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Ordinanza

Ordinanza n. 14397/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento del Decreto del Presidente della Repubblica del 29 aprile 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2026, notificato in data 29 maggio 2026, con cui è stato disposto lo scioglimento del Consiglio Comunale di -OMISSIS- e disposta la nomina della commissione straordinaria, ai sensi dell'art. 143 del d.lgs. 267/2000, per la durata di diciotto mesi; della relazione del -OMISSIS- al Presidente della Repubblica; della relazione della -OMISSIS- del 2.2.2026; della deliberazione adottata dal -OMISSIS- nella riunione del 28 aprile 2026; del decreto di nomina della commissione di accesso del 3 luglio 2025 e del successivo decreto di proroga di ulteriori tre mesi della Prefettura di -OMISSIS-; di ogni atto presupposto, connesso e conseguenziale.

Giustizia amministrativa202608769

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del Consiglio comunale e nomina della commissione straordinaria ai sensi dell'art. 143 d.lgs. 267/2000

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto presidenziale di scioglimento del Consiglio comunale, nonché gli atti presupposti, tra cui le relazioni amministrative, la deliberazione del competente organo e i decreti di nomina e proroga della commissione di accesso. Dal testo emerge che la controversia riguarda la sussistenza dei presupposti per lo scioglimento per fenomeni di infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata, nella specie riferita alla 'ndrangheta. Il ricorrente contesta, in sostanza, che gli elementi posti a fondamento della misura siano concreti, univoci e rilevanti e tali da dimostrare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi comunali e una compromissione dell'imparzialità dell'amministrazione. Il TAR ha rilevato che tali doglianze richiedono un più approfondito esame nel giudizio di merito e ha disposto l'acquisizione integrale della documentazione amministrativa, inclusa la relazione della Commissione di accesso e i relativi allegati, senza omissis, nel rispetto delle cautele previste per gli atti classificati.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito la domanda di annullamento. Ha ritenuto che la tutela degli interessi del ricorrente possa essere assicurata mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica di merito, fissata al 10 febbraio 2027. In vista della decisione, ha ordinato alle amministrazioni resistenti di depositare entro quarantacinque giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza gli atti del procedimento in versione integrale, privi di oscuramenti e completi degli allegati, in particolare la relazione della Commissione di accesso. Il deposito deve avvenire in formato digitale su supporto USB e con copia cartacea allegata. Il TAR ha precisato che, trattandosi di documenti classificati come «riservati», la loro conservazione e ostensione alle parti sono soggette alle cautele previste dall'art. 42, comma 8, l. 124/2007, e che la conoscenza degli atti è circoscritta all'ambito processuale ai sensi dell'art. 262 c.p. Le spese sono state compensate. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 143, comma 1, d.lgs. 267/2000

    elementi “concreti, univoci e rilevanti” tali da determinare “un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi amministrativi e da compromettere l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali”

    Lo scioglimento dell'organo consiliare per infiltrazione mafiosa richiede elementi concreti, univoci e rilevanti, idonei a dimostrare un condizionamento della formazione della volontà degli organi amministrativi e una compromissione dell'imparzialità dell'amministrazione.

  • art. 42, comma 8, l. 124/2007

    La conservazione e l'ostensione nel processo di documenti classificati come «riservati» devono avvenire nel rispetto delle cautele previste dalla disposizione.

  • art. 262 c.p.

    La conoscenza degli atti classificati da parte dei soggetti processuali è circoscritta allo stretto ambito processuale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Consente l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale fondamento della tutela dei diritti e della dignità mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Lo scioglimento di un consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata richiede elementi concreti, univoci e rilevanti, idonei a dimostrare sia il condizionamento o collegamento criminale con la gestione amministrativa sia l'alterazione della formazione della volontà degli organi comunali e la compromissione dell'imparzialità dell'amministrazione.
  • Quando la legittimità di uno scioglimento per infiltrazione mafiosa dipende dall'esame di relazioni e documentazione amministrativa non integralmente disponibile nel processo, il giudice può disporre l'acquisizione degli atti completi e dei relativi allegati, rinviando l'approfondito scrutinio delle doglianze all'udienza di merito.
  • La produzione processuale di documenti classificati come riservati deve avvenire in versione integrale, ove richiesta dal giudice, ma nel rispetto delle cautele previste dalla disciplina sulla classificazione e con limitazione della conoscenza delle parti allo stretto ambito processuale.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaScioglimento dei consigli comunaliIstruttoria processuale
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiIncompetenza

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