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Sentenza

Sentenza n. 102/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento dei decreti di rigetto per le istanze: DF - B2020-P-MI/L/Q/2020/135368-MI5607172013--OMISSIS- -OMISSIS-, MD -OMISSIS-, DF – B2020-P-MI/L/Q/2020/135298-MI5607171715--OMISSIS- -OMISSIS-, DF – B2020-P-MI/L/Q/2020/135239-MI5607171355--OMISSIS- -OMISSIS-, DF – B2020-P-MI/L/Q/2020/135128-MI5607170965--OMISSIS- -OMISSIS-, DF – B2020-P-MI/L/Q/2020/135074-MI5607170710--OMISSIS- -OMISSIS-; di ogni altro atto presupposto, conseguenziale e comunque connesso; per la condanna dell'Amministrazione intimata al risarcimento dei danni.

Giustizia amministrativa202201334

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreti prefettizi di rigetto di cinque domande di nulla osta all'ingresso in Italia di lavoratori stranieri presentate nell'ambito del decreto flussi 2020

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato cinque decreti con cui la Prefettura di Milano aveva respinto altrettante domande di nulla osta al lavoro subordinato di cittadini stranieri, chiedendone l'annullamento e il risarcimento dei danni. Con il ricorso introduttivo ha dedotto, in primo luogo, il difetto di motivazione, sostenendo che l'Amministrazione avesse illegittimamente fondato il rigetto sull'insufficienza reddituale del datore di lavoro, senza considerare la capacità economica complessiva risultante dal volume d'affari, dalle commesse e dagli altri elementi attestanti la possibilità di sostenere gli oneri dell'assunzione. Ha inoltre lamentato il recepimento acritico del parere negativo della Direzione Provinciale del Lavoro. Le medesime censure sono state riproposte con il secondo motivo e con i motivi aggiunti, anche mediante produzione di documenti ritenuti dimostrativi della propria capacità economica. Con i motivi aggiunti la ricorrente ha altresì contestato il superamento del termine di conclusione del procedimento, individuato in 180 giorni, e ha dedotto la lesione del legittimo affidamento.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso e i motivi aggiunti. Quanto alla capacità economica, ha interpretato l'art. 30-bis, comma 8, d.P.R. 394/1999 nel senso che, per un datore di lavoro imprenditore, la verifica non può limitarsi al reddito netto, ma deve considerare anche volume d'affari, commesse, solidità economica complessiva e altri elementi idonei a dimostrare la capacità di sostenere gli oneri dell'assunzione. Tuttavia, nel caso concreto, i provvedimenti avevano considerato un insieme di circostanze: l'elevato numero di richieste presentate dalla società, il mancato assolvimento, almeno fino all'adozione degli atti, degli obblighi assicurativi e contributivi, l'elevatissimo numero di richieste presentate dal rappresentante legale per diverse società nell'ambito dei decreti flussi 2020 e 2021 e l'irreperibilità del medesimo rappresentante. Tali elementi, non specificamente contestati, delineavano un quadro complessivo di inaffidabilità e dimostravano che l'Amministrazione aveva svolto una valutazione complessiva, senza limitarsi al dato reddituale né recepire acriticamente il parere della Direzione Provinciale del Lavoro. La censura motivazionale è stata quindi ritenuta infondata. È stata respinta anche la censura relativa alla durata del procedimento: pure ammettendo il superamento del termine, ciò non comporta la consumazione del potere amministrativo né l'illegittimità del provvedimento tardivo, in assenza di una previsione normativa espressa che attribuisca tale effetto. È stata infine esclusa la lesione del legittimo affidamento, poiché gli elementi emersi evidenziavano una complessiva inaffidabilità della richiedente, incompatibile con il riconoscimento di una posizione affidante meritevole di tutela. Le spese di lite sono state compensate per la particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 30-bis, comma 1, d.P.R. 394/1999

    Il datore di lavoro presenta la documentazione necessaria per la concessione del nullaosta al lavoro subordinato allo Sportello unico, scegliendo tra quello della provincia di residenza, della provincia ove ha sede legale l'impresa o della provincia ove avrà luogo la prestazione lavorativa.

    La disposizione individua le modalità di presentazione della documentazione necessaria per la richiesta di nulla osta al lavoro subordinato di cittadini stranieri.

  • art. 30-bis, comma 8, d.P.R. 394/1999

    Lo Sportello Unico procede alla verifica della regolarità, della completezza e dell'idoneità della documentazione presentata [...] nonché acquisisce dalla Direzione Provinciale del Lavoro [...] la congruità del numero delle richieste presentate [...] in relazione alla sua capacità economica e alle esigenze dell'impresa, anche in relazione agli impegni retributivi ed assicurativi previsti dalla normativa vigente e dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria applicabili.

    La verifica della capacità economica del datore di lavoro imprenditore deve essere complessiva e può comprendere, oltre al reddito netto, il volume d'affari, le commesse, la solidità economica e gli obblighi retributivi, assicurativi e contributivi; la valutazione può fondarsi anche su ulteriori elementi sintomatici dell'affidabilità del richiedente.

  • d.p.c.m. 7 luglio 2020

    Costituisce il quadro normativo del decreto flussi 2020 in base al quale sono state presentate le domande di nulla osta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata nel dispositivo quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate nel dispositivo, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nella verifica della capacità economica del datore di lavoro che richiede il nulla osta all'assunzione di lavoratori stranieri, l'Amministrazione non può considerare esclusivamente il reddito netto, ma deve valutare complessivamente gli elementi idonei a dimostrare la capacità di sostenere gli oneri dell'assunzione, tra cui volume d'affari, commesse, solidità economica e obblighi retributivi, assicurativi e contributivi.
  • La valutazione della capacità economica e dell'affidabilità del datore di lavoro può fondarsi su una pluralità di circostanze fattuali, compresi l'elevato numero di richieste presentate, il mancato assolvimento degli obblighi contributivi e assicurativi, l'irreperibilità del rappresentante legale e il numero anomalo di richieste presentate per diverse società, purché tali elementi emergano dalla motivazione del provvedimento.
  • Il termine di conclusione del procedimento amministrativo, se non assistito da una previsione normativa espressa che ricolleghi alla sua scadenza la perdita del potere, ha natura non consumativa: il suo superamento non determina né l'illegittimità automatica del provvedimento tardivo né la consumazione del potere di provvedere.
  • La tutela del legittimo affidamento presuppone una posizione meritevole di protezione; essa non può essere riconosciuta quando gli elementi concretamente accertati dall'Amministrazione delineano una complessiva inaffidabilità del richiedente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaMotivazione del provvedimentoTermini del procedimento e silenzio
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaTermini del procedimentoLegittimo affidamento

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