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Sentenza

Sentenza del 19/11/2015 n. 5006 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Cessione d'azienda - Rideterminazione del valore - Criteri - Motivazione - Necessità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato l'avviso con cui l'Ufficio aveva determinato un maggior valore dell'azienda ceduta ai fini dell'imposta di registro. La censura riguardava l'insufficiente motivazione dell'atto, poiché l'Amministrazione aveva indicato un valore maggiore senza spiegare in modo verificabile il criterio di valutazione utilizzato, né gli elementi concreti posti a fondamento della quantificazione.

La decisione

La pretesa dell'Ufficio non è stata ritenuta adeguatamente giustificata. In caso di rideterminazione del valore di cessione d'azienda, l'Amministrazione deve indicare e dimostrare il criterio valutativo adottato e il percorso logico seguito per arrivare all'importo richiesto. Non è sufficiente indicare apoditticamente una maggiore somma, senza consentire al contribuente di comprenderne la formazione e di difendersi efficacemente. Il ricorso del contribuente risulta pertanto accolto, con conseguente annullamento o ridimensionamento della pretesa, nei limiti risultanti dalla sentenza.

Norme richiamate

  • Disciplina dell'imposta di registro sul valore dei beni e delle aziende cedute

    Il maggior valore di un'azienda trasferita può essere determinato dall'Amministrazione, ma la valutazione deve essere sorretta da elementi e criteri verificabili, non da una quantificazione meramente assertiva.

  • Obbligo di motivazione degli atti tributari

    L'atto impositivo deve esporre i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa in modo sufficiente a permettere al contribuente di comprendere la ricostruzione dell'Ufficio e di contestarla. La motivazione deve quindi rendere conoscibile il procedimento seguito per determinare il maggior valore.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione ridetermina il valore di un'azienda ai fini fiscali, non basta indicare una cifra finale: devono essere esplicitati il metodo di stima, i dati utilizzati e il collegamento logico tra tali dati e il valore accertato.
  • Un avviso di accertamento privo di elementi idonei a ricostruire la formazione dell'importo può essere contestato per difetto di motivazione.
  • La motivazione deve essere valutata anche in funzione del diritto di difesa: il contribuente deve poter comprendere esattamente perché il valore dichiarato è stato ritenuto insufficiente e come l'Ufficio sia arrivato alla maggiore quantificazione.
  • L'Amministrazione può utilizzare criteri presuntivi o comparativi, ma deve indicarne l'applicazione concreta e fornire elementi coerenti, pertinenti e verificabili.
  • In una situazione analoga è opportuno verificare se l'atto descrive il criterio estimativo, i parametri economici, i beni o aziende comparabili, la documentazione esaminata e i calcoli effettuati; l'assenza di tali elementi può costituire un vizio rilevante.

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