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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2524/2024 del 19/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. contro l'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto da Ridente avverso l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Cagliari del 28/07/2022, con cui era stata revocata la misura della semilibertà. Il motivo denunciava un errore percettivo: la Corte di Cassazione non avrebbe esaminato l'eccezione di nullità dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza per violazione del principio del contraddittorio, dato che l'udienza si sarebbe tenuta in forma camerale e non in forma partecipata, come espressamente richiesto dalla difesa.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario di cui all'art. 625-bis c.p.p. sia applicabile esclusivamente a pronunce di condanna (intese come applicazione di una sanzione penale) e non ai provvedimenti dei giudici di sorveglianza che attengono alle modalità esecutive della pena. Ne consegue che la decisione della Cassazione impugnata, concernente la revoca della semilibertà, non stabilizzava il giudicato in modo da rendere applicabile l'art. 625-bis. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario per correzione dell'errore materiale o di fatto è limitato alle pronunce di condanna (applicazione di una sanzione penale) e non è esperibile avverso provvedimenti dei giudici di sorveglianza che riguardano misure esecutive.

  • Sezioni Unite, sentenza Nunziata n. 13199 del 21/07/2016 (dep. 2017), Rv. 269789

    Pacifica disciplina secondo cui l'art. 625-bis può essere utilizzato dal condannato per correggere un errore di fatto contenuto in una decisione della Corte di Cassazione quando tale decisione stabilizza il giudicato e determina l'irrimediabilità del pregiudizio derivante dall'errore.

  • Cass. Sez. 5, n. 26033 del 13/07/2020 e n. 25250 del 14/07/2020

    Giurisprudenza della stessa Corte che esclude l'applicabilità del ricorso straordinario ex art. 625-bis ai provvedimenti adottati dai giudici di sorveglianza, confermando la distinzione tra pronunce di condanna e provvedimenti di natura esecutiva.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile solo per errori di fatto relativi a pronunce di condanna (applicazione di sanzioni penali) e non per provvedimenti che riguardano l'esecuzione della pena o misure alternative.
  • Quando la decisione impugnata ha stabilizzato il giudicato e l'errore produce un pregiudizio irrimediabile sul piano della condanna, l'art. 625-bis può essere considerato valido rimedio; se invece la decisione concerne modalità esecutive (es. revoca della semilibertà), il rimedio non è applicabile.
  • Le eccezioni procedurali relative al contraddittorio (es. richiesta di udienza partecipata) devono essere sollevate e documentate tempestivamente nel corso del procedimento di merito; se non adeguatamente inserite nel processo e nei rimedi ordinari, è difficile farle valere mediante il ricorso straordinario per errore di fatto.
  • Prima di proporre un ricorso straordinario, verificare accuratamente la natura della decisione impugnata (se incide sul giudicato o solo sull'esecuzione) e scegliere il rimedio processuale ordinario più idoneo; in caso contrario il ricorso può essere dichiarato inammissibile ed accompagnato da condanna alle spese e sanzioni pecuniarie.
  • Per evitare il rigetto di istanze procedurali come la richiesta di discussione orale, occorre progettarle e depositarle nei termini previsti: richieste tardive possono essere rigettate e pregiudicare le difese.

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