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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15394/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna il rigetto della richiesta di revoca parziale della confisca di prevenzione di alcuni beni ritenuti formalmente appartenenti a lei (moglie di Ferraro Sebastiano). Denuncia violazione di legge e vizio di motivazione: sostiene che il Tribunale avrebbe dovuto qualificare la domanda come richiesta di revoca della confisca (anziché considerarla come incidente di esecuzione) e che la Corte d'appello ha errato nel ritenere che i documenti prodotti (consulenza tecnica con aerofotogrammi) costituissero prove preesistenti non rilevanti. La ricorrente afferma che le foto dimostrerebbero l'esistenza dell'immobile sin dal 1994 e che ciò escluderebbe l'interposizione fittizia, indicando inoltre che il piano rialzato risalirebbe al 2003 e sarebbe stato finanziato con un indennizzo del 2001.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto prima che il Tribunale avesse comunque riqualificato la domanda come richiesta di revoca, ma che questa fosse inammissibile perché fondata su documenti (aerofotogrammi) preesistenti e non dimostrato che si trattasse di prova sopravvenuta o di prova preesistente "non deducibile" nel procedimento originario. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la revoca della misura patrimoniale richiede una prova nuova (sopravvenuta o incolpevolmente scoperta dopo la definitività) e che tale novum debba avere carattere dimostrativo e idoneità a incrinare decisivamente il quadro fattuale alla base del giudicato. Non essendo stato chiarito quando e perché la prova sarebbe stata scoperta tardivamente né la sua capacità di disarticolare le motivazioni della confisca, la richiesta è stata dichiarata inammissibile. Condanna la ricorrente alle spese e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • L. 27 dicembre 1956, n. 1423, art. 7, comma secondo

    Principio interpretativo richiamato dalle Sezioni Unite: l'art. 7, comma secondo, costituisce base per la revoca delle misure di prevenzione, anche patrimoniali, in presenza di un vizio genetico del provvedimento e consente la revoca 'ex tunc' per riparare la lesione del diritto di proprietà.

  • Legge 31 maggio 1965, n. 575, art. 2 ter, terzo comma

    Citata come norma riguardante misure patrimoniali di prevenzione cui è stata estesa, per via interpretativa, la possibilità di revoca ai sensi delle Sezioni Unite.

  • D.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 28

    Richiamato nel testo come disciplina moderna dell'istituto di revoca della confisca: la giurisprudenza ha precisato che rilevano sia le prove sopravvenute sia le prove preesistenti ma incolpevolmente scoperte dopo la definitività, mentre non rilevano le prove deducibili e non dedotte salvo comprovata impossibilità.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 57 del 19/12/2006 (Auddino), Rv. 234955

    Chiarisce l'ambito applicativo della revoca delle misure di prevenzione patrimoniali: la revoca serve a porre rimedio a un errore giudiziario per invalidità genetica del provvedimento; la richiesta deve fondarsi su prove nuove (sopravvenute o preesistenti ma incolpevolmente scoperte) e tali prove devono essere dimostrative e idonee a incrinare decisamente il giudicato.

  • Sez. 1, sentenza n. 34928 del 27/06/2012 (Conti Mica), Rv. 253437

    Richiamata per il principio che l'ammissibilità della richiesta fondata su prova nuova richiede valutazione dell'affidabilità, persuasività e congruenza della nuova prova rispetto al contesto probatorio già acquisito.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 43668 del 26/05/2022 (Lo Duca), Rv. 283707

    Ha ulteriormente specificato la nozione di prova nuova ai fini della revoca: sono rilevanti sia le prove sopravvenute sia quelle preesistenti ma incolpevolmente scoperte dopo la definitività; invece non rilevano le prove deducibili e non dedotte nel procedimento originario salvo impossibilità dimostrata.

Massime di principio

  • La qualificazione formale del rimedio (es. incidente di esecuzione vs. domanda di revoca) può essere sanata dal giudice che riqualifica la domanda, ma ciò non basta a renderla ammissibile se mancano i presupposti sostanziali della revoca.
  • Per ottenere la revoca di una misura di prevenzione patrimoniale è necessario fondare la domanda su una "prova nuova": o sopravvenuta, o preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la definitività; le prove che erano deducibili nel procedimento originario ma non dedotte non sono generalmente ammissibili.
  • La prova nuova deve essere non solo nuova, ma anche dimostrativa e persuasiva: deve avere la capacità di incrinare decisivamente il quadro fattuale che ha sostenuto il provvedimento ablatorio.
  • Quando si adducono documenti tecnici o fotografici preesistenti, il ricorrente deve spiegare chiaramente quando e perché tali documenti sono stati scoperti tardivamente e perché non potevano essere prodotti prima; in mancanza la richiesta sarà probabilmente inammissibile.
  • La comparazione tra novum e materiale probatorio già acquisito è centrale: il giudice valuta l'affidabilità, la congruenza e l'efficacia probatoria del nuovo elemento nel contesto dell'intero dossier.
  • Richiedere la revoca senza illustrare la capacità disarticolante della nuova prova rispetto alle specifiche ragioni della confisca espone al rigetto e alla condanna alle spese, compresa la sanzione alla Cassa delle ammende.

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