Sentenza del 26/08/2015 n. 17176 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato l’illegittimità dell’accertamento integrativo relativo a IVA, IRPEF e IRAP per il 1998, nonché l’efficacia del condono invocato dalla società. Il motivo accolto dalla Cassazione riguardava l’omessa integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci della società di persone. La Corte ha ritenuto che l’accertamento dei redditi societari e la loro imputazione pro quota ai soci costituiscano una fattispecie unitaria, tale da imporre la partecipazione al giudizio della società e di tutti i soci. L’Agenzia aveva inoltre contestato il perfezionamento del condono in relazione a una pendenza penale dell’amministratore, ma tale questione è stata dichiarata assorbita.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale dell’Agenzia delle Entrate, dichiarando assorbito il secondo motivo relativo al condono. Ha dichiarato inammissibile per tardività il ricorso incidentale della società contribuente. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Provinciale di Catania, che dovrà integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i soci e decidere nuovamente la controversia, provvedendo anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Art. 102 c.p.c.
Impone la partecipazione al giudizio di tutti i soggetti necessari quando la decisione deve essere resa nei confronti di una pluralità inscindibile di parti.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5
Prevede l’imputazione per trasparenza ai soci dei redditi prodotti dalle società di persone, proporzionalmente alle quote di partecipazione, anche indipendentemente dalla loro effettiva percezione.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14
Richiede l’integrazione del contraddittorio nel processo tributario quando la controversia riguarda una fattispecie comune e inscindibile riferibile alla società e a tutti i soci.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 29
Consente, in presenza di controversie connesse, la riunione dei procedimenti, ferma restando la necessità di assicurare la partecipazione dei litisconsorti necessari.
D.Lgs. n. 446 del 1997
La giurisprudenza richiamata assimila l’IRAP, sotto il profilo del litisconsorzio, alle imposte imputate per trasparenza ai soci, imponendo la partecipazione dei soci al giudizio relativo all’imposta dovuta dalla società.
Art. 354 c.p.c.
In caso di mancata integrazione del contraddittorio, il giudice d’appello deve rimettere la causa al giudice di primo grado.
Art. 383 c.p.c.
Consente alla Corte di cassazione di annullare la sentenza e rinviare la causa al giudice di primo grado quando il processo si è svolto senza la partecipazione necessaria di tutte le parti.
L. n. 289 del 2002, artt. 9 e 15
Disciplinano le forme di definizione agevolata e di condono fiscale; nel caso concreto la questione relativa alla loro applicabilità è rimasta assorbita per effetto della cassazione della sentenza per vizio processuale.
L. n. 212 del 2000, art. 10
Tutela l’affidamento e la buona fede nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria; la sua applicazione concreta non è stata esaminata perché il relativo motivo è stato dichiarato assorbito.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, comma 2, e art. 23, comma 3
Sono stati invocati dalla società per contestare la proposizione tardiva o nuova di eccezioni da parte dell’Amministrazione; il ricorso incidentale è stato però dichiarato inammissibile per tardività, senza esame nel merito.
Massime di principio
- Nelle controversie fiscali riguardanti una società di persone e la conseguente imputazione del reddito ai soci, società e tutti i soci sono normalmente litisconsorti necessari, salvo che siano dedotte esclusivamente questioni personali di singoli soggetti.
- Il giudice deve verificare anche d’ufficio, in ogni stato e grado del processo, la completezza del contraddittorio. Se la società o anche un solo socio non partecipa, il giudizio può essere dichiarato nullo e la sentenza cassata.
- La violazione del litisconsorzio necessario prevale sull’esame delle questioni sostanziali, come la validità dell’accertamento integrativo, il condono o l’affidamento del contribuente.
- Quando manca la partecipazione di tutti i soggetti necessari, la Cassazione non decide normalmente il merito, ma annulla la sentenza e rinvia al giudice di primo grado per consentire l’integrazione del contraddittorio.
- Gli atti di impugnazione, inclusi controricorso e ricorso incidentale, devono essere notificati entro i termini previsti; una notifica tardiva comporta l’inammissibilità dell’impugnazione, anche se le contestazioni potrebbero avere rilievo nel merito.
- Nel caso di società di persone, il principio del litisconsorzio necessario può estendersi anche alle controversie relative all’IRAP quando l’accertamento presenta elementi comuni e incide sulla posizione fiscale dei soci.
- La decisione non stabilisce definitivamente se il condono fosse valido o se l’accertamento integrativo fosse fondato: tali questioni dovranno essere esaminate dal giudice di rinvio dopo la regolarizzazione del contraddittorio.
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