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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50841/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il reclamo proposto dal ricorrente avverso l'assegnazione al circuito detentivo dell'alta sicurezza. Il ricorrente deduceva violazione e/o erronea applicazione degli artt. 35-bis e 69, comma 6, dell'Ordinamento penitenziario e illogicità della motivazione, sostenendo che nell'atto restrittivo a suo carico gli era attribuito il ruolo di mero partecipe in un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990) e che, secondo la circolare DAP n. 3619/6069 del 21/04/2009, l'assegnazione automatica al circuito di alta sicurezza sarebbe prevista solo per chi ha promosso o diretto l'associazione; per i meri partecipi l'assegnazione sarebbe possibile ma non automatica e subordinata a preventiva classificazione da parte della Direzione Generale del DAP. Il ricorrente lamentava quindi illegittimità dell'assegnazione al regime di alta sicurezza senza i previsti presupposti.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le decisioni di assegnazione interna dei detenuti rientrano nella discrezionalità organizzativa dell'Amministrazione penitenziaria e sono sindacabili in cassazione solo se emergono violazioni di legge o regolamento che comportino un attuale e grave pregiudizio di diritti soggettivi. Inoltre la questione specifica relativa alla violazione della circolare DAP e alla necessità della preventiva classificazione da parte della Direzione Generale non era stata dedotta in modo specifico e tempestivo nel thema decidendum del reclamo al Magistrato di Sorveglianza, risultando quindi nuova in sede di legittimità e inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 35-bis, comma 4

    art. 35-bis, comma 4, legge 26 luglio 1975, n. 354

    Consente al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di proporre reclamo avverso provvedimenti del Magistrato di Sorveglianza; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso di tale strumento ma ha limitato il sindacato di legittimità in cassazione sui provvedimenti attinenti alla distribuzione interna dei detenuti

  • Ordinamento penitenziario (Ord. pen.), art. 69, comma 6

    art. 69, comma 6, Ord. pen.

    Stabilisce i limiti della sindacabilità giurisdizionale: il reclamo è esperibile e la giurisdizione può intervenire quando vi sia inosservanza di disposizioni di legge o regolamento da cui derivi un attuale e grave pregiudizio all'esercizio di diritti; la Corte ha richiamato questo criterio per delimitare il controllo giudiziario sulle assegnazioni interne

  • d.P.R. 09 ottobre 1990, n. 309, art. 74

    art. 74 d.P.R. 09 ottobre 1990, n. 309

    Norma penale relativa al traffico di stupefacenti, rilevante per qualificare il ruolo del detenuto (promotore/organizzatore vs. mero partecipe) ai fini delle scelte amministrative sul regime detentivo

  • d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, art. 291-quater

    art. 291-quater d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43

    Richiamato in relazione alle tipologie associative cui la circolare DAP fa riferimento; distingue tipologie di associazione rilevanti per i criteri di assegnazione al circuito di alta sicurezza

  • Circolare DAP n. 3619/6069 del 21/04/2009

    Circolare DAP n. 3619/6069 del 21/04/2009

    Indica che l'assegnazione automatica al circuito di alta sicurezza riguarderebbe chi ha promosso o diretto associazioni per il traffico di stupefacenti, mentre per i meri partecipi l'assegnazione dovrebbe essere possibile ma non automatica e subordinata a classificazione della Direzione Generale; la Corte ha rilevato la rilevanza della circolare ma ha escluso il suo esame in cassazione perché la relativa doglianza non era stata specificamente dedotta in primo grado

Massime di principio

  • Le decisioni amministrative di assegnazione dei detenuti ai differenti circuiti carcerari rientrano, di regola, nella discrezionalità organizzativa del DAP e sono sindacabili solo se si dimostra una violazione di legge o regolamento che produca un attuale e grave pregiudizio al diritto al trattamento comune.
  • Per poter sollevare con successo in sede giudiziaria la violazione di circolari o criteri amministrativi (es. necessità di classificazione da parte della Direzione Generale), la controversia deve essere proposta in modo specifico e tempestivo nel reclamo al Magistrato di Sorveglianza; questioni nuove o vaghe non possono essere introdotte in cassazione e sono dunque inammissibili.
  • Le circolari del DAP hanno rilievo orientativo nella determinazione dei criteri di assegnazione, ma il loro mancato rispetto deve essere contestato con riferimento puntuale ai criteri generali stabiliti dall'Amministrazione e alle concrete conseguenze sul diritto del detenuto.
  • Quando si contesta un'assegnazione al circuito di alta sicurezza conviene dimostrare il nesso diretto tra la violazione normativa/regolamentare e il pregiudizio attuale e grave al diritto al trattamento comune, non limitandosi a censure generiche sulla discrezionalità amministrativa.
  • Non è sufficiente appellarsi genericamente al ruolo processuale (es. mero partecipe) senza aver previamente dedotto e sviluppato in modo specifico il profilo di illegittimità amministrativa nella sede del reclamo al Magistrato di Sorveglianza.

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