Cassazione Penale, Sentenza n. 20011/2023 del 11/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Lo Squillace ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro sostenendo: 1) travisamento del quadro probatorio e violazione di legge perché la cessione dei beni della M.D.S. s.r.l. alla società del fratello sarebbe stata necessaria per reperire liquidità e, pertanto, la condotta rilevante sarebbe solo la bancarotta preferenziale (cessione pro soluto del credito di Euro 180.000) e non la bancarotta distrattiva; la distrazione (50.000 euro) sarebbe assorbita nella preferenza e, poiché secondo la difesa il reato prevalente è prescritto, chiede l'annullamento senza rinvio; 2) assenza del dolo rispetto alla presunta distrazione di Euro 50.000, dato l'intento di riattivare l'attività e la situazione di crisi finanziaria comprovata da testimonianze.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e assenza di specificità. Ha condiviso la ricostruzione della Corte d'appello che ha distinto due condotte: il trasferimento dei beni verso la "società-specchio" (distrazione, anche per la scomparsa di Euro 50.000) e la successiva cessione pro soluto di parte del corrispettivo (bancarotta preferenziale per Euro 180.000). La Corte ha ritenuto che non sia necessario provare l'arricchimento personale dell'autore perché il reato richiede l'atto depauperativo concretamente pericoloso per i creditori; ha inoltre escluso la tesi difensiva secondo cui l'operazione fosse finalizzata esclusivamente a salvare l'impresa. Per l'inammissibilità del ricorso è stata imposta la condanna del ricorrente alle spese e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 216, ultimo comma, legge fallimentare (R.D. 267/1942)
Richiamata in relazione alle pene accessorie applicate dalla Corte d'appello; la Corte d'appello ha determinato la durata delle pene accessorie in base a tale disposizione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiede che il ricorso per cassazione sia limitato nei motivi nei termini prescritti; il ricorso del difensore è stato valutato nei limiti di tale disposizione.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale norma condannando il ricorrente al pagamento delle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende.
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n.137, conv. con l. 18/12/2020, n.176
Norma richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; attiene a disposizioni processuali emergenziali e all'organizzazione delle conclusioni scritte.
norme e orientamenti giurisprudenziali in materia di bancarotta fraudolenta (giurisprudenza di Sezione)
La Corte richiama l'orientamento secondo cui, per la bancarotta distrattiva, occorre valorizzare indici di fraudolenza e la concreta pericolosità dell'atto per i creditori; inoltre precisa che la bancarotta preferenziale richiede il dolo di favorire il creditore, ma tale dolo può essere escluso solo se il pagamento era volto prevalente salvataggio dell'impresa e il risultato era ragionevolmente perseguibile. Qui la Corte ha ritenuto presenti indici che mostrano finalità di svuotamento e di favore al creditore.
Massime di principio
- Quando più atti concorrono a uno stesso progetto volto a svuotare il patrimonio sociale, il giudice può qualificare giuridicamente le singole condotte come reati distinti (es. distrazione vs. preferenza).
- Per la bancarotta distrattiva non è necessario dimostrare l'arricchimento personale: rileva l'atto depauperativo concretamente pericoloso per la garanzia dei creditori.
- La bancarotta preferenziale richiede il dolo di favorire un creditore; tuttavia il giudice valuta l'operazione nel suo complesso: se il trasferimento dei beni rende implausibile la finalità di salvare l'impresa, può ritenersi il dolo di favorire.
- Le doglianze generiche e non specifiche sul travisamento probatorio sono spesso ritenute inammissibili in Cassazione; è necessario indicare chiaramente errori di diritto o di motivazione specifici.
- Se il reato ritenuto rilevante fosse prescritto, la rimessione può portare ad annullamento senza rinvio solo se dalla decisione impugnata risulta che il reato sopravvenuto è l'unico definitivamente accertato; in mancanza, la Corte può rigettare il ricorso.
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