Ordinanza n. 1643/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania - Salerno che aveva respinto il ricorso contro l’annullamento comunale di un permesso di costruire relativo al recupero abitativo di un sottotetto, nonché contro il successivo atto di conferma e rettifica grafica
Esito
La controversia
La società ha appellato la sentenza con cui il TAR aveva ritenuto legittimo l’annullamento del permesso di costruire relativo al recupero abitativo di un sottotetto situato nel centro storico di Cava dè Tirreni, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e disciplinata da un piano di recupero. Il Comune aveva ritenuto che tre finestre a raso falda fossero collocate in posizione difforme rispetto ai grafici allegati a una precedente autorizzazione edilizia e che una quarta apertura, sul prospetto est, non fosse mai stata assentita. L’appellante ha dedotto insufficienza e contraddittorietà della motivazione, eccesso di potere per difetto di istruttoria, illogicità e travisamento dei fatti, nonché violazione dell’art. 21-nonies l. 241/1990. In particolare, ha sostenuto che la relazione tecnica allegata all’autorizzazione e la relazione istruttoria menzionassero anche la quarta apertura e che gli elaborati grafici rappresentassero complessivamente quattro aperture, contestando altresì il diverso posizionamento ritenuto dall’amministrazione e dal TAR. La controversia si colloca nella riedizione del potere comunale successiva all’annullamento, da parte del TAR, di precedenti provvedimenti di annullamento del medesimo permesso di costruire.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell’appello. Ha ritenuto indispensabile acquisire la relazione tecnica allegata all’autorizzazione edilizia n. 472/2002 e la relativa relazione istruttoria, richiamate dall’appellante ma non presenti in atti, poiché tali documenti sono necessari per verificare se la quarta apertura e la posizione delle tre finestre fossero effettivamente comprese nell’assenso edilizio originario. Ha ordinato all’amministrazione di depositare la documentazione entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza, consentendo nello stesso termine alla società appellante di fornire chiarimenti ed elementi utili a sostenere la propria tesi. Ha inoltre imposto alle parti di chiarire l’eventuale esistenza di ulteriori titoli abilitativi, anche sopravvenuti nell’ambito di procedimenti di sanatoria, relativi alle aperture controverse. È stata fissata l’udienza di discussione del merito al 14 luglio 2026.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Disposizioni richiamate dal Consiglio di Stato per gli incombenti istruttori e la prosecuzione del giudizio.
art. 21-nonies l. 241/1990
Norma la cui violazione è stata dedotta dall’appellante con riferimento all’annullamento del permesso di costruire; l’ordinanza non ne definisce l’applicazione nel merito.
art. 136, comma 1, lett. c) e d), d.lgs. 42/2004
Richiamato quale fondamento del vincolo paesaggistico gravante sull’area, senza una specifica statuizione interpretativa.
legge regionale Campania 15/2020
Richiamata quale disciplina in base alla quale era stato presentato il progetto di recupero abitativo del sottotetto.
Massime di principio
- Quando la legittimità dell’annullamento di un titolo edilizio dipende dal contenuto effettivo di elaborati tecnici e relazioni richiamati dal titolo, ma non acquisiti al giudizio, il giudice d’appello deve disporne l’acquisizione se la documentazione è indispensabile per stabilire l’estensione dell’assenso edilizio.
- In una controversia relativa alla conformità di opere edilizie rispetto a un titolo pregresso, il giudice può richiedere alle parti di chiarire anche l’eventuale esistenza di titoli abilitativi sopravvenuti, compresi quelli rilasciati nell’ambito di procedimenti di sanatoria, quando tali elementi possono incidere sulla decisione.
- La verifica della legittimità di un annullamento edilizio richiede l’esame coordinato del provvedimento autorizzatorio e degli elaborati grafici e tecnici cui esso rinvia, non potendo il contenuto dell’assenso essere ricostruito sulla base del solo testo dell’atto quando la documentazione richiamata è decisiva.
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