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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18649/2025 del 17/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riesame della custodia cautelare in carcere. La difesa ha dedotto: (1) nullità e insufficiente motivazione del verbale di sequestro e del decreto di convalida, definendoli silenti sulla descrizione fattuale e sulle circostanze spazio-temporali; (2) travisamento della prova e vizio della motivazione rispetto alla ricostruzione dei fatti; (3) mancanza di motivazione adeguata a giustificare la misura cautelare a carico dell'indagato e l'irragionevolezza del rifiuto della misura domiciliare, sostenendo l'ignoranza dell'indagato circa la presenza della cocaina rinvenuta su un veicolo di terzi.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto i primi due motivi manifestamente infondati e, in ogni caso, generici: il decreto di sequestro e la convalida contenevano una motivazione adeguata rispetto alla natura degli oggetti sequestrati (8 panetti di cocaina) e la difesa non ha indicato quali specifici atti o beni fossero privi di adeguata descrizione. Il terzo motivo è stato giudicato manifestamente infondato poiché l'ordinanza impugnata aveva motivatamente respinto la tesi dell'inconsapevolezza dell'imputato, considerando il quantitativo di droga, i doppi fondi, gli strumenti per lo smontaggio e gli indizi organizzativi; la prognosi di pericolosità (art. 274 lett. c c.p.p.) è stata ritenuta correttamente fondata sulla modalità del fatto, sulla personalità deducibile dall'evento e sul contesto socio-ambientale, senza necessità di prevedere una "specifica occasione" di reato. Conseguenze: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e trasmissione copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen. (lett. c)

    testo introdotto dalla legge 16 aprile 2015, n. 47

    Richiede che il pericolo di commissione di altri delitti sia concreto e attuale; la valutazione dell'attualità è operata tramite una prognosi fondata sulla personalità dell'imputato, sulle modalità del fatto e sulle sue condizioni di vita, senza obbligo di prevedere una "specifica occasione" di reato.

  • art. 94 comma 1-ter disp. att. c.p.p.

    Norma procedurale che impone adempimenti del direttore dell'istituto penitenziario in relazione al provvedimento di inammissibilità e all'eventuale comunicazione dei provvedimenti restrittivi.

  • Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)

    Principio che il decreto di sequestro probatorio deve contenere motivazione che, pur essendo concisa, specifichi la finalità dell'accertamento; l'onere di motivazione è modulato in relazione alla fattispecie e alla natura del bene.

  • Sez. 6, n. 56733 del 12/09/2018 (Macis) e Sez. 2, n. 46130 del 04/10/2023 (Santandrea)

    Confermano che l'adeguatezza della motivazione del sequestro va valutata secondo il tipo di illecito, la relazione tra le cose e il reato e la natura del bene; non sempre è necessaria una motivazione estesa quando la natura delle cose è evidente (es. corpo di reato come droga).

  • Giurisprudenza di legittimità su prognosi e attualità del pericolo (Ruggerini, C., Mungiguerra, Iordachescu, Avolio, Magliulo)

    varie pronunce citate in motivazione

    Chiarisce che la valutazione prognostica sulla pericolosità tiene conto delle modalità del fatto, della personalità e delle condizioni di vita; non è richiesta la previsione di uno specifico momento/occasione di reato, bensì una prospettiva temporale di continuità del periculum libertatis.

  • Corte cost. n. 186/2000

    Citata come principio di ordine generale relativo ad eventuali esoneri; qui la Corte non ha ritenuto ragioni di esonero dalla condanna per inammissibilità.

Massime di principio

  • Un decreto di sequestro e la convalida non devono essere eccessivamente prolissi, ma devono contenere una motivazione specifica e proporzionata rispetto alla natura del bene sequestrato; se si tratta di corpo di reato evidente (es. ingente quantitativo di droga), la motivazione può essere più essenziale purché chiara.
  • Per contestare con successo una misura cautelare per droga basata su elementi oggettivi (quantitativo, doppi fondi, strumenti, organizzazione), la difesa deve articolare censure puntuali e provare, con elementi concreti, l'inesistenza del legame di conoscenza o organizzativo; argomentazioni generiche o non specificate sono destinate a fallire.
  • Nella valutazione del pericolo di reiterazione l'organo giudicante effettua una prognosi complessiva: non è necessario che sussista una "specifica occasione" di reato, ma va valutata l'attualità del rischio alla luce delle modalità del fatto, della personalità dell'indagato e del contesto socio-ambientale.
  • Per ottenere misure alternative alla detenzione il ricorrente deve proporre soluzioni concrete e credibili (es. disponibilità reale e documentata di luoghi idonei per il domicilio, garanzie familiari, restrizioni efficaci) e contrastare puntualmente le ragioni poste a fondamento della custodia cautelare.
  • Ricorsi generici o che non affrontano punto per punto la motivazione del giudice di merito rischiano l'inammissibilità o il rigetto; è pertanto essenziale motivare dettagliatamente e allegare gli atti che si censurano.

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