Sentenza del 19/11/2015 n. 5008 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
IRES - "Bonus energia" - Titolari di reddito di impresa - Ammissibilità - Edifici strumentali - Applicabilità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'ammissibilità al cosiddetto "bonus energia" per i titolari di reddito d'impresa relativamente a interventi realizzati su edifici strumentali o comunque immobili non direttamente utilizzati dal proprietario, come quelli concessi in locazione. L'Amministrazione finanziaria richiamava interpretazioni ministeriali, fondate anche sulla circolare n. 112 del 21 maggio 1999, per escludere alcuni immobili dall'agevolazione. La decisione ha invece ritenuto che la normativa non distingua tra edifici strumentali, beni merce, immobili utilizzati direttamente e immobili locati, richiedendo soltanto che l'intervento produca un effettivo risparmio energetico.
La decisione
La pretesa limitativa dell'Amministrazione finanziaria è stata disattesa. I titolari di reddito d'impresa possono beneficiare della detrazione per interventi di risparmio energetico anche su immobili locati o qualificabili come beni merce, purché l'intervento determini una concreta riduzione dei consumi energetici. Il beneficio può essere fruito dal soggetto che utilizza effettivamente l'immobile e sostiene l'investimento, sia esso il locatore o il locatario, evitando comunque una doppia fruizione per il medesimo intervento.
Norme richiamate
Finanziaria 2007 e disciplina della detrazione per il risparmio energetico
La normativa agevolativa non distingue tra immobili strumentali, beni merce, immobili utilizzati direttamente e immobili concessi in locazione. È sufficiente che l'intervento comporti un effettivo risparmio energetico.
Circolare ministeriale n. 112 del 21 maggio 1999
Le interpretazioni restrittive fondate su tale circolare, relative alla limitazione dell'agevolazione ai soli beni strumentali, sono state ritenute non decisive e non coerenti con la successiva disciplina della Finanziaria 2007.
Principio "quae non dixit non voluit"
Se il legislatore non ha previsto una distinzione tra diverse categorie di immobili o beni, non spetta all'interprete introdurre limitazioni non espresse dalla legge.
Massime di principio
- Le agevolazioni per il risparmio energetico spettano ai titolari di reddito d'impresa anche per immobili locati o qualificabili come beni merce, non soltanto per immobili strumentali utilizzati direttamente nell'attività.
- Il requisito centrale è l'effettività del risparmio energetico prodotto dall'intervento, da dimostrare secondo la documentazione e le certificazioni previste dalla normativa applicabile.
- Le circolari amministrative non possono introdurre limitazioni ulteriori rispetto a quelle stabilite dalla legge; in caso di contrasto, prevale il testo normativo.
- Per il medesimo intervento l'agevolazione non può essere fruita duplicemente: occorre individuare il soggetto che sostiene la spesa e beneficia concretamente dell'intervento, locatore o locatario.
- La qualificazione civilistica o fiscale dell'immobile non è, da sola, sufficiente a escludere il beneficio quando la legge non prevede espressamente tale esclusione.
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