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Sentenza

Sentenza n. 159/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla ASREM in relazione alla richiesta del consorzio ricorrente del 08.10.2024 (prot. ASREM n. 107454 del 08/10/2024) di formale proroga dell’accordo contrattuale per il Centro Diurno “I Colori della Vita” di Isernia per l’anno 2024 e adeguamento della retta ai fini ISTAT in virtù delle previsioni di cui al Decreto del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Molise n. 14/2022 e successivo sollecito del 23.04.2025 (prot. ASREM n. 56810 del 12/05/2025) di formale proroga dell’accordo contrattuale per l’anno 2024 e adeguamento della retta ai fini ISTAT in virtù delle previsioni di cui al Decreto del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Molise n. 14/2022, nonché comunicazione di formale proroga/trasmissione nuovo accordo contrattuale per l’anno 2025 con adeguamento della retta ai fini ISTAT. e per la conseguente declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere sulle stesse.

Giustizia amministrativa202500336

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulle richieste di proroga dell’accordo contrattuale per il 2024, stipula di un nuovo accordo per il 2025 e adeguamento ISTAT della tariffa

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore sanitario accreditato)

Prevale il privato

La controversia

Il consorzio ricorrente, gestore dal 2013 di un centro diurno per pazienti psichiatrici, aveva sottoscritto con ASREM un accordo contrattuale per il 2023, prorogabile per un ulteriore anno con provvedimento espresso del committente attestante la permanenza del fabbisogno. Dopo avere continuato a erogare le prestazioni nel 2024, il consorzio chiedeva ad ASREM, con istanza dell’8 ottobre 2024 e successivo sollecito del 23 aprile 2025, di adottare un provvedimento espresso sulla proroga per il 2024, sull’adeguamento della retta ai fini ISTAT e sulla proroga o stipula di un nuovo accordo contrattuale per il 2025. L’amministrazione rimaneva inerte. Il ricorso deduceva la violazione degli artt. 1 e 2 della l. 241/1990, dell’art. 97 Cost., dell’art. 8-quinquies d.lgs. 502/1992, del regolamento regionale Molise n. 1/2004, del DCA n. 14/2022 e degli obblighi contrattuali, sostenendo l’esistenza dell’obbligo amministrativo di provvedere anche sull’adeguamento tariffario. Il TAR, previamente verificata la propria giurisdizione, ha ritenuto che le richieste riguardassero l’esercizio di poteri autoritativi: la proroga non era automatica, ma subordinata a una valutazione discrezionale sulla permanenza del fabbisogno; la richiesta di stipula dell’accordo per il 2025 era riconducibile all’art. 8-quinquies d.lgs. 502/1992; anche l’aggiornamento tariffario era collegato a un potere attribuito ad ASREM dal DCA n. 14/2022.

La decisione

Il TAR ha affermato la propria giurisdizione, ritenendo che l’inerzia di ASREM incidesse su interessi legittimi correlati all’esercizio di poteri autoritativi. Nel merito ha accolto il ricorso, rilevando che ASREM non aveva adottato alcun provvedimento sulle istanze dell’8 ottobre 2024 e del 23 aprile 2025 e che erano decorsi i termini di conclusione del procedimento previsti dall’art. 2 l. 241/1990. Ha dichiarato illegittimo il silenzio e ordinato ad ASREM di adottare un provvedimento espresso sulle richieste entro 75 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Il giudice non ha imposto il contenuto sostanziale della decisione amministrativa, lasciando all’amministrazione l’esercizio del potere; ha previsto la possibile nomina di un commissario ad acta, su successiva istanza, in caso di persistente inadempimento. ASREM è stata condannata alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori, rimborso del contributo unificato e distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Consentono di proporre l’azione avverso il silenzio e di ottenere la declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone alla pubblica amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro i termini previsti dalla legge; il loro decorso rende illegittima l’inerzia accertata nel caso concreto.

  • art. 8-quinquies d.lgs. 502/1992

    È richiamato quale base normativa della richiesta di sottoscrizione dell’accordo contrattuale per l’erogazione delle prestazioni sanitarie; il silenzio su tale richiesta è coercibile mediante azione avverso il silenzio.

  • art. 73 c.p.a.

    Ha consentito al Collegio di sottoporre al contraddittorio il possibile difetto di giurisdizione e di differire la trattazione per consentire alla parte di depositare documenti e deduzioni.

  • DCA Molise n. 14/2022

    Ha aggiornato la retta applicabile ai centri diurni della rete della salute mentale e, secondo la decisione, ha delegato ad ASREM l’aggiornamento annuale delle tariffe in sede di sottoscrizione degli accordi contrattuali.

  • art. 8 dell’accordo contrattuale del 17 maggio 2023

    il presente contratto può essere prorogato di un ulteriore anno con provvedimento espresso del Committente che attesti la permanenza del fabbisogno

    Esclude la proroga automatica dell’accordo e subordina la proroga a un provvedimento espresso dell’amministrazione, preceduto dall’accertamento della permanenza del fabbisogno.

  • Regolamento regionale Molise n. 1/2004

    È richiamato quale fonte regolatrice dell’accordo contrattuale e dell’aggiornamento della retta per le prestazioni riabilitative e territoriali ai malati psichiatrici.

Massime di principio

  • Quando una pubblica amministrazione è chiamata a valutare discrezionalmente la proroga di un accordo contrattuale sanitario, subordinata all’accertamento della permanenza del fabbisogno, la proroga non si produce automaticamente e l’amministrazione ha comunque l’obbligo di pronunciarsi con un provvedimento espresso sull’istanza dell’operatore interessato.
  • L’azione avverso il silenzio è esperibile quando la richiesta di sottoscrizione o rinnovo di un accordo contrattuale per l’erogazione di prestazioni sanitarie implica l’esercizio di un potere autoritativo dell’amministrazione e il privato vanta, rispetto a tale potere, un interesse legittimo.
  • Il silenzio dell’amministrazione sulla richiesta di aggiornamento tariffario delle prestazioni sanitarie è impugnabile ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. quando l’aggiornamento è rimesso a un potere amministrativo esercitabile in sede di accordo contrattuale.
  • Accertata l’illegittimità del silenzio, il giudice amministrativo deve ordinare all’amministrazione di adottare un provvedimento espresso entro un termine assegnato, senza sostituirsi ad essa nella valutazione discrezionale spettantele sul contenuto della decisione.
  • La mancata conclusione del procedimento entro i termini previsti dall’art. 2 l. 241/1990 integra illegittimità del silenzio e consente, in caso di persistente inadempimento successivo alla sentenza, la nomina di un commissario ad acta su apposita istanza.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiSanitàProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneRiparto di giurisdizioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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