Sentenza n. 404/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa - Sezione giurisdizionale, n.-OMISSIS-, resa tra le parti, avente a oggetto l’integrale esecuzione del risarcimento dei danni subiti dal ricorrente per effetto dell’illegittimo, e poi annullato, provvedimento di dispensa dal servizio adottato dalle Amministrazioni resistenti in data 19 novembre 2018;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata integrale esecuzione della sentenza del CGARS relativa al pagamento degli emolumenti non percepiti, degli accessori e della progressione economica conseguenti all'illegittima dispensa dal servizio
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione datrice)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo che le amministrazioni non avrebbero integralmente eseguito la precedente sentenza, che aveva riconosciuto la retribuzione dovuta per il periodo di illegittima estromissione dal servizio, con interessi, rivalutazione monetaria, detrazione di quanto eventualmente percepito aliunde e progressione economica. Dopo la sentenza, l'amministrazione ha annullato il provvedimento di dispensa, ha dichiarato utile il periodo di servizio e ha disposto la restitutio in integrum nella posizione giuridica del dipendente. Nel corso del giudizio è emerso che erano stati corrisposti gli arretrati relativi agli avanzamenti giuridici e contrattuali e alla progressione economica, nonché, dopo la proposizione del ricorso, euro 772,43 per interessi legali e rivalutazione monetaria. Il ricorrente ha tuttavia insistito per il pagamento dell'indennità di vigilanza di scalo, dei buoni mensa, dello straordinario programmato e delle indennità per servizi notturni, festivi ed esterni, sostenendo che tali voci costituissero componenti fisse e obbligatorie della retribuzione. Il giudizio ha quindi riguardato sia la sopravvenuta corresponsione degli accessori sia l'inclusione di tali ulteriori emolumenti nell'ambito oggettivo del giudicato.
La decisione
Il CGARS ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo completa l'ottemperanza. Quanto agli interessi e alla rivalutazione, ha rilevato che le somme erano state corrisposte, sebbene dopo la proposizione del ricorso, sicché la relativa domanda era divenuta improcedibile; tale circostanza è stata considerata ai soli fini delle spese. Quanto alle ulteriori voci retributive, il Collegio ha applicato il limite oggettivo del giudicato, secondo cui il giudizio di ottemperanza non può riconoscere diritti nuovi o ulteriori rispetto a quelli affermati nella sentenza da eseguire. La sentenza oggetto di esecuzione aveva espressamente limitato la reintegrazione agli emolumenti non erogati, escludendo quelli direttamente conseguenti alla presenza in servizio e alla corrispettività delle prestazioni. Le indennità e i compensi richiesti sono stati quindi ritenuti estranei al giudicato, perché remunerativi del servizio effettivamente prestato, delle ore aggiuntive o della presenza durante l'orario di lavoro. Poiché l'esecuzione si è completata in pendenza del giudizio e per effetto della sua proposizione, le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell'ambito del quale il giudice ha verificato l'integrale esecuzione della precedente sentenza.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento dei dati personali.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza non possono essere riconosciuti diritti nuovi o ulteriori rispetto a quelli accertati dalla sentenza da eseguire, anche quando siano a essa conseguenti o collegati.
- L'ambito dell'ottemperanza è delimitato dal contenuto precettivo del giudicato: se la sentenza riconosce gli emolumenti non percepiti durante l'illegittima estromissione ma esclude quelli direttamente connessi alla presenza e alla prestazione effettiva del servizio, il giudice dell'ottemperanza non può estendere il riconoscimento a compensi per ore aggiuntive, presenza o specifiche modalità di servizio.
- La corresponsione delle somme dovute dall'amministrazione durante il giudizio di ottemperanza determina la sopravvenuta carenza di interesse alla domanda esecutiva, anche quando il pagamento sia intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso.
- Quando l'amministrazione completa l'esecuzione del giudicato in pendenza del giudizio e per effetto della sua proposizione, la sopravvenuta improcedibilità della domanda non impedisce di considerare tale comportamento ai fini della regolazione delle spese.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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