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Ordinanza

Ordinanza n. 101/2026 - Catania, Sezione 2

per l'accertamento della antigiuridicità del silenzio del Comune di Trecastagni sull’istanza n. 29389 in data 23 novembre 2023 con cui l’interessata aveva sollecitato la riclassificazione dell’area indicata nella richiesta a seguito dell’intervenuta decadenza del vincolo espropriativo.

Giustizia amministrativa202400228

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, da parte del commissario ad acta, della riqualificazione urbanistica dell'area della società ricorrente, in esecuzione della sentenza n. 1403/2025

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ha agito per ottenere tutela nei confronti del silenzio serbato dal Comune di Trecastagni sull'istanza del 23 novembre 2023, con la quale aveva sollecitato la riclassificazione urbanistica dell'area a seguito della decadenza del vincolo espropriativo. Nel successivo giudizio di ottemperanza alla sentenza n. 1403/2025, il commissario ad acta ha rappresentato che la riqualificazione della sola area della società avrebbe potuto incidere negativamente sugli equilibri urbanistici dell'intero comparto. Il TAR ha esaminato se tali esigenze potessero giustificare un ulteriore differimento dell'adempimento commissariale e se fosse necessario estendere il contraddittorio a tutti i proprietari delle aree comprese nel comparto.

La decisione

Il TAR ha ritenuto meritevoli di attenzione le preoccupazioni del commissario ad acta circa le possibili conseguenze della riqualificazione della sola area, ma ha escluso che esse potessero impedire o ritardare indefinitamente la tutela riconosciuta alla società dalla sentenza n. 1403/2025. In assenza di una norma primaria che imponga, nei giudizi concernenti la riqualificazione urbanistica di singole aree, un litisconsorzio passivo necessario esteso a tutti i proprietari del comparto, l'oggetto della decisione e dell'ottemperanza resta limitato alle aree di proprietà della ricorrente. Il commissario può ancora sollecitare il Comune ad adottare procedure di riqualificazione estese all'intero comparto, ma l'eventuale mancato accordo o mancata attivazione di tali procedure non lo esonera dal provvedere puntualmente sulla specifica area della società. È stato quindi concesso al commissario ad acta un ulteriore termine di 90 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza per l'esecuzione dell'incarico.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La norma è richiamata implicitamente quale base del giudizio di ottemperanza e dei poteri di direzione del commissario ad acta, senza una specifica interpretazione testuale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, le valutazioni del commissario ad acta sulle possibili ricadute sistemiche dell'esecuzione non possono giustificare un differimento indefinito dell'attuazione del giudicato quando gli interessi del ricorrente sono stati riconosciuti meritevoli di tutela.
  • In assenza di una specifica previsione di legge, la riqualificazione urbanistica di una singola area non richiede necessariamente il litisconsorzio passivo di tutti i proprietari delle aree comprese nel medesimo comparto.
  • Quando il giudicato riguarda una specifica area di proprietà del ricorrente, il commissario ad acta deve provvedere su quella area; la possibile opportunità di una riqualificazione estesa all'intero comparto può essere perseguita, ma non può condizionare l'esecuzione puntuale del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieVincoli urbanisticiGiudizio di ottemperanzaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrere

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