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Legge

L.R. Puglia 54/2018

Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 marzo 2015, n. 8 (Disciplina della coltivazione, ricerca, raccolta, conservazione e commercializzazione dei tartufi freschi o conservati nel territorio della Regione Puglia. Applicazione della legge 16 dicembre 1985, n. 752, come modificata dalla legge 17 maggio 1991, n. 162 e della legge 30 dicembre 2004, n. 311, articolo 1, comma 109).

Normativa regionaleL.R. Puglia 54/2018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la l.r. Puglia n. 8/2015 sulla coltivazione, raccolta e commercializzazione dei tartufi: ridefinisce le tipologie di tartufaia, aggiorna gli uffici competenti, introduce la priorità per i residenti in alcuni ambiti e impone alla Giunta di approvare entro 180 giorni i regolamenti/disciplinari per tartufaie controllate, coltivate o riservate e per le piante micorrizate. Abroga inoltre l’art. 8 della legge del 2015.

Modifiche alla disciplina pugliese sui tartufi

Modifiche alla disciplina pugliese sui tartufi

La legge regionale della Puglia n. 54 del 2018 interviene sulla legge regionale 23 marzo 2015, n. 8, che disciplina coltivazione, ricerca, raccolta, conservazione e commercializzazione dei tartufi nel territorio pugliese. L’intervento aggiorna definizioni, competenze amministrative, criteri di gestione delle aree di raccolta e alcuni atti attuativi demandati alla Giunta regionale.

Definizioni e classificazione delle tartufaie

La disciplina viene precisata ridefinendo gli ambiti di raccolta e le principali tipologie di tartufaia. In particolare, risultano individuate:

  • la tartufaia naturale, in cui avviene la fruttificazione spontanea del tartufo;
  • la tartufaia controllata, intesa come tartufaia naturale collocata in bosco, sottoposta a manutenzione del conduttore secondo un piano di conduzione basato su tecniche colturali finalizzate a mantenere o migliorare la produzione in situ;
  • la tartufaia coltivata, collocata in terreno agricolo, con piante micorrizate prodotte in vivaio e sottoposte a controlli specifici e disciplinari di qualità;
  • la tartufaia riservata, nella quale il proprietario, il conduttore o altro titolare di diritti reali può riservarsi il diritto di raccolta, ma deve manifestare l’interesse mediante apposite tabelle lungo il perimetro dell’area.

Regime delle aree di raccolta e priorità ai residenti

Per gli ambiti di raccolta la legge estende il coinvolgimento anche agli organismi di gestione di Rete Natura 2000, oltre che dei parchi nazionali e regionali. Inoltre, negli ambiti amministrativi interessati viene prevista la priorità per i residenti, con riferimento alle disposizioni di raccolta applicabili in tali territori.

Competenze amministrative e atti attuativi

Le funzioni prima attribuite all’Area politiche per lo sviluppo rurale - Servizio alimentazione sono ricondotte al Dipartimento agricoltura, sviluppo rurale e ambientale, presso la Sezione competente. La legge affida alla Giunta regionale due termini attuativi fondamentali:

  • entro 180 giorni dall’entrata in vigore, deve essere approvato il regolamento per il riconoscimento delle tartufaie controllate, coltivate o riservate;
  • entro 180 giorni dall’entrata in vigore, devono essere approvati anche i disciplinari di produzione delle piante micorrizate da applicare per il miglioramento delle tartufaie coltivate.

Abrogazione

Viene espressamente abrogato l’articolo 8 della l.r. 8/2015. Il testo non contiene ulteriori discipline transitorie oltre ai termini di 180 giorni per gli atti della Giunta.

Decorrenza e attualità

La legge è vigente dal 3 dicembre 2018 e opera nel solo territorio della Regione Puglia. Non emerge dal testo un limite temporale di efficacia: l’atto non appare deprecato, poiché introduce modifiche strutturali alla normativa regionale sui tartufi ancora utili per l’applicazione pratica.

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