Cassazione Penale, Sentenza n. 17745/2022 del 04/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza del 21/01/2021 con cui la Corte d'appello di Salerno ha confermato la condanna a un anno di reclusione e euro 400,00 di multa per il reato di cui all'art. 455 c.p. (detenzione di monete contraffatte con finalità di messa in circolazione). Ha denunciato violazione di legge relativamente all'affermazione di responsabilità, la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto) e l'assenza di prova che l'imputato fosse consapevole della falsità della banconota sin dal momento della ricezione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e mancanza di specificità. Ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito secondo cui la consapevolezza della falsità poteva desumersi dalla condotta dell'Amato (ha consegnato la banconota da 100 euro su richiesta dei militari senza fornire alcuna giustificazione sulla provenienza o su un diverso lecito fine della detenzione) e dall'importo non comune della banconota. Ha inoltre osservato la differenza tra gli artt. 455 e 457 c.p. e confermato che la gravità della fattispecie (pena detentiva massima prevista: 8 anni) esclude l'applicabilità della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. Sentenza depositata il 17/01/2022.
Norme richiamate
art. 455 cod. pen.
Riguarda la detenzione di monete contraffatte con la consapevolezza della falsità al fine della messa in circolazione; la Corte ha ritenuto che la consapevolezza possa essere desunta dall'assenza di giustificazioni sulla provenienza e dalla natura/quantità della banconota.
art. 457 cod. pen.
Disciplina la spendita o messa in circolazione di monete false quando la consapevolezza della falsità sia acquisita solo successivamente alla ricezione; la mera detenzione senza volontà di spendita è penalmente irrilevante in questa fattispecie.
art. 131-bis cod. pen.
Prevede la non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che, alla luce della gravità e della pena massima (8 anni) prevista per il reato di cui all'art. 455, tale causa di non punibilità non fosse applicabile nel caso concreto.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma procedurale che consente la condanna alle spese e ad una somma alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e di euro 3.000,00.
Massime di principio
- La distinzione tra art. 455 e art. 457 c.p. si basa sull'elemento soggettivo: l'art. 455 richiede consapevolezza della falsità sin dal momento della ricezione e la volontà di metterle in circolazione; l'art. 457 riguarda la consapevolezza acquisita successivamente.
- La consapevolezza della falsità può essere desunta indiziariamente da circostanze quali: pluralità o particolare valore delle banconote contraffatte, assenza di una valida giustificazione sulla provenienza, comportamento dell'imputato al momento del controllo (es. consegna volontaria su invito senza spiegazioni).
- La mera detenzione di una banconota contraffatta non è sufficiente a integrare il reato se manca la prova della volontà di metterla in circolazione o della consapevolezza della falsità al momento della ricezione.
- La richiesta di applicazione dell'art. 131-bis richiede valutazione caso per caso; tuttavia, per reati con pene massime elevate (come l'art. 455 c.p. con massimo di 8 anni), la possibilità di ottenere la non punibilità per particolare tenuità è generalmente remota.
- In cassazione i motivi devono essere specifici e non generici: doglianze vaghe o non ben argomentate rischiano di essere dichiarate inammissibili per manifesta infondatezza e carenza di specificità.
- In situazioni analoghe è utile documentare o offrire spiegazioni sulla provenienza del denaro e sull'uso legittimo delle somme per contrastare la presunzione di consapevolezza della falsità.
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