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Sentenza

Sentenza del 20/10/2016 n. 6281 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Uniformità di giudicati - Illegittimità dell'avviso di accertamento verso la SRL - Sussiste - Illegittimità dell'avviso di accertamento statuita verso il rappresentante legale - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Collegio si è uniformato al precedente giudicato, ritenendo che, una volta esclusa la qualità di legale rappresentante e considerato l'annullamento dell'accertamento nei confronti della società, fosse infondato anche l'avviso emesso nei confronti del socio per il reddito di partecipazione. L'accertamento nei confronti del contribuente è stato quindi annullato.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha contestato la legittimità dell'avviso di accertamento fondato sulla sua presunta responsabilità quale rappresentante legale o dominus della società e sulla imputazione di un reddito di partecipazione pari alla quota societaria del 98,35%. Una precedente sentenza, la n. 6712/60/2014, passata in giudicato, aveva già accertato che egli non era il rappresentante fiscale della società dal 1999 e che non poteva essere considerato il dominus della stessa. Inoltre, era stato annullato l'avviso di accertamento emesso nei confronti della SRL.

Norme richiamate

  • Principio del giudicato e uniformità dei giudicati nel processo tributario

    La sentenza n. 6712/60/2014, oramai passata in cosa giudicata, ha stabilito che il contribuente ha dimostrato di non essere il rappresentante fiscale della società sin dal 1999.

    Il giudice deve conformarsi a un precedente giudicato quando esso accerta in modo definitivo fatti e qualificazioni giuridiche rilevanti anche per la controversia connessa, evitando decisioni incompatibili tra loro.

  • Imputazione del reddito di partecipazione nelle società di capitali

    L'imputazione al socio di un reddito di partecipazione presuppone l'effettiva esistenza e determinazione del reddito societario accertato, oltre alla corretta individuazione della posizione del socio. Se l'accertamento societario è annullato, viene meno il presupposto dell'accertamento conseguente nei confronti del socio.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato esclude definitivamente che una persona rivesta la qualità di rappresentante legale o di dominus della società, l'Amministrazione non può fondare su tale qualità un successivo accertamento personale.
  • Gli accertamenti nei confronti della società e del socio devono essere coerenti: l'annullamento dell'accertamento societario può comportare l'infondatezza dell'accertamento derivato nei confronti del socio.
  • L'Amministrazione finanziaria deve dimostrare concretamente i presupposti della responsabilità fiscale personale; la mera partecipazione societaria o una presunta influenza sulla gestione non è sufficiente, se tali circostanze sono state escluse da un giudicato.
  • In situazioni analoghe è importante verificare l'esistenza di precedenti sentenze definitive riguardanti la società o il rappresentante, perché il giudicato può vincolare il giudice successivo sui fatti e sulle qualificazioni già definitivamente accertati.

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