Sentenza del 08/06/2018 n. 2635 - Comm. Trib. Prov. Milano
Intimazione di pagamento - Atto autonomamente impugnabile - Solamente per vizi propri.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile. L'intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile, ma l'impugnazione può riguardare esclusivamente i suoi vizi propri. Non è consentito utilizzare tale opposizione per rimettere in discussione vizi dell'atto presupposto già conosciuti o definitivamente esaminati in altri giudizi.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha contestato l'intimazione di pagamento deducendo vizi riferibili all'atto presupposto e già esaminati in precedenti giudizi, invece di limitare le proprie doglianze ai vizi propri dell'intimazione, come eventuali irregolarità formali, difetti di motivazione o vizi della notifica dell'atto stesso.
Massime di principio
- L'intimazione di pagamento può essere impugnata autonomamente, ma solo per contestare irregolarità proprie dell'intimazione o della sua notificazione.
- Non è possibile contestare nuovamente, in sede di opposizione all'intimazione, i vizi dell'atto presupposto quando questi siano già stati esaminati o definiti in precedenti giudizi.
- La mancata tempestiva impugnazione dell'atto presupposto può precludere la possibilità di farne valere successivamente i vizi, salvo specifiche ipotesi in cui l'atto presupposto non sia stato validamente notificato o sia stato conosciuto solo tramite l'intimazione.
- Prima di proporre ricorso occorre distinguere tra vizi propri dell'atto impugnato e contestazioni riguardanti atti precedenti, verificando anche l'eventuale giudicato o preclusione derivante da precedenti procedimenti.
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