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Sentenza

Sentenza del 22/01/2021 n. 750 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Motivazione cartella di pagamento ai sensi del D.Lgs n.32 del 2001, art.8, comma 1, lettera a)

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorso riguardava la presunta carenza di motivazione della cartella di pagamento fondata su una sentenza passata in giudicato. Si discuteva se la cartella dovesse contenere una motivazione completa anche quando si basa integralmente su una sentenza definitiva, oppure se la motivazione sia necessaria solo nella parte in cui la cartella richiede per la prima volta il pagamento di crediti diversi da quelli già oggetto dell'atto impositivo portato in giudizio.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la cartella esattoriale fondata su una sentenza passata in giudicato non necessita di una motivazione estesa per gli importi già accertati e definiti nella sentenza stessa: è sufficiente il richiamo alla decisione resa. Tuttavia la cartella deve essere motivata nella parte in cui, mediante la stessa, viene richiesto per la prima volta il pagamento di crediti diversi da quelli oggetto del giudizio che ha dato luogo alla sentenza. Pertanto la cartella è valida nella misura in cui esegue la sentenza; è annullabile o impugnabile la parte che introduce richieste nuove prive della necessaria motivazione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 32/2001

    La disposizione richiede che l'atto di riscossione contenga elementi di motivazione; la Corte interpreta la norma nel senso che il richiamo ad una sentenza passata in giudicato soddisfa la funzione motivazionale per le somme già accertate dalla sentenza, mentre resta l'obbligo di motivare specificamente eventuali crediti aggiuntivi richiesti per la prima volta.

  • D.P.R. n. 602/1973

    L'art. 25 disciplina il contenuto della cartella di pagamento. La giurisprudenza armonizza tale previsione con il principio per cui la cartella che esegue una sentenza definitiva può rimandare alla motivazione giudiziale per le somme già accertate, ma deve dettagliare e motivare eventuali nuovi crediti.

  • Cass. sez. trib., sentenza n. 1111/2018

    La Corte di cassazione ha confermato il principio che la motivazione della cartella fondata su sentenza passata in giudicato è necessaria solo per le poste nuove rispetto a quanto deciso in giudizio.

  • Cass. sez. trib., sentenza n. 21851/2018

    Conferma giurisprudenziale dell'orientamento secondo cui il richiamo alla sentenza passata in giudicato è sufficiente per le somme già accertate, mentre ogni nuova pretesa va esplicitata e motivata nella cartella.

Massime di principio

  • Quando la cartella di pagamento si fonda su una sentenza passata in giudicato, il richiamo alla sentenza soddisfa l'obbligo motivazionale rispetto alle poste già definite nella decisione giudiziale.
  • Se la cartella richiede, oltre all'esecuzione della sentenza, il pagamento di crediti diversi o ulteriori non oggetto della sentenza, tali richieste devono essere esposte e motivate nella cartella; la mancanza di motivazione su queste parti può rendere impugnabile o annullabile quella porzione dell'atto.
  • In caso di dubbio, il contribuente che contesta la cartella deve individuare quali voci siano 'nuove' rispetto alla sentenza e dimostrare la carenza motivazionale su quelle voci per ottenere l'accoglimento del ricorso.
  • Per l'amministrazione, è buona prassi indicare chiaramente nella cartella i riferimenti alla sentenza (data, RG, decisione) e dettagliare separatamente eventuali ulteriori crediti richiesti, con la relativa motivazione, per evitare censure giudiziali.
  • La distinzione tra esecuzione di una sentenza definitiva e nuova pretesa impositiva è decisiva: la prima richiede un richiamo documentale, la seconda una motivazione autonoma.

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