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Sentenza

Sentenza n. 456/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento della determina di diniego della sanatoria della SCIA in sanatoria del 29 maggio 2025.

Giustizia amministrativa202501022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determina comunale di diniego della SCIA in sanatoria relativa a una piscina interrata realizzata nel 2003

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego comunale della SCIA in sanatoria relativa a una piscina interrata asseritamente destinata a uso privato. Il Comune aveva motivato il diniego con l'insufficienza della documentazione volta a dimostrare il rispetto dei parametri di cui all'art. 20, comma 2, del RUEC, la presenza nel fondo di ulteriori opere abusive già colpite da ordinanza di demolizione, la difformità tra la destinazione d'uso dichiarata e l'effettivo utilizzo della piscina, nonché la carenza degli elaborati tecnici previsti dall'art. 126 del RUEC. La ricorrente ha dedotto la violazione dell'obbligo di soccorso istruttorio, sostenendo che l'Amministrazione avrebbe dovuto consentire l'integrazione documentale; ha contestato la rilevanza delle altre opere abusive, trattandosi di un distinto procedimento; ha negato che fosse provato l'uso difforme della piscina e ha sostenuto la compatibilità dell'attività agrituristica con quella commerciale. Ha inoltre affermato che la piscina, realizzata in zona agricola, sarebbe assentibile. Il Comune ha eccepito di avere instaurato il contraddittorio mediante preavviso di diniego e che la ricorrente, nelle osservazioni, si era limitata a sostenere la conformità dell'intervento e la sua natura pertinenziale senza produrre documentazione utile. Ha inoltre evidenziato che la piscina, avente superficie di circa 340 mq e dotata di un locale tecnico di circa 45 mq, era stata utilizzata come stabilimento balneare, con conseguente esclusione della natura pertinenziale e difformità rispetto a quanto dichiarato.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendolo infondato. Ha rilevato che la ricorrente non ha dimostrato, né nel procedimento né in giudizio, gli elementi necessari per qualificare la piscina come opera pertinenziale. Dagli atti risultava inoltre che la piscina era stata destinata a stabilimento balneare, in difformità da quanto dichiarato nella SCIA, e la ricorrente non aveva fornito elementi idonei a smentire tale circostanza. Il Comune aveva correttamente formulato la contestazione già nel preavviso di diniego, mentre la ricorrente non aveva dedotto alcunché di specifico nelle proprie osservazioni. Il giudice ha escluso violazioni o illegittimità nello svolgimento del procedimento. La ricorrente è stata condannata alla rifusione delle spese di lite, liquidate in 1.000 euro oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 20, comma 2, RUEC

    La ricorrente non ha dimostrato il rispetto dei parametri richiesti per qualificare l'intervento come pertinenziale.

  • art. 126 RUEC

    La carenza degli elaborati tecnici previsti dalla disposizione ha concorso al diniego della sanatoria.

Massime di principio

  • La natura pertinenziale di un intervento edilizio deve essere dimostrata dal privato mediante elementi documentali e tecnici idonei, sia nel procedimento amministrativo sia nel giudizio di impugnazione.
  • La qualificazione di un'opera come pertinenza edilizia è incompatibile con una destinazione d'uso effettiva diversa da quella dichiarata e riconducibile all'esercizio di un'attività commerciale o aperta al pubblico.
  • Quando l'Amministrazione contesta puntualmente, nel preavviso di diniego, la carenza documentale e la difformità della destinazione d'uso, il privato deve confrontarsi specificamente con tali rilievi nelle osservazioni procedimentali; la loro mancata contestazione rafforza la legittimità del diniego.
  • La verifica della sanabilità di un'opera edilizia richiede la disponibilità di una documentazione tecnica sufficiente a dimostrare la conformità urbanistico-edilizia dell'intervento e dei relativi volumi; in mancanza, il diniego è legittimo.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoPartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

Testo integrale

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