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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18518/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione avendo il Giudice dell'esecuzione disatteso il dictum della Corte di Cassazione: non era stata valutata la documentazione comunale attestante la condonabilità della quasi totalità dell'immobile salvo una porzione di 21,70 mq, né erano stati indicati tempi e modalità di conclusione del procedimento amministrativo tali da ritenere plausibile e prossima l'adozione del provvedimento di condono. Si censurava quindi l'omessa e carente istruttoria circa il prevedibile esito dell'istanza, la sussistenza di cause ostative e la durata della procedura, nonché la mancata individuazione della porzione eventualmente soggetta a demolizione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo fondato, ha constatato che l'ordinanza impugnata era carente di motivazione e non aveva eseguito l'accertamento richiesto dalla Cassazione circa la plausibilità di una prossima adozione del provvedimento di condono e i tempi di definizione della procedura. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per un nuovo esame, con l'indicazione implicita che il giudice dovrà compiere un'istruttoria autonoma sui punti indicati dalla giurisprudenza di legittimità (esito prevedibile dell'istanza, cause ostative, durata procedurale) e valutare l'eventuale porzione di fabbricato da demolire.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    La revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione in conseguenza della presentazione di istanza di condono post condanna presuppone l'accertamento della plausibilità dell'adozione del provvedimento amministrativo e dei tempi necessari per la sua definizione; il comando demolitorio riguarda l'edificio nel suo complesso salvo che la sanatoria renda ineseguibile l'ordine.

  • art. 7, ultimo comma, legge 28 febbraio 1985 n. 47 (richiamato come ora art. 31 DPR 380/01)

    L'esecutività del provvedimento giudiziale di demolizione cessa, ove la procedura di sanatoria si concluda con un provvedimento amministrativo regolare che elimini i presupposti dell'esecuzione; il giudice dell'esecuzione deve accertare la regolarità dell'atto amministrativo sotto il profilo dei presupposti e dei requisiti formali e sostanziali.

  • Cassazione Sez. 3, n. 9145 del 01/07/2015 (citata)

    la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione delle opere abusive, di cui all'art. 31 d.P.R. n. 380 del 2001, in conseguenza della presentazione di una istanza di condono o sanatoria successivamente al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, presuppone l'accertamento da parte del giudice dell'esecuzione della sussistenza di elementi che facciano ritenere plausibilmente prossima l'adozione da parte dell'autorità amministrativa competente del provvedimento di accoglimento

    Principio diretto: il giudice deve verificare la plausibilità dell'accoglimento dell'istanza di condono prima di sospendere o revocare l'esecuzione.

  • Cassazione Sez. 3, n. 47263 del 25/09/2014 (Russo)

    il giudice dell'esecuzione è tenuto a esaminare i possibili esiti ed i tempi di conclusione del procedimento amministrativo e, in particolare: a) il prevedibile risultato dell'istanza e la sussistenza di eventuali cause ostative al suo accoglimento; b) la durata necessaria per la definizione della procedura, che puo' determinare la sospensione dell'esecuzione solo nel caso di un suo rapido esaurimento

    Occorre valutare sia l'esito prevedibile sia la rapidità di definizione: la sospensione è giustificabile solo se la procedura amministrativa è verosimilmente e rapidamente esauribile.

  • Cassazione Sez. 3, Sent. n. 21797 del 27/04/2011 (e giurisprudenza afferente)

    L'ordine di demolizione può riguardare l'intero edificio, comprese aggiunte o superfetazioni successive, quando tali opere siano accessorie e rendano ineseguibile l'ordine di demolizione originario; quindi la valutazione della porzione da demolire richiede accertamento sulle modalità di realizzazione e sulla cronologia delle opere.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione non può sospendere o revocare l'ordine di demolizione sulla base di generiche attese: deve accertare l'effettiva plausibilità dell'accoglimento dell'istanza di condono da parte dell'amministrazione.
  • Nella valutazione vanno considerate specificamente: il prevedibile esito dell'istanza, l'esistenza di cause ostative all'accoglimento e i tempi necessari per la definizione della procedura; la sospensione è ammessa solo se la procedura appare verosimilmente e rapidamente definibile.
  • Il giudice deve compiere un'istruttoria autonoma e motivata (anche acquisendo atti comunali o altre prove) e non limitarsi ad affermazioni apodittiche.
  • L'ordine di demolizione può estendersi all'edificio nel suo complesso, incluse aggiunte successive, se tali opere sono accessorie e rendono ineseguibile l'ordine; pertanto l'individuazione della porzione demolibile richiede accertamenti cronologici e di accessorietà.
  • L'esecutività del giudicato cessa soltanto se e nella misura in cui il procedimento amministrativo si conclude con un provvedimento regolare che renda insussistente l'obbligo demolitorio; il giudice deve valutare anche la regolarità formale e sostanziale dell'atto amministrativo.

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