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Legge

L.R. FVG 8/2018

Interventi per la promozione della nuova mobilità ciclistica sicura e diffusa.

Normativa regionaleL.R. FVG 8/2018Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Friuli Venezia Giulia la promozione della mobilità ciclistica e la realizzazione del Sistema della ciclabilità diffusa (SICID), con reti regionale, intercomunale e comunale, piani di settore e finanziamenti dedicati. Prevede azioni infrastrutturali e promozionali, un tavolo tecnico regionale, stati generali e contributi per piani e interventi, con alcune misure transitorie nelle more del PREMOCI.

Promozione della mobilità ciclistica e pianificazione delle reti ciclabili in Friuli Venezia Giulia

Promozione della mobilità ciclistica e Sistema della ciclabilità diffusa

La legge promuove in Friuli Venezia Giulia la mobilità ciclistica urbana ed extraurbana come componente delle politiche di mobilità sostenibile, tutela ambientale e valorizzazione del territorio. Il provvedimento istituisce e articola il Sistema della ciclabilità diffusa (SICID), definisce la pianificazione su tre livelli e prevede azioni, interventi e finanziamenti per infrastrutture e servizi ciclabili.

Finalità e obiettivi generali

La Regione mira a migliorare qualità della vita e salute collettiva, ridurre l’impatto ambientale, favorire nuovi stili di vita attivi e incrementare l’uso della bicicletta sia per il cicloturismo sia per gli spostamenti quotidiani, in particolare casa-scuola e casa-lavoro. La mobilità ciclistica è assunta come riferimento della programmazione regionale e vede il concorso di enti locali, Unioni territoriali intercomunali e altri soggetti pubblici.

Sistema delle reti ciclabili

Il SICID comprende l’insieme degli itinerari ciclabili e ciclopedonali urbani ed extraurbani e si articola in tre reti:

  • la Rete delle ciclovie di interesse regionale (RECIR);
  • le reti ciclabili delle Unioni territoriali intercomunali (RECIU);
  • le reti ciclabili comunali (RECIC).

Il sistema deve essere coerente con la rete nazionale Bicitalia e con la rete europea EuroVelo. Gli itinerari ciclabili sono definiti come percorsi utilizzabili dai ciclisti in sede riservata, in sede promiscua con pedoni o con veicoli a motore, nel rispetto delle caratteristiche tecniche richiamate dal decreto ministeriale 557/1999.

Rete regionale, intercomunale e comunale

La RECIR è parte del sistema stradale regionale e comprende gli itinerari di prioritario interesse regionale che collegano centri di rilevanza turistica, storico-artistica, culturale e naturalistica, nonché le reti delle regioni confinanti. È individuata dal PREMOCI e, nelle more di tale piano, può essere prelocalizzata con deliberazione della Giunta regionale.

La RECIU riguarda itinerari di collegamento tra comuni diversi dell’ambito dell’UTI e collegamenti con reti confinanti non ricompresi nella RECIR; è individuata dal piano intercomunale ed è realizzata e gestita dai Comuni, anche associati.

La RECIC riguarda i collegamenti interni al territorio comunale; è individuata dal piano comunale ed è realizzata e gestita dal Comune, eventualmente tramite l’UTI mediante convenzione.

Pianificazione regionale: PREMOCI

La Regione deve predisporre e approvare il Piano regionale della mobilità ciclistica (PREMOCI), coerente con la legge statale sulla mobilità ciclistica e con il Piano regionale delle infrastrutture di trasporto, della mobilità delle merci e della logistica. Il piano è sovraordinato ai piani intercomunali e comunali.

Il PREMOCI si compone di una parte infrastrutturale e di una parte strategica. La prima individua il grafo della RECIR, i centri attrattori regionali e transregionali, analizza l’incidentalità, definisce linee guida per piste e itinerari ciclabili, parcheggi e sistemi di monitoraggio. La parte strategica programma le azioni di promozione, stabilisce criteri di priorità, indirizzi per i piani subordinati e la metodologia per la quantificazione della ripartizione modale degli spostamenti.

Entro un anno dall’entrata in vigore della legge la Regione deve predisporre il progetto di piano; seguono adozione preliminare, consultazioni, osservazioni pubbliche entro 60 giorni, approvazione entro 90 giorni dal termine delle osservazioni, parere della Commissione consiliare competente e del Consiglio delle autonomie locali, emanazione con decreto del Presidente della Regione ed efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione sul BUR.

Piani intercomunali e comunali

Le Unioni territoriali intercomunali predispongono il Biciplan UTI in coerenza con il PREMOCI. Il piano integra gli strumenti di programmazione già esistenti e, per le UTI con almeno tre Comuni limitrofi, contiene analisi della domanda e dell’incidentalità, quadro infrastrutturale con grafo della RECIU, poli intermodali, sosta attrezzata, punti di monitoraggio e itinerari prioritari, oltre a una parte programmatica con costi, fonti di finanziamento, soggetti coinvolti, tempi e manutenzioni.

