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Sentenza

Sentenza n. 216/2026 - Catania, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione, - della determinazione prot. n.-OMISSIS-, con la quale il Vice capo del Dipartimento impiego del personale dello Stato Maggiore dell’Esercito ha respinto la domanda di trasferimento presentata dal ricorrente ai sensi dell’art. 33, comma 5, della l. n. 104 del 1992; - di tutti gli atti presupposti, connessi o conseguenti a detta determinazione.

Giustizia amministrativa202502717

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di assegnazione temporanea presso una sede individuata dal militare ai sensi dell'art. 33, comma 5, l. 104/1992

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (militare)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'istanza di assegnazione temporanea presso un ente o reparto ubicato nella sede richiesta, deducendo la violazione dell'art. 3 e dell'art. 10-bis della l. 241/1990, dell'art. 33, comma 5, della l. 104/1992 e dell'art. 24 Cost., nonché eccesso di potere per incongruità, illogicità, irragionevolezza, omessa valutazione comparativa delle esigenze contrapposte, difetto di istruttoria, errore sui presupposti, sviamento e ingiustizia manifesta. L'Amministrazione aveva motivato il diniego richiamando le criticità dell'ente di appartenenza, nel quale tutte le quattro posizioni di assistente ai comandi risultavano coperte, e l'assenza, presso l'unico ente o reparto situato nella sede richiesta, di una posizione organica corrispondente al medesimo incarico. Il ricorrente ha contestato l'insufficienza di tale motivazione, anche considerando che aveva già prestato servizio nella sede indicata e che l'incarico di assistente ai comandi non presentava carattere specialistico.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego, facendo salvo il nuovo esercizio del potere amministrativo. Il Collegio ha ricordato che l'assegnazione ex art. 33, comma 5, l. 104/1992 presuppone la disponibilità di una posizione organica nella sede richiesta, compatibile con il grado e lo stato del militare, ma che la relativa valutazione discrezionale deve consistere in un'accertata e ponderata comparazione tra le esigenze funzionali dell'Amministrazione e quelle sottese alla tutela prevista dalla legge, con motivazione congrua e concreta. Le esigenze di servizio non possono essere richiamate genericamente né desunte soltanto da valutazioni astratte sulle scoperture di organico; devono essere indicati elementi ostativi specifici, riferiti al grado, alla posizione e alla specialità del richiedente. Nel caso concreto, l'incarico di assistente ai comandi è stato ritenuto generico e non specialistico, sicché l'Amministrazione avrebbe dovuto valutare l'impiego del militare in altra posizione equivalente, anziché limitarsi a rilevare l'assenza della medesima posizione nella sede richiesta. Inoltre, non è risultata dimostrata una particolare criticità dell'organico dell'ente di appartenenza. Ne è derivato un difetto di motivazione, con conseguente annullamento dell'atto e obbligo di riesercizio del potere. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 1.500 euro, oltre accessori, per spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 33, comma 5, l. 104/1992

    L'assegnazione temporanea del dipendente o militare che assiste un familiare con disabilità richiede la verifica della disponibilità di una posizione organica compatibile nella sede richiesta e una ponderazione concreta e motivata con le esigenze funzionali dell'Amministrazione.

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento di diniego deve esporre una motivazione congrua, concreta e riferita alle specifiche caratteristiche del richiedente e della sede, non essendo sufficiente il richiamo generico a esigenze di servizio o a scoperture di organico.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La disposizione è indicata tra quelle dedotte dal ricorrente, ma il testo non espone una specifica autonoma statuizione del Collegio sul relativo motivo.

  • art. 24 Cost.

    La disposizione è indicata tra quelle dedotte dal ricorrente, ma il testo non espone una specifica autonoma statuizione del Collegio sul relativo motivo.

Massime di principio

  • Nel procedimento di assegnazione temporanea previsto dall'art. 33, comma 5, l. 104/1992, l'Amministrazione deve verificare non solo la disponibilità della medesima posizione organica nella sede richiesta, ma anche la possibilità di un impiego del richiedente in una posizione equivalente e compatibile con il suo grado e la sua formazione, quando l'incarico rivesta carattere generico e non specialistico.
  • Il diniego di assegnazione temporanea ex art. 33, comma 5, l. 104/1992 è illegittimo se fondato su un richiamo generico alle esigenze di servizio, alle scoperture di organico o alla necessità di mantenere il dipendente nella sede di appartenenza, senza l'indicazione di elementi concreti riferiti alla posizione, al grado e alla specialità del richiedente.
  • L'esercizio della discrezionalità amministrativa nella valutazione delle istanze di trasferimento per assistenza a persona con disabilità richiede una motivazione che dia conto della ponderazione effettiva tra le esigenze organizzative e funzionali dell'Amministrazione e le esigenze familiari tutelate dalla normativa.
  • L'annullamento del diniego di assegnazione temporanea non comporta automaticamente il diritto all'assegnazione, ma impone all'Amministrazione un nuovo esercizio del potere conforme ai criteri indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoMotivazione del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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