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Sentenza

Sentenza del 04/01/2023 n. 71 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione degli avvisi di accertamento IMU e TASI per l'anno 2015. Per l'IMU il ricorrente contestava (a) che l'immobile in via XXX fosse la sua abitazione principale e che, nonostante la separazione di fatto e la residenza altrove della moglie, il nucleo familiare non dovesse precludere l'agevolazione; (b) l'errata qualificazione catastale e la competenza territoriale rispetto a un altro immobile in via XXX; per la TASI il ricorrente eccepiva la mancata legittimazione passiva, sostenendo che l'immobile fosse detenuto dalla Giusal sas tramite contratto di comodato depositato e che, per l'art. 1 comma 669 e 681 L.147/2013, l'intera pretesa dovesse gravare sulla società. Altri censure riguardavano la liquidazione delle spese di giudizio e profili di costituzionalità delle norme IMU/TASI rispetto agli artt. 42, 47, 53 Cost.

La decisione

Il collegio ha respinto l'appello riguardo alla TASI: confermato l'avviso di accertamento perché la visura catastale e la prova documentale contraria non erano sufficienti a dimostrare che la quota di imposta non dovesse gravare in gran parte sul proprietario; la detenzione da parte della società non ha provato l'esclusiva responsabilità della società stessa e, in assenza di diversa indicazione regolamentare, è applicata la ripartizione (quota utilizzatore 10%). Sull'IMU il giudice d'appello ha invece accolto parzialmente l'appello in relazione all'immobile indicato come abitazione principale: richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 209/2022, ha riconosciuto che la regola che escludeva l'agevolazione quando un componente del nucleo familiare ha residenza in altro comune era ingiustificatamente discriminatoria; di conseguenza è stato parzialmente annullato l'accertamento IMU per il 2015 relativo all'immobile sito in via XXX. Le spese di lite sono compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 13 D.L. 201/2011 conv. L. 214/2011, comma 2

    Disciplina l'agevolazione IMU per l'abitazione principale e richiede residenza anagrafica e dimora abituale del possessore e del nucleo familiare; la Corte costituzionale (sent. 209/2022) ha ritenuto incostituzionale la parte che collegava l'agevolazione alla residenza del nucleo familiare, permettendo l'agevolazione anche se un componente ha diversa residenza.

  • art. 1, comma 669 e comma 681, L. 147/2013

    Prevedono la ripartizione degli oneri TASI tra proprietario e detentore; il detentore può essere obbligato a versare una quota variabile (10%-30%) stabilita dal regolamento comunale; in mancanza di indicazioni locali si assume la quota minima (10%).

  • art. 8 d.lgvo n. 23/2011, comma 2

    Norma collegata al presupposto impositivo (possesso di immobili) per IMU; richiamata nella preliminare questione di costituzionalità sollevata dall'appellante quale parte della censura di illegittimità costituzionale.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 209/2022

    Principale fonte applicata: ha stabilito che il requisito del nucleo familiare (residenza anagrafica/dimora abituale di tutti i componenti) per escludere l'agevolazione IMU è incompatibile con il principio di uguaglianza e con la realtà delle residenze disgiunte; quindi l'esenzione per abitazione principale può spettare anche se un componente del nucleo ha diversa residenza.

  • Norme costituzionali citate (art. 3, art. 31, art. 42, art. 47, art. 53 Cost.)

    Richiamate nell'ambito del profilo di legittimità costituzionale: art. 3 e 31 rilevanti per la decisione della Corte costituzionale sulla discriminazione operata dalla norma IMU; gli altri articoli richiamati per sostenere la tesi di contrarietà al principio di capacità contributiva.

Massime di principio

  • Per l'IMU abitazione principale: dopo la sentenza Corte cost. n. 209/2022, l'esenzione va valutata principalmente sulla concreta residenza anagrafica e dimora abituale del possessore; la diversa residenza di un componente del nucleo (es. coniuge separato) non esclude automaticamente l'agevolazione.
  • La visura catastale ufficiale ha rilevanza probatoria forte: la qualificazione catastale (es. D/2) costituisce elemento probatorio significativo e la sua mera contestazione richiede elementi di prova adeguati e contrapposti.
  • Per la TASI la legittimazione passiva dipende dalla situazione di possesso/detenzione di fatto: la qualificazione contrattuale (comodato, locazione, etc.) deve essere provata concretamente; in mancanza la legge prevede la ripartizione dell'imposta tra proprietario e detentore secondo percentuali stabilite dal regolamento comunale (in assenza di regolamento, quota utilizzatore 10%).
  • Il giudicato è efficace solo tra le parti e i loro aventi causa; la mera esistenza di pronunce favorevoli per parti correlati non è automaticamente trasferibile se manca prova del passaggio in cosa giudicata o identità delle parti.
  • Le questioni miste (tasse diverse, più profili) possono portare a decisioni parziali: i tribunali possono compensare le spese quando il risultato è misto o ha affrontato questioni complesse e controverse.
  • Le censure di illegittimità costituzionale richiedono un'istruttoria e, se fondate da Corte costituzionale, possono modificare l'interpretazione e l'applicazione dell'agevolazione IMU.

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