Cassazione Penale, Sentenza n. 13234/2023 del 29/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la conferma della sua condanna per bancarotta patrimoniale fraudolenta relativa alla distrazione di 116.932,00 euro a favore di Mario Occhiuto. Ha dedotto due profili: (1) vizio riguardante l'elemento materiale — il denaro sarebbe stato erogato in esecuzione di una delibera assembleare (prestiti infruttiferi a soci e società collegate) compatibile con l'oggetto sociale e assunta in parte prima del suo insediamento; (2) vizio riguardante l'elemento soggettivo — assenza del dolo, posto che la ricorrente sarebbe stata solo formalmente amministratore e non avrebbe avuto consapevolezza fraudolenta, essendosi limitata a partecipare ad assemblea e a rendere dichiarazioni non indicative di fraudolenza. Denunciava omissione del giudice di appello nel confrontarsi con deduzioni specifiche contenute nell'atto di appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi riproponessero argomentazioni già esaminate e motivatamente respinte dal giudice d'appello senza un puntuale confronto critico con la motivazione impugnata, configurando una mera richiesta di riesame del merito non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione del gravame circa la data di insorgenza della crisi, il superamento degli importi consentiti dalla delibera assembleare, la minima restituzione delle somme già erogate e la perdita della qualità di socio da parte del beneficiario al momento dell'ulteriore erogazione; inoltre ha condiviso la ricostruzione della sussistenza del dolo (consapevolezza della destinazione diversa del patrimonio societario). Conseguenze: condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile nella misura di euro 4.000 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
limita l'enunciazione dei motivi ammessi in cassazione e funge da riferimento per la corretta formulazione dei motivi di ricorso; richiamato per delimitare le ragioni valutabili in sede di legittimità
art. 40 cod. pen., comma 2
art. 40, comma secondo, cod. pen.
definisce la responsabilità per omissione di chi non impedisce l'evento che aveva il dovere giuridico di evitare; applicato in dottrina e giurisprudenza per valutare la responsabilità dell'amministratore formale per i fatti dell'amministratore di fatto
art. 616 cod. proc. pen.
stabilisce le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in cassazione, fra cui la condanna alle spese e il pagamento alla Cassa delle Ammende
principio giurisprudenziale sulla bancarotta per distrazione (Sez. U. n. 22474/2016)
Sez. U. n. 22474 del 31/03/2016, Passarelli
individua l'elemento soggettivo della bancarotta per distrazione come dolo generico: la consapevole volontà di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa da quella di garanzia delle obbligazioni
principio giurisprudenziale sulla responsabilità dell'amministratore formale (Sez. 5 n. 44826/2014)
Sez. 5 n. 44826 del 28/05/2014, Regoli
afferma la responsabilità dell'amministratore di diritto non solo per la posizione formale ma per la condotta omissiva consistente nel non esercitare i poteri di gestione e controllo necessari per impedire gli atti illeciti dell'amministratore di fatto
Massime di principio
- In cassazione non è consentito il semplice riesame del merito: i motivi devono criticare specificamente e puntualmente la motivazione del giudice di appello; la mera riproposizione degli stessi argomenti già valutati dal giudice di merito è inammissibile.
- Per la bancarotta per distrazione il dolo richiesto è un dolo generico: è sufficiente la consapevolezza di destinare il patrimonio societario a fini diversi dalla garanzia delle obbligazioni sociali (es. erogazioni a soggetti non aventi titolo in fase di decozione).
- Elementi che consolidano la prova del dolo in vicende di distrazione: anomalia temporale rispetto alla crisi (erogazioni in fase di decozione), superamento dei limiti deliberati, scarsa o nulla restituzione di somme precedenti e l'identità del beneficiario (es. ex socio) che ha già ricevuto ingenti somme.
- La responsabilità dell'amministratore formale può derivare sia da azioni dirette sia da omissioni di controllo sugli amministratori di fatto: la giurisprudenza afferma che la posizione formale non esclude la responsabilità quando sussista il mancato esercizio dei poteri di controllo.
- Le dichiarazioni rese al curatore fallimentare o altri atti/documenti che dimostrano la consapevolezza della situazione patrimoniale e delle operazioni possono essere decisive per accertare il dolo.
- In caso di inammissibilità del ricorso la parte soccombente può subire anche sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle Ammende) oltre alla rifusione delle spese processuali e delle spese di difesa della parte civile.
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