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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17633/2026 del 15/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, quale legittimo proprietario di un orologio Rolex acquisito in conto vendita e poi illecitamente sottratto e venduto dall'imputato Cerini Fabio Massimo, ha impugnato per cassazione l'ordinanza che aveva negato la restituzione del bene. Sostiene che, essendo l'orologio «corpo del reato» di appropriazione indebita, la restituzione alla persona offesa era necessaria; contesta la riconosciuta buona fede del terzo acquirente e la conseguente impossibilità di riavere il bene, lamentando contraddizione tra il provvedimento di sequestro e l'omessa restituzione nonostante fosse stato lui a segnalare il bene e a sollecitarne il sequestro.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché proposto da soggetto non legittimato a ottenere la restituzione del bene: nel corso delle indagini è emerso che l'orologio era passato nella titolarità di un terzo acquirente di buona fede e dunque non sussiste più il periculum in mora che giustifichi la restituzione alla persona offesa. Ne consegue che il ricorrente può chiedere soltanto il risarcimento del danno nei confronti dell'indagato (che aveva venduto il bene senza corrispondere il prezzo pattuito). Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Regola i presupposti per ottenere misure cautelari in sede di appello cautelare; applicata per valutare la legittimazione del ricorrente a chiedere restituzione in sede cautelare e per stabilire che la restituzione non può essere disposta se la proprietà è legittimamente trasferita a terzi di buona fede

  • art. 1376 cod. civ.

    Norma sul trasferimento della proprietà dei beni mobili: la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'acquisto della proprietà da parte del terzo secondo le norme sul trasferimento rende legittimo il relativo acquisto di titolarità

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro preventivo impeditivo: è stato richiamato il principio che il sequestro preventivo non finalizzato alla confisca può colpire anche beni di terzi di buona fede quando la loro disponibilità possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato; qui il sequestro era inizialmente giustificato ma è venuto meno per il trasferimento a terzo di buona fede

  • art. 646 cod. pen.

    Norma che disciplina l'appropriazione indebita; il provvedimento e il dibattimento hanno ritenuto sussistente il reato nei confronti dell'imputato che aveva venduto il bene senza corrispondere il prezzo

Massime di principio

  • Se la proprietà di un bene oggetto di reato è legittimamente trasferita a un terzo di buona fede, la persona offesa perde la possibilità di ottenere la restituzione del bene nell'ambito delle misure cautelari e può solo agire per il risarcimento del danno nei confronti dell'autore del reato
  • Il sequestro preventivo impeditivo può essere disposto anche su cose di terzi se la libera disponibilità delle cose può favorire l'aggravamento o la protrazione delle conseguenze del reato; tuttavia tale pericolo viene meno se il bene è passato a terzi di buona fede
  • Per opporsi con successo alla richiesta di restituzione è cruciale provare la buona fede dell'acquirente terzo e la legittimità del trasferimento della proprietà (catena di titolarità e atti traslativi)
  • Il proprietario che segnala il bene e chiede il sequestro deve agire tempestivamente: se nel frattempo intervengono trasferimenti a terzi di buona fede, la tutela reale può venire meno e restano solo rimedi risarcitori
  • In situazioni analoghe, per ottenere tutela efficace il danneggiato dovrebbe: a) curare la tempestiva attivazione delle indagini e del sequestro; b) documentare la catena di proprietà; c) costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno qualora la restituzione sia preclusa

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