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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14251/2024 del 22/05/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

Un lavoratore aveva convenuto in giudizio un ente pubblico di sviluppo agricolo deducendo di aver prestato attività dal 1989 al 2017 come operatore agricolo a tempo determinato, con mansioni meccaniche in agricoltura e presso un centro di meccanizzazione agricola, sulla base di una serie di contratti a termine reiterati in modo illegittimo. Il Tribunale aveva accolto la domanda risarcitoria per abuso del termine, ma la Corte d'appello, in accoglimento dell'impugnazione dell'ente, aveva riformato la decisione ritenendo legittima la reiterazione dei contratti nel settore agricolo anche al di fuori della stretta coincidenza con le stagioni. Il ricorrente per cassazione ha censurato: 1) la validità della notificazione dell'appello e del decreto di fissazione dell'udienza; 2) la violazione della disciplina sui contratti a termine e sulla deroga per lavoro stagionale, sostenendo che l'ente non fosse imprenditore agricolo e che le mansioni non fossero stagionali; 3) l'erronea riconduzione delle mansioni a quelle di operaio agricolo e il mancato esame delle prove; 4) l'erronea applicazione della normativa regionale e collettiva; 5) la liquidazione delle spese di lite.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo, ritenendo valida la notificazione dell'atto di appello al domicilio digitale del difensore e sufficiente la notifica a uno solo dei procuratori costituiti. Ha invece accolto il secondo, terzo e quarto motivo, rilevando che l'ente non è imprenditore agricolo, che la deroga per i contratti a termine nel settore agricolo opera solo per attività stagionali in senso stretto, e che il giudice di merito avrebbe dovuto accertare in concreto le mansioni svolte e l'onere probatorio gravante sul datore di lavoro. Il quinto motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 435 c.p.c.

    Invocato per contestare la notificazione dell'appello; la Corte ha ritenuto infondata la censura perché la notifica al domicilio digitale del difensore era valida.

  • art. 16-sexies D.L. n. 179/2012

    È richiamato come base del domicilio digitale del difensore; la notificazione presso la PEC risultante dall'albo professionale è valida.

  • L. n. 221/2012

    Norma di conversione richiamata nel percorso argomentativo sul domicilio digitale.

  • D.L. n. 90/2014

    Norma di modifica richiamata nel percorso argomentativo sul domicilio digitale.

  • art. 6-bis D.Lgs. n. 82/2005

    La PEC del difensore inserita negli elenchi pubblici è idonea ai fini della notificazione.

  • D.M. n. 44/2011

    Richiamato per il sistema ReGIndE e per la pubblicità degli indirizzi PEC dei difensori.

  • art. 325 c.p.c.

    La notifica della sentenza ad uno solo dei procuratori è sufficiente ai fini della decorrenza del termine breve per impugnare.

  • art. 375, secondo comma, c.p.c.

    Richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    La Corte richiama precedenti conformi rinviando alle loro motivazioni.

  • art. 5, comma 4-ter, D.Lgs. n. 368/2001

    La deroga al limite massimo di durata dei contratti a termine opera solo per attività stagionali in senso stretto; l'onere di provare la natura stagionale grava sul datore di lavoro.

  • art. 10, comma 2, D.Lgs. n. 368/2001

    È applicabile ai datori di lavoro dell'agricoltura; non si applica all'ente resistente, non qualificabile come imprenditore agricolo.

  • art. 19 D.Lgs. n. 81/2015

    Richiamato nel quadro normativo sui contratti a termine; la disciplina va letta in senso rigoroso quanto alla stagionalità.

  • art. 21, comma 2, D.Lgs. n. 81/2015

    La deroga al limite di durata per i contratti stagionali richiede una reale attività stagionale e la prova concreta delle mansioni.

  • art. 29, comma 1, D.Lgs. n. 81/2015

    Richiamato insieme alle norme sui contratti a termine nel settore agricolo; non consente deroghe fuori dall'ambito della stagionalità.

  • art. 5, comma 4-bis, D.Lgs. n. 368/2001

    Richiamato dal ricorrente nel quadro delle doglianze sul superamento del limite di durata dei rapporti a termine.

  • art. 2135 c.c.

    Usato per escludere che l'ente pubblico di sviluppo agricolo possa essere qualificato imprenditore agricolo.

  • artt. 2 e 3 L.R. Sicilia n. 21/1965

    Richiamati per la natura pubblicistica e i compiti dell'ente di sviluppo agricolo.

  • L.R. Sicilia n. 73/1977

    Richiamata per ulteriori competenze dell'ente e per confermarne la natura di ente pubblico non economico.

  • d.P.R. n. 1525/1963

    L'elenco delle attività stagionali è considerato tassativo e non suscettibile di interpretazione analogica.

  • art. 21, comma 8, lett. c), CCNL Operai agricoli e florovivaisti

    È richiamato per evidenziare che esistono lavoratori a tempo determinato che non rientrano nella deroga alla durata massima dei contratti a termine.

  • L.R. Sicilia n. 4/2006

    Non è idonea a derogare alla disciplina nazionale dei contratti a termine.

  • L. n. 81/2015

    Richiamata indirettamente nel testo come parte della disciplina vigente sui contratti a termine; la Corte ne fa applicazione in coerenza con il rigore della nozione di stagionalità.

  • art. 91 c.p.c.

    Richiamato nel quinto motivo sulle spese di lite, poi assorbito.

  • art. 92 c.p.c.

    Richiamato nel quinto motivo sulle spese di lite, poi assorbito.

  • art. 96 c.p.c.

    Richiamato nel quinto motivo sulle spese di lite, poi assorbito.

Massime di principio

  • La notificazione dell'atto di impugnazione al difensore è valida se eseguita presso l'indirizzo PEC risultante dai pubblici elenchi, anche quando tale domicilio digitale sia stato indicato nel processo di merito solo per le comunicazioni di cancelleria.
  • Quando una parte è difesa da più procuratori costituiti, la notificazione della sentenza o dell'atto di impugnazione a uno solo di essi è sufficiente a produrre gli effetti processuali previsti dalla legge, salvo diversi limiti espressi nel mandato interno.
  • In materia di contratti a tempo determinato nel settore agricolo, la deroga alla disciplina generale e al limite di durata opera solo per attività stagionali in senso stretto, non per attività semplicemente connesse o per esigenze permanenti dell'organizzazione produttiva.
  • L'elenco normativo delle attività stagionali ha carattere tassativo e non può essere esteso in via analogica o sulla base di mere considerazioni di ciclicità dell'attività agricola.
  • Se il lavoratore contesta la reale natura stagionale delle mansioni svolte, il giudice deve accertare in concreto le prestazioni effettive e la loro riconducibilità alle attività stagionali tipizzate; l'onere di provare la stagionalità e l'uso legittimo del termine grava sul datore di lavoro.
  • Un ente pubblico non economico di sviluppo agricolo non è, per ciò solo, imprenditore agricolo ai sensi dell'art. 2135 c.c., con conseguente inapplicabilità automatica delle norme speciali dettate per i datori di lavoro dell'agricoltura.
  • Le disposizioni regionali o collettive non possono derogare in modo implicito o generale alla disciplina nazionale sui contratti a termine, se non nei limiti espressamente consentiti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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