Cassazione Penale, Sentenza n. 34358/2023 del 04/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di legge ex art. 606 c.p.p., contestando l'affermazione di offensività della sostanza nonostante la bassa concentrazione di THC (CTU aveva indicato principio attivo circa 0,3% e che sarebbero necessari 8 g per effetto psicotropo); 2) contestazione dell'applicazione della recidiva facoltativa nonostante il decorso di oltre dieci anni dai precedenti; 3) vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione all'attribuzione del possesso del terzo panetto trovato in un'autovettura non intestata al ricorrente e lamentata sproporzione della dosimetria della pena (art. 133 c.p.).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione e a una multa di €5.000 per il reato di cui all'art. 73, comma 5, DPR 309/1990, ritenendo fondati i motivi della Corte d'appello: la sostanza (oltre 3 kg) pur con bassa concentrazione di THC era concretamente dotata di efficacia drogante o comunque non comprovata come del tutto priva di efficacia; la Corte territoriale ha adeguatamente motivato l'applicazione della recidiva facoltativa e la determinazione della pena aveva adeguata giustificazione ai sensi dell'art. 133 c.p.; inoltre non risultano censurate in modo specifico le statuizioni che attribuiscono al ricorrente la detenzione del panetto rinvenuto nell'auto. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 73, DPR 309/1990 (comma 5)
La detenzione in quantità consistente di sostanze derivanti dalla cannabis integra il reato di cui all'art. 73 anche se il contenuto di THC è basso, salvo che sia provato che la sostanza sia in concreto priva di ogni efficacia drogante.
art. 4, commi 5 e 7, legge 2 dicembre 2016, n. 242 (soglie THC)
I limiti di legge sul THC sono rilevanti ma non esclusivi: l'assenza di superamento delle soglie non impedisce l'integrazione del reato se la sostanza è concretamente offensiva.
Sezioni Unite, sentenza n. 30475 del 30/05/2019 (Rv. 275956)
Principio consolidato: la commercializzazione/cessione di derivati della cannabis integra il reato di cui all'art. 73 DPR 309/1990 anche con THC sotto le soglie di legge, salvo prova contraria della completa assenza di efficacia drogante.
art. 133 c.p. (determinazione della pena)
La Corte di merito ha adeguatamente motivato la scelta della misura della pena in base ai criteri di cui all'art. 133; la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice e richiede motivazione specifica solo se la pena è di gran lunga superiore alla media edittale.
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. (vizio di motivazione)
Il vizio di motivazione dedotto dal ricorrente è stato ritenuto infondato perché la Corte territoriale ha fornito motivazioni logiche e non manifestamente illogiche sulla offensività della sostanza e sulla responsabilità del ricorrente.
Giurisprudenza su recidiva (Sez. 2, sentenza n. 50146/2015 Rv.265684; Sez. 6, n. 20271/2016 Rv.267130; Sez. 6, n. 56972/2018 Rv.274782)
Per l'applicazione della recidiva facoltativa il giudice deve fornire specifica motivazione che valuti la capacità a delinquere del soggetto; nel caso la Corte territoriale ha ritenuto i precedenti idonei a dimostrare la prosecuzione di un processo delinquenziale, assolvendosi quindi l'onere motivazionale.
Giurisprudenza su motivazione della pena (Sez. 2, n. 36104/2017 Rv.271243; Sez. 2, n. 36245/2009 Rv.245596)
La Corte ricorda che espressioni generiche come 'pena congrua' sono sufficienti salvo che la pena sia significativamente superiore alla media edittale; nel caso la motivazione è stata ritenuta adeguata.
Massime di principio
- La presenza di una bassa concentrazione di THC non esclude automaticamente la rilevanza penale: occorre valutare concretamente l'efficacia drogante della sostanza; la prova della totale assenza di efficacia grava su chi la invoca.
- Le Sezioni Unite hanno stabilito che la commercializzazione o detenzione in quantità consistenti di derivati della cannabis può integrare il reato di cui all'art. 73 DPR 309/1990 anche se i valori di THC sono sotto le soglie legislative, salvo prova contraria dell'assenza di efficacia psicotropa.
- L'applicazione della recidiva facoltativa richiede una motivazione specifica sulla maggiore capacità a delinquere: il decorso del tempo non esclude automaticamente la recidiva se i precedenti indicano la prosecuzione di un'attività criminosa.
- La dosimetria della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito; è sufficiente una motivazione che dia conto dei criteri di cui all'art. 133 c.p., con maggior dettaglio solo se la pena eccede largamente la media edittale.
- In contestazioni relative a possesso di sostanze rinvenute in luoghi o mezzi non intestati all'imputato, è necessario che il ricorso impugni specificamente i punti della motivazione che collegano il bene all'imputato per ottenere successo in cassazione.
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