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Sentenza

Sentenza n. 1075/2026 - Lecce, Sezione 3

per l'annullamento - del provvedimento prot. n.-OMISSIS- dell’1.12.2023 dell'Ufficio Territoriale del Governo - Prefettura di Lecce di “Prevenzione collaborativa” ex art. 94 bis del d.lgs. n. 159/2011, notificato a mezzo p.e.c. in pari data, con il quale la società -OMISSIS- è stata sottoposta per un periodo di sei mesi, salvo eventuale proroga a seguito di verifica degli esiti, alle misure amministrative di prevenzione collaborativa antimafia finalizzate a rimuovere e/o prevenire le cause di agevolazione occasionale riscontrate, anche ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 e, nel contempo, è stata disposta la nomina di un esperto con il compito di svolgere funzioni di supporto finalizzate all'attuazione delle misure di prevenzione collaborativa; - nonché di tutti gli atti del sottostante procedimento amministrativo, presupposti, preordinati, preparatori, connessi e conseguenti; e per la condanna al risarcimento del danno.

Giustizia amministrativa202301322

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente in data 11 aprile 2025. Non vi è stata decisione sul merito della legittimità delle misure di prevenzione collaborativa né sulla domanda risarcitoria. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

TAR Puglia - Lecce, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di prevenzione collaborativa antimafia ex art. 94-bis d.lgs. 159/2011, con nomina di un esperto

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Lecce che l'ha sottoposta, per sei mesi salvo eventuale proroga, a misure amministrative di prevenzione collaborativa antimafia, finalizzate a rimuovere o prevenire cause di agevolazione occasionale, disponendo contestualmente la nomina di un esperto di supporto. È stata proposta anche domanda di risarcimento del danno. Il testo della sentenza non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti, poiché la ricorrente ha successivamente dichiarato il venir meno dell'interesse alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 94-bis d.lgs. 159/2011

    La disposizione è indicata quale base normativa del provvedimento prefettizio di prevenzione collaborativa antimafia, ma la sentenza non ne esamina il contenuto né la legittimità dell'applicazione concreta.

  • d.lgs. 231/2001

    È richiamato nel provvedimento impugnato in relazione alle finalità delle misure di prevenzione collaborativa; la sentenza non ne svolge alcuna interpretazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara che è venuto meno l'interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame dei motivi di illegittimità e delle domande dipendenti dalla decisione di merito.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere definita con una pronuncia formale; in tale ipotesi, il giudice può compensare le spese di lite in ragione della natura della decisione.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePrevenzione collaborativa e aggiornamento
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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