Cassazione Penale, Sentenza n. 45183/2023 del 09/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Lanzetti impugna la condanna per detenzione illegale di una pistola 7,65 trovata nel suo appartamento; propone tre motivi: (1) vizio di motivazione perché la Corte d'appello avrebbe preferito le sue dichiarazioni spontanee autoaccusatorie alle dichiarazioni difensive del fratello e della madre che lo scagionavano; (2) omessa motivazione rispetto all'applicabilità dell'art. 199 c.p.p. (facolta' di non deporre per prossimi congiunti) e mancata informazione in indagine su tale facoltà; (3) omissione di motivazione circa la sussistenza della recidiva usata ai fini della determinazione della pena
La decisione
La Cassazione dichiara inammissibili i primi due motivi e accoglie in parte il terzo: annulla la sentenza nella parte in cui ha ritenuto la recidiva senza fornire adeguata motivazione e rinvia ad altra Sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio esclusivamente sul punto della recidiva. Conferma invece la utilizzabilita' in dibattimento delle dichiarazioni spontanee rese dall'indagato acquisite al fascicolo per il dibattimento con accordo delle parti; osserva che l'art. 199 c.p.p. non si applica alle dichiarazioni spontanee dell'indagato; rileva inoltre che l'incompletezza di una pagina del ricorso non rende nullo l'atto ma limita l'esame delle doglianze eventualmente contenute nella pagina mancante
Norme richiamate
Legge 2 ottobre 1967, n. 895 (disciplinante le armi)
Norma di riferimento per il reato di detenzione illegale dell'arma oggetto del procedimento; la condanna è stata pronunciata per violazione delle disposizioni contenute nella normativa sulle armi
Art. 99 cod. pen. (recidiva)
La Corte d'appello aveva ritenuto la recidiva applicabile: la Cassazione richiede che la valutazione della recidiva sia motivata concretamente e individualizzata, non limitandosi al mero riscontro formale dei precedenti
Art. 69 ultimo comma cod. pen. (divieto di prevalenza delle attenuanti con recidiva)
Richiamato dalla Corte territoriale per giustificare il mancato riconoscimento prevalente delle attenuanti generiche in presenza di recidiva
Art. 199 cod. proc. pen. (testimonianza e facolta' dei prossimi congiunti)
La Cassazione afferma che l'art. 199 non si applica alle dichiarazioni spontanee rese dall'indagato nelle indagini preliminari: la disciplina riguarda la testimonianza di prossimi congiunti e non le dichiarazioni dell'indagato
Art. 350, comma 7, cod. proc. pen. (utilizzabilità delle dichiarazioni dell'indagato)
Le dichiarazioni spontanee dell'indagato sono di regola vietate, ma se acquisite nel fascicolo per il dibattimento con accordo delle parti sono utilizzabili in dibattimento; la sentenza conferma la utilizzabilità delle dichiarazioni autoaccusatorie acquisite validamente
Art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. (vizi della motivazione come motivo di ricorso)
Norma che disciplina i motivi di cassazione relativi alla motivazione; la Corte richiama l'onere del ricorrente di specificare con precisione i profili della motivazione ritenuti carenti, pena l'aspecificità e l'inammissibilità del motivo
Art. 530, capoverso, cod. proc. pen. (pronuncia assolutoria)
Riferito per sottolineare che l'assoluzione per cause di giustificazione richiede un'adeguata allegazione e prova della causa; la mera indicazione astratta di uno stato di necessità non giustifica un'assoluzione
Art. 619 cod. proc. pen. (potere della Cassazione su questioni di diritto)
Richiamato come rimedio possibile quando la mancata motivazione riguarda una questione di diritto che la Cassazione può decidere da sola
Art. 173 disp. att. cod. proc. pen. (sintesi dei motivi ai fini della cassazione)
Usato in sede di riassunto dei motivi di ricorso; il ricorso è stato riassunto ai sensi di questa disposizione
Massime di principio
- La recidiva va motivata in modo concreto e personalizzato: il giudice deve valutare natura dei precedenti, distanza temporale, omogeneità dei reati e altri elementi di personalizzazione; una motivazione meramente formale è insufficiente e può comportare annullamento parziale con rinvio
- Le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato nelle indagini preliminari non rientrano nell'ambito dell'art. 199 c.p.p. (facolta' di non deporre dei prossimi congiunti) e, se acquisite regolarmente al fascicolo per il dibattimento con l'accordo delle parti, sono utilizzabili in dibattimento
- Il semplice richiamo astratto a una causa di giustificazione (es. stato di necessità o legittima difesa) senza una puntuale allegazione di fatti ed elementi probatori idonei a consentire la verifica non è sufficiente per ottenere un'assoluzione; l'onere di allegazione grava sull'imputato
- Un ricorso per cassazione non puo' essere aspecifico: quando si censura la motivazione il ricorrente deve indicare chiaramente in quali parti sia mancante, contraddittoria o illogica la motivazione; la genericità comporta inammissibilità
- L'incompletezza materiale del ricorso (es. pagina mancante) non determina automaticamente la nullità dell'atto, ma limita l'esame da parte della Corte di cassazione delle doglianze eventualmente contenute nella parte mancante; la parte ha l'onere di depositare il ricorso completo
- Il silenzio del giudice di merito su una specifica deduzione non sempre determina annullamento: se la decisione, considerata nel suo complesso, implicitamente respinge la deduzione oppure la censura sarebbe stata manifestamente infondata, la Cassazione può dichiarare il motivo inammissibile o irrilevante
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