Sentenza n. 11733/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento previa sospensione - dell'atto di notifica degli accertamenti psicofisici, emesso il 13 novembre 2023, dal Ministero della Difesa, Direzione Generale per il personale militare, Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell'Esercito di Foligno, nell'ambito del Concorso Pubblico per titoli ed esami per il reclutamento a nomina diretta di 87 Marescialli da immettere nei ruoli Marescialli dell'Esercito in servizio permanente con la specializzazione Sanità – 2023, con cui la ricorrente è stata giudicata non idonea all'ammissione al corso per la presenza di un tatuaggio non compatibile con i requisiti concorsuali: braccio sinistro regione distale con la scritta “faith”. Conclusioni Per i suesposti motivi, e con espressa riserva di motivi aggiunti in caso di nuove risultanze, si chiede l'annullamento, previa sospensione, dei provvedimenti impugnati, con conseguente riammissione della ricorrente nella procedura concorsuale da cui è stata illegittimamente esclusa. Con vittoria di spese competenze, onorari oltre spese generali, IVA e CPA.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente di non voler più coltivare il giudizio. Non è stata quindi esaminata la legittimità del giudizio di non idoneità né la compatibilità del tatuaggio con i requisiti concorsuali. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'esito del giudizio.
Atto impugnato: giudizio di non idoneità agli accertamenti psicofisici, motivato dalla presenza di un tatuaggio sul braccio sinistro ritenuto incompatibile con i requisiti concorsuali
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'atto di notifica degli accertamenti psicofisici del 13 novembre 2023, con il quale, nell'ambito del concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento a nomina diretta di 87 marescialli dell'Esercito nella specializzazione Sanità, è stata giudicata non idonea all'ammissione al corso per la presenza di un tatuaggio nella regione distale del braccio sinistro, recante la scritta "faith". Ha chiesto l'annullamento dell'atto, previa sospensione, e la riammissione alla procedura concorsuale, con riserva di motivi aggiunti. Successivamente, con dichiarazione del 14 aprile 2026, ha manifestato di non avere più interesse a coltivare il ricorso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene una carenza di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel contesto della declaratoria di improcedibilità.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati in relazione alla tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse a coltivare il ricorso determina la sopravvenuta carenza di interesse e comporta la declaratoria di improcedibilità della domanda principale, senza esame dei motivi di illegittimità dell'atto impugnato.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese di lite quando l'esito del giudizio lo giustifica.
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