Cassazione Penale, Sentenza n. 14962/2022 del 19/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso era articolato in due motivi: 1) la difesa lamentava la mancata considerazione, da parte della Corte territoriale, della crisi economica della societa' Co. Im. Srl e del deposito di istanza di ammissione al concordato preventivo (novembre 2011) prima della scadenza degli obblighi penalmente rilevanti, deducendo che l'ammissione al concordato esclude il "fumus" del reato (secondo orientamento di legittimità) per gli obblighi scaduti dopo la presentazione dell'istanza; 2) si contestava il trattamento sanzionatorio: la Corte d'appello aveva confermato una pena di 6 mesi di reclusione calcolata come vincolo continuativo, senza tener conto che due capi d'imputazione erano stati dichiarati estinti per prescrizione, circostanza che avrebbe dovuto ridurre la pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo. Ha rilevato che la Corte territoriale non ha considerato, ai fini del trattamento sanzionatorio, la declaratoria di estinzione del reato relativa a due capi d'imputazione; tale omissione avrebbe dovuto comportare una riduzione della pena e incidere sul vincolo continuativo. Per l'evidente fondatezza del secondo motivo la Suprema Corte ha dichiarato estinto per prescrizione anche il reato relativo al capo c) (art. 10-ter, d.lgs. 74/2000, commesso in data 27/12/2012) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per prescrizione. L'esame del primo motivo è stato ritenuto superfluo.
Norme richiamate
d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10-ter
"art. 10-ter, d.lgs. n. 74 del 2000"
Si tratta della fattispecie relativa all'omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto; la Corte ha ritenuto che il reato ascritto al capo c) (art. 10-ter) si sia estinto per prescrizione alla luce della mancata corretta valutazione del trattamento sanzionatorio.
d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10-bis
citato nel ricorso in relazione alla giurisprudenza di riferimento
Nel ricorso si richiamava l'orientamento secondo cui, in caso di istanza di ammissione al concordato preventivo, non sarebbe configurabile il "fumus" del reato ex art. 10-bis per omissioni relative ad obblighi scaduti dopo la presentazione dell'istanza, perché gli effetti dell'ammissione decorrono dalla data della domanda; la Corte di Cassazione non ha però deciso il merito di questo punto, ritenendolo superfluo.
principio processuale sul trattamento sanzionatorio e vincolo di continuazione
La Suprema Corte ha applicato il principio per cui, se alcuni capi vengono estinti per prescrizione, il giudice deve ricalcolare il trattamento sanzionatorio tenendo conto della perdita del vincolo continuativo o, comunque, della riduzione conseguente; la mancata valutazione determina vizio che può portare all'annullamento.
Massime di principio
- Se, in sede di appello, alcuni capi vengono dichiarati estinti per prescrizione, il giudice deve rivedere il trattamento sanzionatorio complessivo: la perdita di più capi può incidere sul vincolo continuativo e comportare una riduzione della pena.
- La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio quando la prescrizione rende superfluo il riesame delle altre questioni e ne consegue l'estinzione del reato.
- L'ammissione al concordato preventivo (o la semplice presentazione dell'istanza) e i suoi effetti temporali possono essere rilevanti per escludere la configurabilità di reati tributari sorti dopo la domanda; tuttavia la relativa valutazione richiede un esame di merito che la Cassazione può evitare se la questione principale è decisa per prescrizione.
- Le doglianze sul calcolo della pena e sul mantenimento del vincolo di continuazione sono materia di scrutinio di legittimità: l'omessa valutazione di elementi che incidono sul quantum può costituire motivo fondato di annullamento.
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