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Legge

L.R. Puglia 59/2018

Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale)

Normativa regionaleL.R. Puglia 59/2018Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale del Veneto n. 59/2018 modifica la l.r. 14/2009 sul sostegno straordinario all’attività edilizia. Amplia alcuni casi di ampliamento e ricostruzione, aggiorna il termine di riferimento al 1° agosto 2018, introduce verifiche sulle urbanizzazioni primarie e consente, in alcuni casi, il permesso di costruire convenzionato. Il testo contiene anche una norma interpretativa poi dichiarata incostituzionale e abrogata.

Modifiche alla disciplina regionale veneta sul Piano Casa 2009

Modifiche alla disciplina regionale del "Piano Casa" del Veneto

La legge regionale Veneto 17 dicembre 2018, n. 59 interviene sulla l.r. 30 luglio 2009, n. 14, che disciplina misure straordinarie e urgenti per l’attività edilizia e il miglioramento del patrimonio residenziale. Il provvedimento aggiorna e amplia alcuni presupposti per ampliamenti e ricostruzioni, incide sui limiti temporali di riferimento e introduce una verifica preventiva sulle urbanizzazioni primarie.

Ambito degli ampliamenti consentiti

La legge estende in parte l’ambito soggettivo e oggettivo degli interventi agevolati.

In particolare:

  • per gli edifici non residenziali viene chiarito e ampliato il perimetro applicativo;
  • sono ricompresi anche gli edifici misti, in alcune ipotesi;
  • per talune categorie di edifici non residenziali è confermata la possibilità di ampliamento nel limite del 20% della volumetria complessiva e comunque entro 300 m3;
  • per gli edifici non residenziali di volumetria superiore a 1000 m3 è riconosciuta la possibilità di ampliamento entro i medesimi limiti percentuali e volumetrici, nei casi previsti dalla modifica introdotta.

Ricostruzione e sistemazione plano-volumetrica

La disciplina regionale viene modificata anche con riferimento agli interventi di demolizione e ricostruzione.

Il testo consolidato risultante consente, per gli interventi di ricostruzione:

  • una diversa sistemazione plano-volumetrica rispetto all’edificio demolito;
  • diverse dislocazioni del volume massimo consentito all’interno dell’area di pertinenza, alle condizioni previste dalla l.r. 14/2009;
  • l’impiego delle volumetrie ricostruite all’interno della sagoma planimetrica dell’esistente;
  • per gli interventi su aree con altezze massime urbanistiche inferiori a quelle ammesse per aree confinanti di diversa destinazione, l’utilizzo del maggiore valore tra le altezze massime previste per le aree contermini.

Destinazioni d’uso e limiti dimensionali

La legge aggiorna i riferimenti alle destinazioni d’uso ammissibili negli interventi di ricostruzione e ampliamento.

Sono richiamati:

  • i medesimi usi preesistenti legittimi o legittimati;
  • l’uso residenziale;
  • gli usi strettamente connessi con le residenze.

Per gli edifici non residenziali o misti la disciplina opera, nel testo modificato, con la limitazione della volumetria massima pari a 1000 m3 per una parte degli interventi di ricostruzione.

Aggiornamento del termine di riferimento temporale

La legge sostituisce il riferimento al 1° agosto 2017 con quello al 1° agosto 2018 nell’articolo 5 della l.r. 14/2009.

Questo aggiornamento incide sul perimetro temporale di applicazione della disciplina, che va letto in relazione agli edifici e alle condizioni esistenti alla nuova data di riferimento.

Urbanizzazioni primarie e permesso di costruire convenzionato

Per la realizzazione degli interventi di cui agli articoli 3 e 4 della l.r. 14/2009 viene introdotta una verifica dell’adeguatezza delle opere di urbanizzazione primaria esistenti rispetto all’incremento del carico urbanistico.

Se la verifica ha esito negativo ma le esigenze urbanizzative possono essere soddisfatte in modo semplificato:

  • il comune può ricorrere al procedimento di cui all’articolo 28 del d.p.r. 380/2001, cioè al permesso di costruire convenzionato;
  • la convenzione è approvata con deliberazione della giunta comunale;
  • la convenzione individua gli obblighi assunti dal soggetto attuatore per soddisfare l’interesse pubblico e consentire il rilascio del titolo abilitativo.

Aree a standard urbanistici e interventi ulteriori

La modifica all’articolo 6 chiarisce che, in alcune aree a standard urbanistici ai sensi del d.m. 1444/1968, gli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 sono comunque ammessi quando le norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico generale prevedano anche la realizzazione di nuove costruzioni.

È inoltre prevista l’ammissibilità degli interventi:

  • su immobili già oggetto di interventi disciplinati dalla stessa legge regionale;
  • quando sia stata già interamente utilizzata la premialità volumetrica consentita.

Norma interpretativa poi rimossa dal sistema

La legge contiene una norma interpretativa sull’articolo 4 della l.r. 14/2009, diretta a chiarire che la ricostruzione dopo demolizione può avvenire con diversa sistemazione plano-volumetrica e diversa dislocazione del volume nell’area di pertinenza, se ricorrono le condizioni previste dalla legge regionale e se l’area è dotata di urbanizzazioni primarie.

Tale disposizione, però, risulta priva di attuale utilità applicativa perché:

  • è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza n. 70/2020;
  • risulta inoltre abrogata dalla l.r. 5/2019, art. 8, comma 1.

Valenza pratica attuale

La legge regionale è ancora formalmente indicata come vigente, ma il suo contenuto è in larga parte superato da successive modifiche della disciplina del Piano Casa e, per la parte interpretativa richiamata, non è più utilizzabile. Rimane quindi di interesse soprattutto come fonte di modifica storica della l.r. 14/2009, più che come testo autonomamente applicabile.

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