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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45887/2022 del 02/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Avverso la decisione della Corte di appello che aveva riconosciuto, ai sensi del d.lgs. n. 37/2016, la sentenza tedesca di condanna al pagamento di €108,50 per violazione del codice della strada, il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione deducendo: 1) violazione dell'art. 11 d.lgs. n. 37/2016 per presunta incompletezza del certificato (mancanza della data della violazione); 2) violazione dell'art. 420-ter, comma 5, c.p.p., per mancato riconoscimento del legittimo impedimento del difensore (concomitante impegno professionale); 3) apparente motivazione (assunzioni non documentate circa l'informazione al ricorrente della procedura scritta e la comprensione della natura dell'infrazione); 4) violazione dell'art. 157 c.p. con riguardo alla rilevanza della data della commissione ai fini della decadenza triennale dell'azione punitiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: il provvedimento impugnato era stato notificato il 15/07/2022 mentre il ricorso è stato depositato il 28/07/2022, oltre il termine di cinque giorni ritenuto applicabile per tali impugnazioni. È stata inoltre respinta la richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore, per carenza di documentazione sulla conoscenza della contemporanea fissazione dell'impegno. Per tali ragioni non sono stati esaminati i motivi di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.) e al versamento, determinato in via equitativa, di €3.000 alla Cassa delle ammende; la Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di rito.

Norme richiamate

  • d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 37 (art. 11, comma 5)

    "contro la decisione della Corte di appello può essere proposto ricorso per cassazione. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 22 della legge 22 aprile 2005 n. 69"

    La disposizione rinvia alla disciplina del ricorso per cassazione prevista per il mandato di arresto europeo; la Corte ha ritenuto applicabile il termine ridotto di cinque giorni, in virtù del rinvio e delle modifiche successive, e ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato oltre tale termine.

  • legge 22 aprile 2005, n. 69 (art. 22)

    La norma richiamata disciplina il ricorso per cassazione per le procedure di mutuo riconoscimento; per effetto del rinvio l'applicazione delle sue disposizioni (nella versione aggiornata dal d.lgs. n. 10/2021) impone termini perentori per la tempestività del ricorso.

  • d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 10

    Ha modificato la legge n. 69/2005 riducendo il termine per la presentazione del ricorso per cassazione (applicato, per rinvio, anche alle decisioni di riconoscimento delle sanzioni pecuniarie), contribuendo alla decisione di inammissibilità per tardività.

  • Decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio

    Fornisce la ratio del regime di mutuo riconoscimento delle sanzioni pecuniarie e giustifica l'esigenza di tempi certi e ristretti per le decisioni e i rimedi impugnatori.

  • art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma che consente di richiedere la trattazione in altra udienza per legittimo impedimento del difensore; la Corte ha richiesto prova temporale della conoscenza della concomitante fissazione e della impossibilità di sostituzione, rilevando la mancanza di documentazione idonea.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma relativa alla decorrenza dei termini di estinzione/decadenza dell'azione penale; il reclamo relativo alla rilevanza della data di commissione non è stato esaminato per via dell'inammissibilità processuale del ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese del procedimento; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • Le impugnazioni avverso decisioni di riconoscimento di sanzioni pecuniarie comunitarie sono soggette a termini perentori (in base al rinvio all'art. 22 L. 69/2005 nella versione aggiornata): il deposito del ricorso per cassazione può dover avvenire entro 5 giorni dalla notificazione; il mancato rispetto del termine comporta inammissibilità, con esclusione dell'esame del merito.
  • Quando si chiede il rinvio dell'udienza per legittimo impedimento del difensore è essenziale documentare tempestivamente e in modo chiaro quando si è venuti a conoscenza della concomitante fissazione e l'impossibilità oggettiva di procurare un sostituto; altrimenti la richiesta può essere respinta.
  • Le contestazioni sulla completezza o sulla validità formale dei certificati o delle decisioni straniere (es. mancanza della data dell'infrazione) vanno tempestivamente sollevate entro i termini procedurali: se il ricorso è tardivo, tali profili materiali potrebbero non essere esaminati.
  • È fondamentale curare la corretta e tempestiva notificazione e il deposito del ricorso (anche indicandone il luogo corretto), poiché errori o ritardi nel deposito possono determinare l'inammissibilità.
  • Le conseguenze della inammissibilità possono comprendere la condanna alle spese processuali e, in alcuni casi, il versamento di somme alla Cassa delle ammende anche se non sussiste dolo, determinate in via equitativa; pertanto va valutata con attenzione la possibilità di rimedi straordinari solo se sussistono giustificazioni documentate (forza maggiore, errore inevitabile, mancata conoscenza della notificazione).

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