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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4893/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 14/07/2022 del Tribunale di Milano che aveva respinto l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. il 13/04/2022 nei confronti di Legnano Ecoter s.r.l. (6% delle quote formalmente in capo a Castiglioni s.r.l.). Il ricorrente ha dedotto errata applicazione dell'art. 512‑bis c.p., sostenendo che il Tribunale avesse confuso la fittizia intestazione delle quote con la sola amministrazione di fatto della società; che le quote erano oggetto di una trattativa di cessione non perfezionata e che il semplice esercizio di poteri amministrativi non dimostra la fitticità dell'intestazione

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendolo in parte inammissibile e in parte infondato. Ha confermato che il giudice del riesame aveva adeguatamente motivato l'accertamento della "disponibilità di fatto" delle quote in capo a Portolesi sulla base di elementi quali conversazioni intercettate, versamenti periodici effettuati da Portolesi a favore dei Castiglioni e impegni relativi a condizioni economiche favorevoli; tali elementi facevano ritenere il trasferimento delle quote una mera formalità e dunque la fittizia intestazione. Per l'effetto il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 512‑bis cod. pen.

    La norma è stata interpretata nel senso che rileva la disponibilità effettiva di beni o utilità da parte dell'indagato: la titolarità formale non esclude la possibilità che la effettiva disponibilità sia riconducibile a un terzo che esercita controllo e benefici economici, configurando la fittizia intestazione quando gli elementi probatori dimostrano che il trasferimento è mera apparenza

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    Norma tecnica richiamata per la sintetizzazione del motivo unico in cassazione; utilizzata per formulare il motivo di ricorso relativo a errata applicazione della norma sostanziale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per imporre al ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La distinzione tra titolarità formale e disponibilità di fatto è cruciale: anche se le quote risultano intestate formalmente a un soggetto, la presenza di elementi concreti che dimostrano il controllo effettivo e l'uso economico dei beni da parte di un terzo può giustificare il riconoscimento della fittizia intestazione ai fini del sequestro
  • Elementi probatori rilevanti per dimostrare la disponibilità di fatto comprendono conversazioni intercettate che mostrano accordi o istruzioni, pagamenti periodici riconducibili al controllo delle quote, accordi economici che attestano benefici praticati dal presunto beneficiario e condotte coerenti con il possesso effettivo
  • La sola amministrazione di fatto non è automaticamente sufficiente a provare la fittizietà dell'intestazione, ma diventa decisiva se accompagnata da elementi oggettivi che dimostrino che il trasferimento o la titolarità formale sono una mera apparenza
  • In sede di cassazione contro provvedimenti cautelari, le censure che consistono in una diversa valutazione degli elementi probatori sono in larga parte inammissibili: il controllo di legittimità è limitato a violazioni di legge o a vizi motivazionali radicali. Pertanto chi impugna deve puntare su errori di diritto o su carenze gravi e specifiche della motivazione
  • Se si è parte in una vicenda simile e si vuole contrastare un sequestro, è fondamentale produrre prove documentali e comportamentali che dimostrino l'effettiva autonomia della titolarità formale (es. assenza di pagamenti, accordi vincolanti che impediscono il trasferimento, esercizio regolare e continuo dei diritti sociali da parte del titolare formale)

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