Il Biciplan UTI è approvato dall’UTI previo parere del Servizio regionale competente in materia di infrastrutture stradali e viene recepito, per gli aspetti sovracomunali, dai Biciplan comunali interessati.

I Comuni predispongono il Biciplan comunale, anch’esso coerente con la normativa statale e con il PREMOCI, soggetto al parere regionale competente. Il piano comunale diventa parte integrante del PUT e del PUMS, se adottati. I Comuni devono inoltre prevedere nei regolamenti edilizi spazi comuni attrezzati per il deposito delle biciclette negli edifici residenziali, terziari, produttivi e nelle strutture pubbliche.

Azioni e interventi promozionali e infrastrutturali

La legge distingue tra azioni, intese come misure formative e informative, e interventi, intesi come progettazione, realizzazione e adeguamento delle infrastrutture ciclabili e dei servizi connessi.

Tra le azioni prioritarie figurano promozione della bicicletta nelle scuole e in iniziative culturali, accordi per spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sviluppo del bike sharing, trasporto biciclette sui mezzi pubblici, mappatura delle reti ciclabili, monitoraggio e gestione del SICID, interventi per la viabilità ciclistica nelle intese di sviluppo, cargo-bike per il trasporto merci urbano e misure contro il furto delle biciclette.

Gli interventi infrastrutturali prioritari riguardano continuità degli itinerari, messa in sicurezza dei tratti promiscui, risoluzione dei punti critici di incidentalità, collegamento con scuole e poli attrattori, poli di interscambio modale, parcheggi e strutture di sosta per biciclette, recupero ciclabile di infrastrutture dismesse o marginali, valorizzazione di stazioni, caselli e case cantoniere, segnaletica specializzata e tecnologie intelligenti per il monitoraggio dei flussi.

Azione regionale, monitoraggio e partecipazione

La Regione attua il PREMOCI finanziando le azioni e gli interventi previsti. Il Sistema informativo stradale è integrato con la banca dati delle reti ciclabili del SICID e il grafo validato viene pubblicato sull’IRDAT-FVG.

È istituito presso la Direzione competente il Tavolo tecnico regionale per la mobilità ciclistica (TREC), con funzioni consultive e propositive. Vi partecipano il Servizio regionale competente, Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A., la Direzione turismo e le associazioni regionali della mobilità ciclistica federate a livello nazionale. I componenti sono nominati dalla Giunta, restano in carica quattro anni, operano gratuitamente e il tavolo si riunisce almeno due volte l’anno.

La Direzione regionale competente presenta annualmente una relazione sullo stato di attuazione della legge. La Giunta indice inoltre, almeno ogni due anni, gli Stati generali sulla mobilità ciclistica come sede di confronto con istituzioni, scuole, operatori del trasporto pubblico, soggetti del cicloturismo e associazioni del settore.

Banca dati e flussi informativi

Per mantenere aggiornata la banca dati del Sistema informativo stradale, Unioni territoriali intercomunali, Comuni e altri enti che progettano o realizzano tratti di itinerari ciclabili devono trasmettere al Servizio regionale competente i file GIS relativi ai progetti definitivi approvati.

Finanziamenti e regime transitorio

La Regione finanzia la redazione dei piani di cui agli articoli sulla pianificazione e le azioni e interventi previsti, su richiesta dell’ente interessato. In attesa dell’entrata in vigore dei piani, può finanziare UTI e Comuni per interventi di bike sharing, trasporto biciclette sui mezzi pubblici e completamento/messa in sicurezza dei tronchi urbani della RECIR.

Nelle more dell’approvazione del PREMOCI, la Regione finanzia prioritariamente il completamento e la messa in sicurezza della RECIR, gli interventi sui poli d’interscambio modale e le azioni per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro. Negli edifici di edilizia residenziale pubblica l’ente gestore deve individuare spazi comuni, possibilmente attrezzati, per il deposito delle biciclette.

Abrogazioni e coordinamento normativo

La legge modifica la normativa regionale sul trasporto pubblico e sulla viabilità inserendo il PREMOCI tra i riferimenti del sistema regionale di mobilità. È inoltre abrogata la legge regionale 21 aprile 1993, n. 14, in materia di trasporto ciclistico.

Aspetti finanziari

Sono stanziate risorse per il triennio 2018-2020 per la redazione dei piani, le azioni, gli interventi regionali e quelli finanziati a favore di UTI e Comuni. Le coperture sono allocate sulla Missione 10, Programma 5, con spese correnti e in conto capitale, e le relative rimodulazioni sono dettagliate nella norma finanziaria.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia.

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