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Sentenza

Sentenza del 10/11/2023 n. 31327 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di rettifica e liquidazione dell'imposta di registro per rideterminazione del valore venale di un terreno trasferito con atto registrato il 4 maggio 2011. I ricorrenti deducevano insufficiente motivazione e mancata prova del maggior valore accertato dall'ufficio, contestavano i criteri comparativi adottati dall'Amministrazione, denunciavano che il terreno ricadeva in area sottoposta a vincoli ambientali e non edificabile (richiamando un certificato di destinazione urbanistica) e producevano una perizia stragiudiziale (Ing. C.C.) a sostegno del valore inferiore. Hanno inoltre invocato, successivamente, una sentenza favorevole ad un coobbligato (D.D.) come giudicato esterno.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili alcuni motivi per difetto di autosufficienza e generici; ha altresì ritenuto infondate le doglianze sostanziali, confermando che la Commissione Tributaria Regionale aveva adeguatamente motivato il criterio valutativo (comparazione con atti similari e considerazione delle caratteristiche del terreno) e che la valutazione delle prove e della perizia stragiudiziale è rimessa al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità. Ha precisato che la perizia stragiudiziale ha valore meramente indiziario. Inoltre il ricorso non ha trascritto/reprodotto il certificato urbanistico o la sentenza invocata per il giudicato esterno, con conseguente inammissibilità di tali censure per violazione del principio di autosufficienza. Condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in Euro 800,00 oltre spese prenotate a debito) e ordine sul contributo unificato a norma di legge.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 131/1986 (Testo Unico imposta di registro)

    Art. 51 e 52 richiamati: l'avviso di rettifica è legittimo se indica gli atti e i criteri utilizzati; l'Amministrazione può adottare diversi criteri valutativi (comparazione con atti similari) purché motivi l'atto e indichi il criterio adottato. L'art. 52 comma 4 è invocato dai ricorrenti ma la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione fornita dall'ufficio e dal giudice di merito.

  • art. 360 c.p.c.

    Richiamati i numeri 1, n.3, n.4, n.5: la Corte ha valutato l'inammissibilità o infondatezza dei motivi per difetto di specificità/autosufficienza e per essere doglianze su valutazioni di merito non sindacabili in cassazione; in particolare il vizio n.5 (omesso esame di fatto decisivo) richiede indicazione puntuale del fatto storico omesso, cosa non effettuata adeguatamente.

  • art. 366 c.p.c.

    Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: gli atti e documenti rilevanti devono essere riprodotti o riassunti nel ricorso con indicazioni precise della loro collocazione; la mancata trascrizione ha reso inammissibili alcune censure.

  • art. 369 c.p.c.

    Richiami formali relativi al rispetto delle prescrizioni di impugnazione e all'indicazione dei mezzi di prova nei motivi dedotti in cassazione.

  • art. 370 c.p.c.

    L'Amministrazione è stata ammessa solo per partecipare alla discussione, ai sensi dell'art. 370 c.p.c., comma 1.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    Rilevato come requisito formale per la produzione della copia di una sentenza invocata come giudicato esterno: mancata produzione con relativa certificazione ha reso inammissibile il motivo basato sul giudicato.

  • D.P.R. n. 115/2002 art. 13 (come modificato dalla L. n. 228/2012)

    Riferimento per l'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di ricorso: la Corte ha dato atto dell'applicazione della norma in tema di contributo unificato.

Massime di principio

  • La valutazione del valore di un bene per imposta di registro può essere effettuata dall'Amministrazione con il criterio ritenuto più idoneo (es. comparazione con atti similari), purché l'atto sia adeguatamente motivato e indichi i criteri adottati; tale motivazione consente al contribuente di esercitare il diritto di difesa.
  • Le valutazioni di merito sui fatti e sulle prove (compresa l'affidabilità di perizie stragiudiziali) sono riservate al giudice di merito e, salvo vizio di motivazione formale grave, non sono riesaminabili in sede di Cassazione.
  • La perizia stragiudiziale (anche asseverata) ha valore indiziario e non prova piena: il giudice non è obbligato a conformarsi alle conclusioni di una perizia prodotta da una delle parti.
  • In Cassazione vale il principio di autosufficienza del ricorso: documenti ed atti rilevanti richiamati devono essere trascritti o riassunti nel ricorso con indicazione puntuale della loro collocazione; altrimenti le censure fondate su tali documenti possono essere dichiarate inammissibili.
  • Per invocare l'efficacia preclusiva del giudicato esterno in sede di legittimità occorre riprodurre la sentenza esterna nel ricorso (o produrla), altrimenti la deduzione è inammissibile.
  • La carenza di motivazione deve essere effettivamente 'assoluta' o rendere la decisione incomprensibile per integrare vizio censurabile in Cassazione; il mero dissenso sulla valutazione delle prove non è sufficiente.

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