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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20382/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza che aveva dichiarato la non punibilità di Nunzio Bianco ai sensi dell'art. 131-bis c.p., sostenendo che tale causa di esclusione non è applicabile quando è riconosciuta la recidiva reiterata specifica: la presenza di recidiva reiterata specifica esclude il requisito soggettivo della non abitualità del comportamento richiesto dall'art. 131-bis e quindi impedisce l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Ha richiamato il principio che la tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva (art. 133 c.p.) e che l'ambito applicativo dell'art. 131-bis è limitato dalla non abitualità del comportamento. Dalla visura del casellario di Bianco risultano precedenti (quattro condanne per furto, una per ricettazione e tre per truffa) riconducibili alla medesima indole del reato in contestazione, realizzando la "serialità" che ostacola l'applicazione dell'art. 131-bis. Pertanto la Corte ha escluso la causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello di Potenza per la determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto richiede la non abitualità del comportamento; non è applicabile quando sussiste "serialità" o recidiva reiterata specifica che dimostrino abitualità e accentuata pericolosità sociale.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come criterio per la valutazione complessiva della tenuità (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo) da considerare nel giudizio di tenuità ai sensi dell'art. 131-bis.

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    Norma sostanziale del reato contestato; la ricostruzione dei precedenti per reati della stessa indole (tra cui truffa) è stata determinante per escludere l'applicabilità dell'art. 131-bis.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma processuale citata come autonoma ragione di doglianza del ricorrente per inosservanza ed erronea applicazione dell'art. 131-bis.

  • Sez. U, n. 26867 del 28/03/2017 (Tushaj)

    Giurisprudenza richiamata che spiega la necessità di una valutazione complessiva per la configurabilità della tenuità e la definizione di abitualità/serialità.

  • Sez. 5, n. 1489 del 19/10/2020 (Serra)

    Precedente che afferma che la recidiva reiterata specifica esclude l'applicazione dell'art. 131-bis per l'elevato grado di colpevolezza e la pericolosità sociale che essa implica.

Massime di principio

  • L'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. va valutata caso per caso con una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno/pericolo (art. 133 c.p.).
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità è esclusa se il comportamento è "abituale" o sussiste "serialità": la presenza di più reati della stessa indole nel casellario preclude il beneficio.
  • Il riconoscimento della recidiva reiterata specifica costituisce elemento ostativo: manifesta un grado di colpevolezza e una pericolosità sociale tali da impedire l'applicazione dell'art. 131-bis.
  • Prima di concedere la non punibilità per tenuità, il giudice deve verificare attentamente il casellario e la natura dei precedenti, valutando se i precedenti siano della stessa indole e configurino una ripetizione abituale.
  • Se in sede di merito viene erroneamente concessa la non punibilità nonostante la serialità o la recidiva reiterata specifica, il ricorso del Procuratore generale può ottenere l'annullamento e il rinvio per la determinazione della pena.

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