).

    Le previsioni del PSCTP vincolano la pianificazione comunale successiva, ma tale vincolo non attribuisce di per sé alle indicazioni programmatiche efficacia direttamente lesiva verso la proprietà.

  • art. 51, comma 5, lettera f), l.p. n. 9/2018

    Dal tenore letterale della disposizione si evince che il programma di mobilità ed accessibilità previsto dal PSCTP è qualificabile alla stregua di uno strumento di pianificazione strategica, con natura programmatica, che, di norma, non esprime statuizioni finali e prescrittive e, in ogni caso, non è destinato ad attuare le singole modifiche agli strumenti di pianificazione subordinati.

    Il programma di mobilità del PSCTP stabilisce strategie, obiettivi e misure di indirizzo; le singole modifiche territoriali e la loro attuazione spettano agli strumenti di pianificazione subordinati.

  • art. 52, commi 1 e 3, l.p. n. 9/2018

    Ai sensi dell’art. 52 della legge provinciale n. 9/2018, è, invece, il piano comunale per il territorio e il paesaggio che “definisce i vari utilizzi del territorio in conformità con le disposizioni degli strumenti di pianificazione sovracomunali e il programma di sviluppo comunale” ed evidenzia “tutte le prescrizioni di rilevanza territoriale e paesaggistica anche di altri strumenti” (comma 1).

    È il piano comunale per il territorio e il paesaggio a definire gli usi territoriali e a tradurre le indicazioni del programma di sviluppo in prescrizioni di pianificazione.

  • art. 61, comma 1, l.p. n. 9/2018

    Ai sensi dell’art. 61, comma 1, della legge provinciale n. 9/2018 è sempre il piano comunale per il territorio e il paesaggio che assoggetta determinate aree a vincoli preordinati all’esproprio imprimendo agli stessi la dichiarazione di pubblica utilità: “Le prescrizioni del piano comunale per il territorio e il paesaggio e della pianificazione attuativa che assoggettano determinate aree a vincoli preordinati all’esproprio o, esclusivamente con riferimento alle zone miste, a limitazioni in base alle quali non sono edificabili, valgono quali dichiarazione di pubblica utilità.”

    Il vincolo preordinato all’esproprio e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità derivano dalle prescrizioni del piano comunale o della pianificazione attuativa, non dalla previsione meramente programmatica del PSCTP.

Massime di principio

  • Le previsioni di un programma comunale di sviluppo avente natura strategica e programmatica, che non determinano direttamente l’assetto delle singole aree né attuano specifiche opere, non sono autonomamente lesive quando richiedono successivi atti di pianificazione per produrre effetti concreti sulla proprietà.
  • Ai fini dell’interesse a impugnare un atto di pianificazione, la vicinitas può concorrere a fondare la legittimazione, ma non basta a dimostrare l’interesse: il ricorrente deve allegare un pregiudizio personale, concreto e attuale, direttamente riconducibile all’atto impugnato, e non meramente eventuale o dipendente da successivi atti attuativi.
  • Le indicazioni programmatiche di un piano strategico diventano concretamente lesive quando sono recepite e attuate dagli strumenti di pianificazione competenti o da atti successivi che incidano direttamente sulla sfera giuridica del proprietario.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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