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Sentenza

Sentenza del 12/10/2017 n. 237 - Comm. Trib. Prov. Grosseto

Irpef - Redditi fondiari - Canoni di locazione - Contratto di comodato che dissimula contratto di locazione - Prove indiziarie - Sufficienza - Dichiarazioni dei locatari - Ammissibilità - Concorso di altri elementi indiziari - Serie univocamente dimostrativa.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto sufficienti, nel loro insieme, gli elementi indiziari raccolti dall'Ufficio per dimostrare presuntivamente l'esistenza di un rapporto di locazione e quindi di canoni imponibili ai fini IRPEF. La somma di 700 euro mensili è stata considerata compatibile con un canone di mercato per immobili analoghi e non con un mero rimborso di utenze.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha contestato che il formale contratto di comodato dissimulasse in realtà una locazione onerosa. Tre cittadine straniere occupavano l'immobile e una di esse aveva dichiarato di versare, insieme alle altre, 700 euro mensili in contanti. La contribuente sosteneva invece che tale somma fosse un semplice contributo per utenze e spese generiche, non documentate. Il giudice ha inoltre valorizzato l'assenza di una durata precisa nel comodato e il fatto che, nonostante la dichiarazione secondo cui le occupanti sarebbero rimaste solo due mesi, la proprietaria le avesse diffidate a lasciare l'immobile soltanto 57 mesi dopo, a seguito della consegna del PVC della Guardia di Finanza.

Norme richiamate

  • IRPEF - redditi fondiari e canoni di locazione

    I canoni derivanti dalla locazione di immobili costituiscono redditi fondiari imponibili, anche quando il rapporto sia formalmente qualificato dalle parti come comodato ma gli elementi concreti ne dimostrino l'onerosità.

  • Cassazione, sentenza n. 15741/2012

    Ciascun elemento della serie può essere compatibile con una verità diversa, ma è la serie nel suo complesso ad essere univocamente dimostrativa.

    La prova presuntiva può fondarsi su una pluralità di indizi convergenti: ciascun indizio, considerato isolatamente, non deve necessariamente essere decisivo, purché il loro insieme sia grave, preciso e concordante e conduca univocamente alla conclusione contestata.

Massime di principio

  • La qualificazione formale di un contratto come comodato non è decisiva quando la concreta esecuzione del rapporto evidenzia il pagamento di somme periodiche in cambio del godimento dell'immobile.
  • Le dichiarazioni degli occupanti possono essere utilizzate come elementi indiziari, soprattutto quando risultano coerenti con altri dati oggettivi.
  • Un pagamento periodico di importo compatibile con i valori di mercato degli affitti, effettuato in contanti e non adeguatamente documentato come rimborso spese, può essere interpretato come canone di locazione.
  • L'assenza di una durata definita del comodato e la permanenza degli occupanti per un periodo molto superiore a quello dichiarato possono rafforzare la presunzione di un rapporto locativo.
  • Nelle controversie fiscali la prova può derivare dalla valutazione complessiva di più indizi: anche elementi singolarmente ambigui possono risultare decisivi se, considerati insieme, sostengono un'unica ricostruzione dei fatti.
  • Chi sostiene la gratuità del comodato dovrebbe documentare con precisione la natura delle somme ricevute, le spese effettivamente rimborsate, la durata dell'ospitalità e le modalità concrete di utilizzo dell'immobile.

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