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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34982/2023 del 13/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla notifica di due decreti dirigenziali regionali con cui era stato determinato l'importo dei contributi dovuti da una società per l'utilizzo di cave site in due comuni campani, ai sensi di norme regionali che prevedono prelievi collegati all'attività estrattiva. La società ha impugnato i decreti davanti al Tribunale di Napoli e ha promosso regolamento preventivo di giurisdizione ex art. 41 c.p.c., sostenendo che i prelievi avessero natura tributaria perché imposti ex lege, non sinallagmatici e destinati a finalità pubbliche, con conseguente giurisdizione del giudice tributario. La Regione ha resistito affermando la giurisdizione ordinaria. La società ha insistito nel qualificare separatamente i due contributi, evidenziandone la destinazione a spese pubbliche e sostenendo che non avessero natura indennitaria ma fossero imposte di scopo.

La decisione

La Corte di cassazione, richiamando un proprio precedente delle Sezioni Unite e la giurisprudenza successiva, ha ritenuto che i prelievi regionali collegati all'attività estrattiva non abbiano natura tributaria ma natura indennitaria, perché destinati a compensare i pregiudizi ambientali e territoriali derivanti dallo sfruttamento delle cave e a sollevare l'ente pubblico dall'onere del ripristino. Ha quindi dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario, respingendo la tesi della società sulla giurisdizione tributaria. Il testo disponibile non riporta una statuizione finale sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 41 c.p.c.

    regolamento preventivo di giurisdizione

    è stato utilizzato per chiedere in via preventiva la decisione sulla giurisdizione

  • art. 17, comma 1, L.R. Campania n. 15/2005

    prevede un contributo annuo a carico dei titolari dell'attività estrattiva; la Corte lo qualifica come prelievo non tributario ma indennitario

  • art. 19, comma 1, L.R. Campania n. 1/2008

    prevede un contributo ambientale a carico dei titolari dell'attività estrattiva; la Corte lo qualifica come prelievo non tributario ma indennitario

  • art. 17, comma 2, L.R. Campania n. 15/2005

    la destinazione a lavori e attività di gestione societaria è stata considerata dalla Corte compatibile con la finalità ambientale/territoriale del prelievo, non sufficiente a mutarne la natura in tributaria

  • art. 19, comma 3, L.R. Campania n. 1/2008

    la destinazione del contributo a fondo ecosostenibilità, recupero ambientale e controlli di vigilanza è stata valorizzata come indice della funzione indennitaria del prelievo

  • Corte cost. n. 167/2018

    richiamata per i criteri di identificazione della natura tributaria di una prestazione imposta

  • Corte cost. n. 269/2017

    richiamata per i criteri di identificazione della natura tributaria di una prestazione imposta

  • Corte cost. n. 236/2017

    richiamata per i criteri di identificazione della natura tributaria di una prestazione imposta

  • Corte cost. n. 89/2018

    richiamata per i criteri di identificazione della natura tributaria di una prestazione imposta

  • Corte cost. n. 58/2015

    richiamata per il principio della matrice legislativa della prestazione imposta

  • Corte cost. n. 141/2009

    richiamata in tema di doverosità della prestazione

  • Corte cost. n. 64/2008

    richiamata in tema di doverosità della prestazione

  • Corte cost. n. 334/2006

    richiamata in tema di doverosità della prestazione

  • Corte cost. n. 73/2005

    richiamata in tema di doverosità della prestazione

  • Corte cost. n. 37/1997

    richiamata in tema di attribuzione delle somme a un ente pubblico e di nesso con la spesa pubblica

  • Corte cost. n. 11/1995

    richiamata in tema di nesso con la spesa pubblica

  • Corte cost. n. 2/1995

    richiamata in tema di nesso con la spesa pubblica

  • Corte cost. n. 26/1982

    richiamata in tema di nesso con la spesa pubblica

  • Cass., Sez. U, n. 1182/2020

    precedente decisivo che afferma la giurisdizione ordinaria e qualifica i contributi regionali sulle cave come indennizzi e non tributi

  • Cass., Sez. U, n. 27074/2016

    richiamata quale precedente sul concetto di tributo e sui suoi elementi identificativi

  • Cass., Sez. U, n. 123/2007

    richiamata come esempio di qualificazione tributaria in relazione al contributo al Servizio sanitario nazionale

  • Cass. n. 21950/2015

    richiamata per il nesso con la spesa pubblica quale elemento del tributo

  • Cass. n. 13431/2014

    richiamata per il nesso con la spesa pubblica quale elemento del tributo

  • Cass. n. 41196/2021

    richiamata come conferma della giurisprudenza successiva conforme al precedente del 2020

  • Cass. n. 6364/2022

    richiamata come conferma della giurisprudenza successiva conforme al precedente del 2020

  • Cass. n. 1915/2023

    richiamata come conferma della giurisprudenza successiva conforme al precedente del 2020

Massime di principio

  • Un prelievo imposto da una legge regionale a carico dei titolari di attività estrattiva non è tributo per il solo fatto di essere previsto ex lege e di finanziare spese pubbliche: occorre verificare se la prestazione presenti i requisiti della decurtazione patrimoniale definitiva, dell'assenza di sinallagma e della destinazione a spese pubbliche in senso tributario.
  • I contributi gravanti sulle attività di cava, quando sono collegati allo sfruttamento del suolo e destinati a compensare o neutralizzare i pregiudizi ambientali e territoriali causati dall'estrazione, hanno natura indennitaria e la relativa controversia appartiene alla giurisdizione ordinaria.
  • La qualificazione legislativa del prelievo non è निर्णisiva: la natura tributaria dipende dai suoi elementi sostanziali, secondo i criteri elaborati dalla Corte costituzionale e dalle Sezioni Unite.
  • La destinazione del gettito a opere o attività di recupero e miglioramento del territorio può essere coerente con una funzione indennitaria del prelievo, anche se tali opere non consistono nel mero ripristino dello stato dei luoghi.
  • Il giudice di legittimità, in sede di regolamento di giurisdizione, tende a confermare l'orientamento già consolidato quando la parte non introduce argomenti idonei a superare il precedente specifico delle Sezioni Unite.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributiContratti
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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