Sentenza n. 573/2026 - Firenze, Sezione 3
per l'annullamento - del provvedimento in data 17.10.2022 protocollo 0037047/2022 con cui il Dirigente del Settore Gestione e Pianificazione del Territorio del Comune di Poggibonsi ha respinto l'istanza di rettifica della domanda di condono edilizio prot. 13139 del 09.10.1985 e della concessione in sanatoria 11.04.1995 n. 1391; - nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, ancorché incognito.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione. Non è stata esaminata la legittimità del diniego comunale né sono stati scrutinati i motivi di ricorso nel merito. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.
Atto impugnato: diniego di rettifica della domanda di condono edilizio e della concessione in sanatoria
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente aveva impugnato il provvedimento del dirigente comunale che aveva respinto l’istanza di rettifica di una domanda di condono edilizio presentata nel 1985 e della relativa concessione in sanatoria rilasciata nel 1995, chiedendone l’annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 26 gennaio 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Il testo richiama la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
La disposizione consente di definire il giudizio con declaratoria di improcedibilità quando, per sopravvenienze, viene meno l’interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento quale disposizione processuale applicabile alla decisione in forma semplificata o comunque alla definizione del giudizio.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando determina il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla pronuncia, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio senza esame dei motivi di legittimità dedotti contro l’atto amministrativo impugnato.
- In presenza di giusti motivi, il giudice amministrativo può compensare integralmente le spese di lite nel definire il giudizio per sopravvenuto difetto di interesse.
Come è indicizzato
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