Sentenza del 26/08/2015 n. 3662 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
ACCERTAMENTO - Società a ristretta base societaria - Utili extrabilancio - Presunzione di distribuzione ai soci - Applicabilità - Condizioni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva imputato automaticamente al socio, in proporzione alla quota di partecipazione, il maggior reddito accertato nei confronti di una società di capitali a ristretta base societaria, presumendo che gli utili extracontabili fossero stati distribuiti. Il ricorrente contestava l'assenza di prova concreta della propria effettiva percezione degli utili e l'automatica applicazione della presunzione, ritenuta non sufficiente senza ulteriori elementi indiziari.
La decisione
La sentenza ha escluso che la ristretta base societaria consenta, da sola, il ribaltamento automatico del maggior reddito societario sul singolo socio. L'Amministrazione deve corroborare la presunzione con indizi gravi, precisi e concordanti riferiti anche alla posizione del socio e alla concreta percezione degli utili. Diversamente, l'inversione dell'onere della prova imporrebbe al contribuente una prova negativa eccessivamente gravosa, assimilabile a una probatio diabolica. Il ricorso del contribuente risulta quindi accolto, o comunque il principio affermato è favorevole al ricorrente.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale sulla presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base societaria
La presunzione di avvenuta distribuzione degli utili non legittima un automatico ribaltamento in capo al singolo socio del maggior reddito accertato alla società.
La ristretta compagine societaria può costituire un elemento indiziario idoneo a presumere la distribuzione di utili extracontabili, ma non è sufficiente, da sola, a dimostrare che il singolo socio abbia effettivamente percepito tali somme.
Principio degli indizi gravi, precisi e concordanti
L'Ufficio dovrebbe in ogni caso supportare gli indizi assunti come elementi gravi, precisi e concordanti.
L'Amministrazione deve fornire ulteriori elementi concreti e individualizzati che colleghino il socio alla percezione degli utili, evitando di fondare l'accertamento esclusivamente sulla quota societaria posseduta.
Principio di ripartizione dell'onere della prova
L'inversione dell'onere della prova si tradurrebbe in una probatio diabolica.
Il contribuente può essere chiamato a superare una presunzione solo dopo che l'Amministrazione abbia fornito una base indiziaria adeguata; non può essergli imposto di dimostrare in termini assoluti un fatto negativo, ossia la mancata percezione degli utili.
Massime di principio
- Nelle società a ristretta base societaria, la ristretta compagine costituisce un indizio della possibile distribuzione degli utili extracontabili, ma non prova automaticamente la percezione da parte di ogni socio.
- L'accertamento personale del socio deve contenere elementi ulteriori e specifici, riferiti alla sua posizione, oltre al solo maggior reddito accertato alla società e alla percentuale di partecipazione.
- L'Amministrazione finanziaria deve prima dimostrare, mediante indizi gravi, precisi e concordanti, la plausibile distribuzione degli utili; solo dopo il contribuente è chiamato a fornire elementi contrari.
- Un accertamento basato su un automatismo matematico tra maggior reddito societario e quota del socio è vulnerabile se non considera la concreta disponibilità o percezione delle somme.
- La presunzione non può trasformarsi nell'obbligo per il contribuente di fornire una prova assoluta e meramente negativa della mancata percezione degli utili.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 26 ago 2015Sentenza del 26/08/2015 n. 17156 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 26 ago 2015Sentenza del 26/08/2015 n. 17157 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 26 ago 2015Sentenza del 26/08/2015 n. 17158 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 26 ago 2015Sentenza del 26/08/2015 n. 17159 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 26 ago 2015Sentenza del 26/08/2015 n. 17160 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 26 ago 2015Sentenza del 26/08/2015 n. 17161 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →