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Sentenza

Sentenza del 24/10/2016 n. 8157 - Comm. Trib. Prov. Milano

IMPOSTA DI REGISTRO - Abuso del diritto - Imposta di registro - Riqualificazione atti - Conferimento d'azienda e cessione quote societarie - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda l'applicazione dell'art. 20 del d.P.R. 131/1986 e la possibilità per l'Amministrazione finanziaria di considerare unitariamente un conferimento d'azienda seguito dalla cessione delle quote societarie, tassandolo come cessione d'azienda. Tale riqualificazione è legittima solo quando l'effetto giuridico ed economico complessivo degli atti dimostri un'effettiva cessione d'azienda. Occorre inoltre verificare la presenza dei presupposti dell'abuso del diritto: assenza di sostanza economica, conseguimento essenziale di vantaggi fiscali indebiti e mancanza di effetti significativi diversi dal risparmio d'imposta.

La decisione

La sentenza ha escluso una riqualificazione automatica delle operazioni e ha ribadito che l'art. 20 del d.P.R. 131/1986 deve essere applicato verificando la sostanza economica dell'operazione. Il conferimento d'azienda seguito dalla cessione delle quote può essere trattato come cessione d'azienda soltanto se gli atti realizzano effettivamente tale risultato e se ricorrono gli elementi dell'abuso del diritto. Un risparmio fiscale legittimamente ricercato, quando non costituisce lo scopo essenziale e indebito dell'operazione, non integra abuso del diritto. L'art. 10-bis della legge 212/2000 ha abrogato l'art. 37-bis del d.P.R. 600/1973, ma non l'art. 20 del d.P.R. 131/1986, che continua quindi ad applicarsi.

Norme richiamate

  • Art. 20, d.P.R. 131/1986

    L'imposta di registro deve essere applicata secondo l'intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione.

    La norma consente di valutare la sostanza economica e gli effetti giuridici complessivi degli atti, non limitandosi alla loro forma apparente. Tuttavia, la riqualificazione di un conferimento d'azienda seguito dalla cessione di quote come cessione d'azienda richiede che gli atti producano concretamente tale risultato.

  • Art. 10-bis, legge 212/2000

    Ricorre abuso del diritto quando si compiono operazioni prive di sostanza economica, volte a realizzare essenzialmente vantaggi fiscali indebiti e non idonee a produrre effetti significativi diversi dal mero vantaggio fiscale.

    Il risparmio fiscale non è di per sé illecito: l'abuso ricorre solo quando il vantaggio fiscale indebito costituisce lo scopo essenziale dell'operazione e questa è priva di sostanza economica o di significativi effetti extrafiscali.

  • Art. 37-bis, d.P.R. 600/1973

    La disposizione è stata abrogata dall'art. 10-bis della legge 212/2000 e non costituisce più la disciplina generale dell'abuso del diritto.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria può riqualificare più atti collegati secondo la loro sostanza economica, ma non può presumere automaticamente che una sequenza negoziale equivalga a una cessione d'azienda.
  • Per valutare la legittimità della riqualificazione occorre esaminare gli effetti complessivi degli atti, la loro funzione economica e l'eventuale presenza di valide ragioni extrafiscali.
  • La scelta di un'operazione fiscalmente meno onerosa è lecita se il risparmio d'imposta non rappresenta lo scopo essenziale e indebito dell'operazione.
  • L'abuso del diritto richiede una verifica concreta e cumulativa della carenza di sostanza economica, del vantaggio fiscale indebito e dell'assenza di effetti significativi diversi dal risparmio fiscale.
  • In materia di imposta di registro, l'art. 20 del d.P.R. 131/1986 resta applicabile anche dopo l'introduzione dell'art. 10-bis della legge 212/2000.

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