Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38823/2025 del 01/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che dichiarò inammissibile l'istanza di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p. (sentenza del Tribunale di Cagliari del 29/04/2015 divenuta irrevocabile il 27/03/2023). Il ricorrente deduceva: (1) violazione di legge per aver la Corte di appello disposto in udienza l'acquisizione di atti che sono pervenuti materialmente dopo la chiusura dell'udienza, impedendo così alla difesa di prendere visione e di contraddire; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per avere la Corte ritenuto l'istanza tardiva rispetto al termine perentorio di 30 giorni dalla conoscenza del provvedimento di cumulo delle pene, nonostante l'imputato non conoscesse l'italiano; (3) vizio di motivazione per aver ritenuto che il processo si fosse svolto con rito abbreviato e che fosse stata rilasciata valida procura speciale al difensore, mentre il ricorrente contestava la validità di tale nomina e procura.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile, in parte per genericità delle censure e in parte manifestamente infondato. Ha confermato la valutazione della Corte di appello sulla tardività dell'istanza rescissoria: il provvedimento di cumulo, notificato a mani proprie il 14/08/2024, conteneva tutti gli elementi che rendono conoscibile la sentenza impugnata, mentre l'istanza fu presentata il 04/03/2025, oltre il termine di 30 giorni. La Corte ha ritenuto fondate le circostanze che dimostravano la conoscenza della lingua italiana da parte del ricorrente (lunga permanenza in Italia, intercettazioni in lingua italiana, sottoscrizione della relata di notifica) e ha osservato che il rito abbreviato presuppone la nomina di difensore di fiducia e il rilascio di procura speciale. Quanto alla contestazione sull'acquisizione di atti in sede di udienza, la Corte ha rilevato che il provvedimento era stato assunto in contraddittorio in udienza, senza obiezioni del difensore presente; la successiva materializzazione degli atti dopo la chiusura dell'udienza non ha costituito uso di atti a sorpresa, e la Corte di appello aveva riservato la decisione per esaminare il carteggio. Le deduzioni generiche circa la falsità della nomina e della procura sono state ritenute esplorative e non idonee a mutare il giudizio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme indicate nell'impugnazione; ha rilevanza nell'ambito delle formalità di notificazione e conoscibilità degli atti processuali, ma la Corte non ha ritenuto che vi fosse violazione che impedisse la decorrenza del termine per l'istanza rescissoria.

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorso (probabilmente in relazione alle modalità di notificazione o alle comunicazioni processuali); la Corte non ha ritenuto che le circostanze dedotte abbiano inciso sulla regolarità della conoscenza del provvedimento impugnato.

  • art. 185, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente, in relazione ai mezzi di comunicazione e notificazione tra le parti; la Corte ha ritenuto comunque valida la notificazione e la conoscenza del provvedimento da parte del ricorrente.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Disciplina l'azione di rescissione del giudicato per violazione del diritto di difesa; la Corte ha applicato il termine perentorio di presentazione (comma 3) e ha ritenuto la domanda tardiva oltreché generica e infondata rispetto agli elementi di fatto e di diritto dedotti.

  • art. 629-bis, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine perentorio per l'istanza di rescissione (30 giorni dalla conoscenza dei motivi di ricorso); la Corte ha interpretato e applicato tale termine ritenendo che la decorrenza fosse partita dalla notificazione del provvedimento di cumulo delle pene.

Massime di principio

  • Il termine di 30 giorni per l'istanza di rescissione ex art. 629-bis c.p.p. inizia a decorrere dalla conoscenza effettiva del provvedimento che rende conoscibile la sentenza impugnata; la notificazione a mani proprie e la presenza di elementi oggettivi (sottoscrizione della relata, comunicazioni in lingua italiana, lunga residenza) possono integrare presunzione di conoscenza.
  • La semplice affermazione generica di non conoscenza della lingua o di nullità della procura non basta: occorre prova specifica e dettagliata; se il difensore è stato nominato e figura procura speciale per un rito che presuppone tale atto, il giudice richiederà elementi concreti per poter disattendere la presunzione di validità.
  • Se la Corte dispone in udienza l'acquisizione di atti e tale provvedimento è assunto in contraddittorio, la mancata materiale disponibilità immediata degli atti non determina automaticamente nullità o vizio se il difensore non solleva immediatamente opposizione o non richiede rinvio per prenderne visione.
  • La mancata tempestiva impugnazione o la mancanza di osservazioni immediate del difensore presente in udienza può configurare una sorta di rinuncia o perdita di argomenti processuali: chi agisce deve protestare e chiedere tempi per esaminare i documenti se ritiene che la sua difesa sia compromessa.
  • Doglianze esplorative o generiche sulla presunta falsità di atti processuali sono insufficienti per ottenere accertamenti in sede di legittimità; è necessario proporre prove o elementi concreti che giustifichino un approfondimento istruttorio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.